Test rapidi da Mmg e farmacie, oggi incontro per cercare accordo

Roma, 26 ottobre – Continua a tenere banco l’ipotesi di utilizzare i tamponi rapidi “reclutando” i Mmg e le farmacie di comunità per migliorare la capacità di tracciamento, soprattutto nelle Regioni dove ancora si fa fatica a fare numeri sufficienti di tamponi.  Il governo accelera in questa direzione e già oggi dovrebbero tenersi diversi incontri per mettere a punto una possibile strategia operativa: sono infatti convocati i medici di famiglia, la Conferenza Stato-Regioni e i sindacati per trovare un accordo sui test rapidi da effettuare negli studi dei medici di medicina generale. L’adesione sarebbe su base volontaria, con una possibile aggiunta contrattuale rispetto all’accordo collettivo di lavoro dei medici di base. Negli studi dei medici di famiglia, inoltre, arriveranno le strumentazioni per la diagnostica dei malati non-Covid, come strumenti per l’ecografia o spirometria ed elettrocardiografi.

Il coinvolgimento di Mmg e farmacie dovrebbe avere inizio con una fase di sperimentazione, seguendo il modello dei test sierologici che già vengono effettuati in farmacia in alcune Regioni. Si vorrebbe, quindi, fare lo stesso con i test antigenici, come avviene per esempio a Trento. Inoltre, con le Regioni è stata concordata una semplificazione delle procedure di tracciamento, che proprio da queste novità sui tamponi rapidi potrebbe partire.

L’attività di testing & tracing in studi medici e farmacie, però, verrebbe limitata al periodo dell’influenza stagionale, per poter favorire una diagnosi differenziata tra le due patologie. L’idea è quella di coinvolgere i medici di base e i pediatri di libera scelta, ma anche i medici di continuità assistenziale, i medici di emergenza sanitaria territoriale e  i medici della medicina dei servizi, dando loro un riconoscimento economico per l’esecuzione dei tamponi. L’accordo potrebbe essere trovato già oggi,  di lunedì, ma la ferma intenzione di Speranza e del Governo è in ogni caso quella di far partire presto la sperimentazione, considerando che l’idea è quella di coprire il periodo in cui il rischio influenzale è maggiore.

C’è chi però esprime perplessità sull’ipotesi di effettuare i tamponi rapidi in farmacia. L’idea non piace infatti alla Filcams Cgil nazionale, che ne segnala le criticità: “Troppo rischioso per lavoratori e clienti. Per poter fare i tamponi a persone che sono state esposte al rischio di contagio sono necessari abbigliamenti, spazi e procedure per gli operatori che le farmacie spesso non possono garantire” spiega il sindacato. “Significherebbe esporre un luogo frequentato da molte persone al rischio di divenire un focolaio di diffusione del virus”.