Vaccinazioni in farmacia, emendamento a ddl Bilancio torna a proporle

Roma, 7 dicembre – Alla consueta ecatombe del vaglio di ammissibilità, che ha respinto più di seimila degli oltre settemila emendamenti presentati al disegno di legge di bilancio 2021, attualmente all’esame della Commissione Bilancio di Montecitorio, sono riuscite a sopravvivere, tra le altre, tre proposte correttive di diretto e rilevante interessante per la farmacia e la professione farmaceutica.

LVisualizza immagine di originea prima è l’emendamento n. 80.028, primo firmatario il deputato di FdI Marcello Gemmato, segretario della Commissione Affari sociali (nella foto a sinistra), riguarda un obiettivo sul quale le sigle professionali e sindacali di categoria hanno concentrato molti dei loro sforzi, ovvero la possibilità di vaccinare in farmacia. Sul tema, lo stesso Gemmato aveva già presentato nello scorso mese di settembre un’interrogazione al ministro della Salute, con la richiesta di una norma per consentire ai farmacisti, anche in ragione dell’emergenza sanitaria in corso, di poter inoculare il vaccino antinfluenzale ai pazienti nelle loro farmacie,“evitando probabili congestionamenti delle strutture sanitarie pubbliche”.

Nell’emendamento alla manovra 2021, in vista dell’ormai imminente campagna di vaccinazione anti-Covid,  Gemmato alza comprensibilmente il tiro: “I farmacisti sono autorizzati a esercitare l’attività professionale di inoculazione dei vaccini anti Sars-CoV-2, nonché di altre tipologie di vaccini, subordinatamente al conseguimento di una certificazione di abilitazione all’esercizio della predetta attività professionale“, recita infatti il testo del suo emendamento, che prevede di affidare la definizione dei criteri e delle modalità di conseguimento della “abilitazione vaccinale” a un decreto del ministero della Salute, “previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni e sentite le associazioni sindacali maggiormente rappresentative delle farmacie convenzionate pubbliche e private nonché l’Ordine dei farmacisti italiani”.

Il decreto ministeriale dovrà anche riportare l’elenco dei vaccini che i farmacisti possono inoculare agli assistiti e i requisiti strutturali, tecnologici e igienico-sanitari che dovranno possedere i locali delle farmacie per svolgere l’attività vaccinale. I vaccini indicati dall’elenco ministeriale, specifica  l’emendamento Gemmato, “possono essere distribuiti agli assistiti anche in regime di distribuzione per conto”.  Le proposta indica anche la copertura economica della misura, pari a 10 milioni di euro.Visualizza immagine di origine

A firma di Gemmato è anche un altro degli emendamenti sopravvissuti al setaccio a maglie strettissime dell’ammissibilità: si tratta del n. 80.09, volto a istituire un fondo per interventi di sostegno alle farmacie rurali, con una dotazione pari a 50 milioni di euro annui per il triennio 2021-2023. I criteri per l’erogazione dei contributi sono la popolazione residente nel centro in cui è aperta la farmacia, la distanza dal capoluogo di provincia, il fatturato complessivo annuale (al netto dell’Iva) e il numero di turni di notte effettuati in un anno.

Il terzo emendamento, di stringente attualità, è il n.75,020, a prima firma di Andrea Mandelli, deputato di Forza Italia (foto a destra), volto ad autorizzare l’esecuzione di test anticorpali e tamponi antigenici anche nelle farmacie territoriali, purché “dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e atti a garantire la tutela della privacy”.