Vaccinazioni, farmacie pronte al via in una decina di Regioni

Roma, 31 maggio – Continua a tenere banco sulla stampa di informazione l’ormai imminente avvio in diverse  Regioni italiane delle vaccinazioni anti Covid nelle farmacie di comunità, che si andranno così a unire alla Valle d’Aosta, al momento unica Regione in cui la somministrazione del vaccino nei presidi dalla croce verde del territorio è già cominciata. Diversi autorevoli quotidiani e telegiornali, negli ultimi giorni, hanno proposto un check della situazione, osservando che il percorso formativo richiesto ai farmacisti per aderire alla campagna vaccinale facendo dei loro esercizi dei veri e propri spoke vaccinali nel vivo delle comunità è ormai giunto alla fine.

Procede invece a velocità diverse l’avvio effettivo delle vaccinazioni. Alla già ricordata Valle d’Aosta seguirà, a partire da domani, la Regione Lazio, mentre  una decina di Regioni inizieranno a somministrare da metà del mese prossimo. Per le altre, come ricorda la stampa di informazione,  bisognerà attendere. Sono infatti nove ad aver firmato l’accordo regionale che recepisce quello nazionale: Calabria, Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta. A queste si aggiungono la Lombardia, che ha già un protocollo attuativo pronto e solo da siglare, e la Liguria, dove è stato firmato un accordo diverso che prevede la somministrazione in farmacia ma non da parte dei farmacisti”.

L’accordo nazionale tra Governo, Regioni e sigle delle farmacie private e pubbliche che definisce le modalità per il coinvolgimento di queste ultime nella campagna vaccinale anti-Sars-CoV-2 risale come si ricorderà al 29 marzo scorso e da allora solo in Valle d’Aosta,  come già ricordato, la vaccinazione in farmacia è già a regime. Da segnalare al riguardo una testimonianza di Alessandro Detragiache, presidente  di Federfarma Valle d’Aosta: “Siamo partiti a vaccinare a metà maggio” spiega Detragiache “e abbiamo avuto un’accelerazione nelle ultime settimane. Abbiamo completato prenotazioni per tutto il mese di giugno”.

In Campania la prima settimana di giugno i circa 2.000 farmacisti formati potrebbero già iniziare a inoculare. In Piemonte l’obiettivo è di partire dalla seconda settimana di giugno In Veneto si stanno facendo tavoli tecnici relativi alla piattaforma informatica ma se arriveranno i vaccini, le prime 600 farmacie partiranno a metà giugno. In Piemonte saranno circa 500 le farmacie coinvolte, la formazione di circa 1.500 farmacisti è terminata o sta per terminare e, anche qui si ipotizza una partenza da metà giugno. Lo stesso vale per le Marche dove, entro 10 giorni, le prime 120 farmacie avranno personale formato con 12 ore di pratica presso un hub vaccinale pubblico, come da protocollo.

In Lombardia, dove l’accordo risale a gennaio, le vaccinazioni dovrebbero iniziare a metà giugno in almeno 1600 farmacie. L’accordo in Toscana è stato siglato a inizio settimana, si stanno mettendo a punto dettagli tecnici e 550 farmacie hanno fornito una pre-adesione: anche qui, dosi permettendo, si parte a metà giugno. Circa 120 farmacie hanno finora aderito in Umbria, dove dalla prima settimana di giugno inizieranno le prenotazioni e dal 15 le somministrazioni. In verità, in quest’ultima Regione si era registrata qualche giorno fa una presa di posizione di Augusto Luciani (nella foto), presidente del sindacato regionale dei titolari di farmacia, preoccupato per il silenzio lungo quasi un mese fatto seguire dalla Regione all’accordo siglato per avviare le vaccinazioni anti Covid nelle farmacie pubbliche e private aderenti su base volontaria nel territorio regionale. A suscitare qualche timore tra i farmacisti – già fortemente esposti alle pressioni dei cittadini, ansiosi di prenotarsi e di sapere qualcosa di certo in ordine all’inizio dell’attività vaccinale –  sono state in particolare le mancate risposte alle sollecitazioni inviate ai responsabili regionali da Federfarma Umbria.

“Abbiamo richiesto anche nei giorni scorsi un incontro Massimo Braganti, direttore generale  Salute e Welfare della Regione Umbria” spiegava appena qualche giorno fa lo stesso Luciani in un comunicato stampa “visto che non abbiamo avuto riscontro alle richieste dopo le interlocuzioni precedenti che avevano portato ad  immaginare un percorso condiviso. Elemento questo che avrebbe sicuramente dato un apporto rilevante alla campagna vaccinale. Questo quadro generale di incertezza si ripercuote oltre che sul nostro lavoro, anche sulla pelle dei cittadini”. Federfarma Umbria, in ogni caso, ha confermato di essere a totale disposizione per la concreta attuazione dell’accordo e attende lumi al riguardo dal Palazzo della Regione, confidando che arrivino a strettissimo giro.

Per il resto, sono 350 le farmacie pronte a partire in Calabria, dove si registrano però rallentamenti a livello regionale. Abruzzo e Provincia autonoma di Bolzano hanno trattative in corso e le restanti Regioni sono un po’ più indietro.

“Visto l’accordo quadro con il Ministero della Salute, speravamo si potesse fare più in fretta, quello che vediamo è effetto del federalismo sanitario” sottolinea il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo, esprimento l’auspicio che la partenza-boom delle prenotazioni di vaccinazioni nelle farmacie del Lazio possa fare da traino.