Covid, Di Lorenzo (Irbm): “Vaccino, primi 30 mln di dosi entro fine anno”

Roma, 3 novembre – “Ci aspettiamo che alla fine di novembre possa essere conclusa la fase III della sperimentazione clinica, a quel punto la parola passerà alle agenzie regolatorie. I tempi che possono essere accorciati sono quelli della burocrazia, non quelli dei controlli scientifici: per questo il vaccino sarà sicuro. Nella migliore delle ipotesi prime 30 milioni di dosi all’Ue entro fine anno, se sarà dicembre o gennaio cambia poco”.

È la previsione di Piero Di Lorenzo (nella foto), presidente e amministratore delegato di Irbm a Pomezia, intervenuto a una trasmissione di Radio Cusano Campus per fare il punto sul candidato vaccino anti-Covid sviluppato da università di Oxford e Irbm e prodotto da AstraZeneca.

“La pressione la sentiamo, io la sento proprio fisicamente, visto che ogni volta che esco dal cancello di casa c’è qualcuno che mi chiede come sta andando la sperimentazione del vaccino”  ha raccontato Di Lorenzo. “Quella pubblicata nei giorni scorsi dal Financial Times  (la buona risposta immunitaria degli anziani al vaccino, NdR) era solo un’indiscrezione, ma è vero che nella pubblicazione dei dati di fase I su Lancet era stato messo un accento proprio sulla capacità del candidato vaccino di immunizzare in maniera importante”.

Nella corsa per arrivare a un vaccino anti-Covid, sottolinea Di Lorenzo, “tutti i tempi dovuti ai controlli scientifici saranno mantenuti in maniera severa. Non esiste una multinazionale disposta a mettere in gioco la propria credibilità e la propria reputazione scientifica, per accorciare oltre il consentito i termini di una valutazione, sarebbe assurdo. Per questo è un argomento su cui si può essere più che sicuri”.

Il comune buonsenso lo porta a capire facilmente, solo che il comune buonsenso non è comune a tutti, quindi c’è sempre qualcuno che fa retro pensieri. Il problema è riuscire ad arrivare alla fine dei test senza che si verifichino eventi avversi. Se così sarà, le agenzie regolatorie impiegheranno 3-4 settimane e si arriverà a una consegna delle prime 20-30 milioni di dosi all’Ue entro fine anno. Se anziché prendere 4 settimane se ne prenderanno il doppio, allora si arriverà a gennaio”.

Ma per Di Lorenzo, “attaccarsi al discorso se sarà fine anno o inizio gennaio, la vedo più una questione teorica che con risvolti pratici.La gente vuole capire se in tempi certi potremo avere tutti a disposizione uno strumento per contrastare la pandemia e per tornare ad un minimo di vita normale dal punto di vista sociale, ma soprattutto economico”.