Vaccinazioni in farmacia, aumenta il numero dei Paesi che le consente

Roma, 2 settembre – Le vaccinazioni in farmacia, tema destinato a rimanere presumibilmente molto caldo nelle settimane a venire,  sono disponibili in almeno 36 Paesi e territori e sono state proposte o sono in fase di sviluppo in altri 16. Il dato emerge da una recente survey sull’impatto della farmacia sulla copertura vaccinale realizzata dalla Fip, la Federazione farmaceutica internazionale, i cui risultati sono stati condivisi in un webinar appositamente organizzato lo scorso  6 agosto e che sarà rilanciato domani, 3 settembre, tra le ore 13 e le 14. 30, da un altro appuntamento sul tema dello sviluppo delle vaccinazioni in farmacia e di come contrastare gli ostacoli che lo impediscono (questo il link per registrarsi al webinar).

Il tema farmacia-vaccinazioni è ormai da qualche anno una costante dell’impegno Fip: un primo, importante sondaggio venne realizzato già quattro anni fa  (il nostro giornale ne riferì diffusamente in questo articolo del 31 agosto del 2016), poi seguito da periodici statement sul tema. Ora quella survey è stata aggiornata, analizzando i dati provenienti dai 99 Paesi che hanno partecipato al sondaggio e rendendo così possibile la realizzazione di una panoramica dell’impatto della farmacia sulla copertura vaccinale, una sorta di indagine globale che rappresenta il rapporto più completo pubblicato sui diversi aspetti dell’immunizzazione guidata ed effettuata dai farmacisti. Molti e variegati gli aspetti presi in considerazio,: tra cui attività di advocacy e sensibilizzazione, quadri normativi, somministrazione di vaccini, modelli di rimborso, formazione e certificazione, limitazioni e barriere all’espansione della pratica farmaceutica, fino a includere appunto la stessa somministrazione di vaccini.

Secondo il report Fip, le farmacie comunitarie offrono a quasi 1,8 miliardi di persone in tutto il mondo la possibilità di essere vaccinate. I Paesi che hanno partecipato allo studio, come già anticipato, sono 99, più del doppio dei 45 della survey del 2016 (della quale in calce a questo articolo riproponiamo il link). E se nel 2016 erano 18 i Paesi con vaccinazione in farmacia,  nel 2020 sono risultati 23, con un aumento del 28%. I vaccini più comuni  somministrati nelle farmacie di comunità sono risultati essere quelli contro l’influenza, l’epatite B e il tetano, ma nell’elenco sono compresi anche i  vaccini per il morbillo, malaria, le infezioni da pneumococco e il fuoco di Sant’Antonio.

“Questo rapporto indica che il ruolo dei farmacisti nell’immunizzazione ha continuato a crescere, ma si potrebbe ottenere molto di più” ha affermato Catherine Duggan (nella foto), chief executive officer  della Fip. “Numerosi vantaggi, tra cui una maggiore accessibilità e copertura dei vaccini, sono stati dimostrati nei Paesi in cui i farmacisti hanno l’autorità per somministrare i vaccini. Le barriere legislative e regolamentari devono essere superate attraverso una difesa basata sull’evidenza e dobbiamo affrontare le questioni chiave, compresa la remunerazione del servizio”.

“I farmacisti sono esperti di farmaci, operatori sanitari di prima linea e membri integrali del team sanitario. Ampliare il loro ambito di pratica come vaccinatori alla fine favorirà il loro contributo alla salute pubblica” ha affermato ancora Duggan, che conclude incoraggiando “i Paesi attualmente privi di vaccinazione in farmacie a lavorare con la Fip e le sue organizzazioni aderenti per organizzare una strategia che porti ai cambiamenti necessari verso la salute per tutti”.

Tornando ai dati, che sono poi gli elementi che più e meglio spiegano l’importanza della vaccinazione in farmacia, il report riferisce che a fronte dei 26 Paesi dove la vaccinazione in farmacia è delegata al farmacista stesso (prima erano la metà, 13), sono 10 (contro i sette precedenti) quelli dove il vaccino viene sì somministrato in farmacia, ma da un altro professionista sanitario (medico e/o infermiere). Nel volgere di un quinquennio, però, l’elenco sarà rimpinguato da altri sette Paesi europei (tra i quali la Germania, dove sono già in corso sperimentazioni) e un’altra decina di Paesi extraeuropei.

Dall’indagine Fip emerge che il ruolo di farmacie e farmacisti rispetto ai vaccini non si esaurisce nella somministrazione degli stessi:  nel 70% dei Paesi oggetto del sondaggio, i farmacisti svolgono un ruolo importante anche nell’educazione e nell’informazione della popolazione, sensibilizzandola alla necessità della profilassi vaccinale. Restano tuttavia una cinquantina gli Stati che negano alla farmacia del territorio la possibilità di vaccinare ed escludono a breve termine un’eventuale apertura.

Stesso disappunto in tema di gestione dei dati: il 67% delle risposte riferisce che il farmacista non ha la possibilità di accedere a schede o cartelle del paziente che tengono traccia delle vaccinazioni effettuate, un’altra barriera che non consente ai professionisti della farmacia di esprimere tutto il proprio potenziale.

Il report conferma anche che uno degli ostacoli principali a estendere in farmacia altri servizi sanitari di interesse e utilità pubblici, come appunto le vaccinazioni, è rappresentato dalla leva economica: nei Paesi dove la vaccinazione in farmacia è consentita,  il servizio è infatti in  larghissima prevalenza posto a carico dei cittadini che lo richiedono. Sono soltanto dieci gli stati dove a pagare è il servizio sanitario pubblico, mentre in altri sei Paesi  l’onere è a carico diretto delle farmacie. E non è davvero inutile evidenziare la disparità tra Paesi ad alto e basso reddito. Le vaccinazioni in farmacie sono infatti disponibili nel 47% dei Paesi ad alto reddito, quattro volte di più rispetto all’11% dei Paesi a basso reddito.

Ma il braccino corto in materia di risorse economiche disponibili per le vaccinazioni in farmacia non è la sola criticità: altri ostacoli sono infatti le resistenze contro questa prospettiva (nonostante essa vada in direzione di un interesse di pubblica salute) sollevate da parte sia di altre professioni sanitarie, medici su tutti, sia delle stesse amministrazioni locali.