Vaccini, Fofi, Federfarma e Assofarm a Speranza: “Subito un incontro”

Roma, 24 settembre – Il reiterato invito delle sigle della professione farmaceutica e della farmacia a coinvolgere i ventimila presidi territoriali con la croce verde e i professionisti che vi operano nella condizione di assicurare un contributo importante alla campagna vaccinale antinfluenzale 2020-21, che avrà prevedibilmente un carattere di eccezionalità in ragione della circolazione del coronavirus, non sembra fin qui incontrare grande favore.

Ma se poteva essere messa in conto la forte reazione contraria dei medici, espressa a più riprese e a diversi livelli, anche con toni puttosto grevi, in parte sorprende quella delle istituzioni: nell’ambito dell’esame alla Camera dei Deputati delle mozioni sugli obblighi vaccinali, non è infatti stata colta l’occasione per riconoscere il ruolo della farmacia come presidio sanitario sul territorio, dove poter somministrare il vaccino antinfluenzale, al fine di assicurare un’adeguata tutela della salute ai cittadini, contraddicendo così quanto espresso precedentemente in ordini del giorno approvati all’unanimità.

A rilevarlo e stigmatizzarlo sono le stesse Fofi, Federfarma e Assofarm in un comunicato congiunto diffuso ieri pomeriggio.

“La somministrazione del vaccino in farmacia è ormai prassi consolidata in 14 Paesi europei, tra cui Francia e Germania, nonché negli Stati Uniti, in Canada e in decine di altri Paesi, sempre con risultati ampiamente positivi in termini di salvaguardia della salute pubblica e di aumento delle coperture vaccinali, obiettivo ripetutamente auspicato dallo stesso Governo” scrivono le tre sigle di categoria. “Per tali ragioni Fofi, Federfarma e Assofarm confidano che il Governo possa consentire la somministrazione del vaccino antinfluenzale in farmacia, da parte del medico o del farmacista con modalità da concordare, nell’ambito delle misure dirette a fronteggiare la Covid-19 e, in particolare, per ridurre il rischio di sovrapposizioni dei sintomi del Covid con quelli dell’influenza stagionale”.

“Non si dimentichi che gli oltre 65.000 farmacisti di comunità e le oltre 19.000 farmacie sul territorio rappresentano il primo presidio per capillarità e accessibilità” continua il comunicato. “Una rete che è stata fondamentale nelle fasi più critiche dell’emergenza legata al coronavirus: in tale occasione, infatti, i farmacisti si sono fatti carico di fornire tutta l’assistenza possibile, sopperendo anche alle difficoltà del sistema sanitario.

“Le tre Federazioni chiedono un incontro urgente con il ministro della Salute” conclude la nota  “per acquisire in via definitiva l’orientamento del dicastero su questa materia, anche alla luce delle posizioni espresse nel merito dalla Regione Lazio, da autorevoli istituzioni scientifiche e da Cittadinanzattiva”.