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Pubblicato il: 05/10/2026

Professione Farmacista

L'Ordine di Roma e la Sapienza in prima fila per il riconoscimento del ruolo sanitario e dell'indennità di specificità

Immagine di copertina: Professione Farmacista

Roma, 16 settembre 2026 – Si è svolto a Roma, presso la prestigiosa cornice del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, il convegno dal titolo "Professione farmacista: verso il riconoscimento del ruolo sanitario", organizzato dall'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Sapienza di Roma.

 

L'incontro ha visto la partecipazione di un parterre istituzionale e accademico di primissimo piano, confermando come la questione dell'inquadramento e della dignità professionale dei farmacisti sia ormai giunta a un vero e proprio punto di svolta. Al tavolo dei relatori erano presenti il sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, la preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza Luisa Avitabile, insieme a tre docenti dell'ateneo romano: Enrico Elio Del Prato (Diritto Civile), Domenico Mezzacapo (Diritto del Lavoro) e Ines Ciolli (Diritto Costituzionale).

 

Il punto di vista istituzionale: il ruolo chiave della prossimità


Nel suo intervento, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha rimarcato la centralità della figura del farmacista all'interno del sistema sanitario moderno:

"Il farmacista è una figura chiave nella sanità di prossimità e nel collegamento concreto tra la Casa di Comunità e la casa del cittadino."

Grazie a un rapporto di fiducia costruito nel tempo, ha sottolineato il sottosegretario, il ruolo si è evoluto:

"Non più soltanto dispensatore di farmaci, ma professionista della salute capace di orientare, ascoltare e accompagnare le persone nei loro bisogni di salute."

Gemmato ha inoltre confermato l'impegno del Governo a investire su questa evoluzione, rafforzando la rete territoriale affinché il farmacista possa rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze dei cittadini, valorizzando quel ruolo sanitario che di fatto viene esercitato ogni giorno.

 

Il farmacista non è un commerciante


Ad aprire i lavori era stato il presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, il quale ha ribadito con forza la necessità di superare anacronistici cliché:

"Il banco di una farmacia non coincide con la cassa, il farmaco non è una merce e il professionista della salute che lo dispensa non è un commesso, ma un pilastro insostituibile del diritto costituzionale alla salute."

Al centro del dibattito vi è il profondo cortocircuito che vede la farmacia dei servizi ormai strutturata come presidio sanitario territoriale di primo piano — impegnata nella gestione dei cronici, nella prevenzione e nella riconciliazione farmacologica — a fronte di un contratto collettivo nazionale (Ccnl dei farmacisti collaboratori nel settore privato) ancora rigidamente ancorato alle logiche del commercio. Una disparità evidente rispetto ai colleghi del settore pubblico, che godono dell'indennità di specificità sanitaria prevista per la Dirigenza dell'Area Sanità. Da qui l'appello dell'Ordine di Roma per l'estensione di tale indennità anche al comparto privato, misura ritenuta essenziale anche per arginare la progressiva disaffezione dei giovani verso la professione e il calo delle immatricolazioni.

 

Il contributo accademico della Sapienza


Il confronto tecnico-giuridico, arricchito dai contributi della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, ha offerto una solida chiave di lettura multidisciplinare:

Luisa Avitabile (Preside di Giurisprudenza) ha posto l'accento sul rapporto con l'innovazione tecnologica, sottolineando che l'intelligenza artificiale può supportare la gestione dei dati, ma non potrà mai sostituire il giudizio clinico e la relazione di cura umana, elementi irriducibili che fondano la natura sanitaria della professione.
Enrico Elio Del Prato (Diritto Civile) ha inquadrato l'attività del farmacista non come un mero scambio commerciale, bensì come un fascio di obbligazioni di protezione e cura della persona, i cui standard civilistici richiedono una tutela coerente con la sicurezza clinica.
Domenico Mezzacapo (Diritto del Lavoro) ha analizzato l'inadeguatezza del trattamento normativo ed economico dei collaboratori privati, evidenziando l'urgenza di colmare il divario contrattuale e riconoscere giuridicamente le mansioni sanitarie effettivamente svolte.
Ines Ciolli (Diritto Costituzionale) ha ricondotto il tema nell'alveo dell'art. 32 della Costituzione, ricordando che il pieno riconoscimento istituzionale del farmacista territoriale costituisce una garanzia fondamentale per rendere effettivo il diritto alla salute dei cittadini su tutto il territorio nazionale.


L'evento si è chiuso con la ferma volontà di proseguire la battaglia istituzionale e culturale affinché la specificità sanitaria trovi cittadinanza non solo nella pratica quotidiana e nella coscienza dei cittadini, ma anche nella contrattazione collettiva e negli assetti normativi del Paese.

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