Test Covid in farmacia, parte l’Emilia Romagna, seguirà Trento

Roma, 30 settembre – Test sierologici rapidi anti-Covid in farmacia, si muovono le Regioni. In Emilia Romagna agli annunci di due settimana fa dell’assessore alla Sanità Raffaele Donini è subito seguito un accordo tra Regione, Federfarma e Assofarm  (siglato venerdì e in corso di formalizzazione) grazie al quale le farmacie territoriali saranno il riferimento centrale delle famiglie per la somministrazione dei test rapidi.
L’accordo, principalmente  rivolto alla popolazione scolastica e relative famiglie, prevede che lo screening possa essere effettuato solo su prenotazione. All’ingresso in farmacia, andrà misurata la temperatura dell’interessato e il test dovrà essere somministrato o in uno spazio dedicato (come quello per le autonalisi) o in orario di chiusura di chiusura dell’esercizio.
Il farmacista, che provvederà all’effettuazione del test fornendo eventuale assistenza, invierà i risultati all’Asl per via informatica, attraverso il sistema Sole (acronimo per Sanità on LinE, la rete che collega i professionisti del territorio con le strutture sanitarie ed ospedaliere della Regione Emilia-Romagna). Il servizio sarà remunerato con 15 euro a test più iva, cinque dei quali rappresentano il puro rimborso del test, acquistato allo stesso prezzo dai distributori, ai quali si aggiungono due euro per i materiali di consumo e otto per la prestazione professionale.

Sempre in Emilia Romagna, si attendono sviluppi (una specifica delibera di Giunta) per  i vaccini antinfluenzali: la Regione girerà alle farmacie il 3% delle dosi della sua dotazione, dopo averle preventivamente “ribollinate” con la supervisione dell’Aifa.

Tornando ai test antigenici rapidi, anche la Provincia autonoma di Trento sembra orientata a muoversi in direzione del coinvolgimento delle farmacie per la somministrazione ai soggetti sintomatici, in particolare quelli di età scolare.
La novità è emersa ieri nel corso di un incontro fra i vertici di Federfarma Trento e di Farmacie Comunali di Trento, con l’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, il dirigente generale del dipartimento Giancarlo Ruscitti, il direttore generale facente funzioni dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Pier Paolo Benetollo e il direttore del Dipartimento di prevenzione Antonio Ferro. .
L’ipotesi di accordo a cui sta lavorando l’assessorato provinciale, che – secondo quanto riferisce una nota rilanciata dall’Ansa – ha incontrato una prima disponibilità dei vertici del mondo delle farmacie, è proprio quella di individuare una modalità per effettuare questi tamponi rapidi, soprattutto per i genitori di bambini in età scolare. I tamponi rapidi dovrebbero essere effettuati da infermieri opportunamente formati dall’Azienda sanitaria.