UK, provocazione di una catena di farmacie: ‘Sul territorio sono troppe’

Roma, 22 luglio – La concorrenza tra farmacie “fisiche”, gli esercizi aperti sul territorio per servire i cittadini, siano essi indipendenti o proprietà di catene, è un errore strategico, che fa perdere tempo e risorse e consente al vero “nemico” – le farmacie on line – di guadagnare sempre più spazio,  mettendo a rischio gli stessi margini di sopravvivenza delle farmacie tradizionali.

A sostenere la tesi è  Jay Patel (nella foto), direttore esecutivo della catena di farmacie Day Lewis (che possiede più di 300 esercizi in tutto il Regno Unito),  intervenuto la scorsa settimana a una seduta della National pharmacy association, il sindacato delle farmacie inglesi, dedicata a fare il punto sull’accordo quinquennale tra Nhs e farmacie concernente il finanziamento di una serie di servizi (dal Mur, la revisione dell’uso di medicinali fino al contrasto al counterfeiting farmaceutico, passando per programmi finalizzati a favorire stili di vita salutare tra gli inglesi).

Nel corso dell’incontro, del quale riferisce un articolo del giornale specializzato Chemist&Druggist (rilanciato ieri in Italia dalla newsletter F-Press), Patel ha affermato che nel territorio del Regno Unito ci sono troppe farmacie e, tra queste, un numero rilevante non eroga un numero sufficiente di servizi, finendo per fornire all’opinione pubblica un’impressione di inadeguatezza e danneggiando così l’immagine delle farmacie indipendenti di comunità (tra le quali il manager colloca anche quelle della sua catena, ritenuta “indipendente” rispetto ai giganti come Boots eLloyds Pharmacy).

Per Patel, è necessario razionalizzare i numeri, dal momento che non è possibile tutelare tutte le 11.539 farmacie comunitarie (dati Nhs Digital riferiti al 2018-19) che operano nel Paese. E, del resto, per il manager di Day Lewis, le buone farmacie che forniscono servizi non possono essere “zavorrate” da quelle che i servizi, invece, non li forniscono.

Una “sforbiciata” al numero degli esercizi, ha lasciato chiaramente intendere Patel, avrebbe anche un effetto salutare sulla redistribuzione del finanziamento di 2.592 miliardi di sterline l’anno che il Nhs ha confermato per la farmacia di comunità fino al 2023/24: ciò consentirebbe agli esercizi (sottinteso: quelli che meritano si restare sul mercato) di disporre di risorse più adeguate per assicurare un miglior servizio.

Rilevata la necessità che le farmacie comunitarie inglesi debbano viaggiare unite e di conserva, sottolineando che tra gli esercizi indipendenti e quelli di catene vi sono più punti di contatto che non di divisione, Patel ha quindi osservato che non ha alcun senso la ripresa di ostilità che si registra tra le due componenti delle farmacie del territorio, che invece – se proprio si deve tracciare una linea del fronte sulla quale combattere – dovrebbero essere unite contro i  “i veri perturbatori”, ovvero le e-pharmacy, le realtà come  “Amazon e Pharmacy2U eccetera,  sono loro la vera minaccia”.

Se dunque le bricks and mortar pharmacies, le farmacie “fisiche” sul territorio,  indipendenti o di catene che siano, vogliono davvero combattere una guerra, si uniscano e la dichiarino alle farmacie del web: il vero nemico, per Patel, sono loro.