Tamponi rapidi, Striscia la notizia documenta “criticità” in farmacia

Roma, 21 dicembre – Tornano a far discutere i tamponi rapidi in farmacia, che grazie all’accordo stipulato tra Regione Lazio e Federfarma Lazio sono resi disponibili in 350 farmacie della Regione, dove i cittadini (alleggerendo così un carico gravoso che andrebbe inevitabilmente a pesare sulle congestionate strutture del Ssr) possono appunto effettuare i tamponi rapidi e i test sierologici per verificare l’eventuale positività al  Sars CoV 2.

I tamponi rapidi, come è noto, non possono ancora essere effettuati da farmacisti, ma da professionisti sanitari abilitati (medici e infermieri), ma ciò non di meno – in attesa che nuove norme di legge consentano anche ai farmacisti, opportunamente formati, a erogare personalmente queste prestazioni – le farmacia non hanno voluto perdere occasione di offrire un servizio in grado di testimoniare concretamente, una volta di più, le potenzialità di questi presidi di salute del territorio.

“La farmacia italiana, ancora una volta, sa adeguarsi alle necessità e reinventarsi al servizio dei cittadini e del Ssn” aveva sottolineato al riguardo il vicepresidente nazionale di Federfarma Alfredo Procaccini, intervenendo la scorsa settimana a un webinar sul tema Covid-19 e test diagnostici: aspetti scientifici, regolatori e operativi organizzato da Fofi e Fondazione Cannavò in collaborazione con Federfarma.

L’iniziativa, però, come spesso accade alle novità che introducono nuovi contenuti e paradigmi professionali, ha fin da subito sollevato polemiche all’interno della categoria, sollevando non pochi interrogativi e perplessità sulla sua opportunità, in particolare  tra i molti sostenitori della necessità di concentrare le attività di tutela della categoria non già su servizi di pertinenza di altre figure professionali, ma su quello che è il core business delle farmacie di comunità, ovvero la gestione del farmaco in tutto il suo percorso, dalla dispensazione al monitoraggio del suo corretto impiego fino alla farmaco-sorveglianza, sviluppando il servizio con la presa in carico di particolari categorie di pazienti.

Un dibattito moto animato, come dimostrano i quotidiani e vivaci scambi di opinione quotidiani sui social e sulle piattaforma di discussione online e che ha inevitabilmente registrato una violenta accelerazione dopo il servizio di Striscia la notizia andato in onda venerdì scorso, 18 dicembre (qui il video). L’inviato Jimmy Ghione ha fatto un giro per alcune farmacie e laboratori di analisi privati di Roma per verificare la correttezza delle procedure di effettuazione dei Visualizza immagine di originetamponi, registrando purtroppo “alcune criticità” nei gazebo di alcune farmacie: mancata verifica, attraverso un documento, dell’identità del richiedente il test, mancata  rilevazione della temperatura all’ingresso  “per l’indisponibilità  delle apparecchiature” (meno pomposamente, gli addetti al servizio erano sprovvisti il termometro, il che è il massimo del minimo, in un esercizio che li vende), mancata osservanza dell’obbligo di adeguate protezioni (tuta protettiva mono uso, visiera eccetera).

A colpire più di ogni altro è stato quanto registrato nel gazebo di una farmacia romana, dove sono stati documentati comportamenti e procedure  del tutto inadeguati, come riconosciuto, dopo aver visto il filmato, dallo stesso presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti (nella foto a sinistra), subito intervistato dalla stessa trasmissione,  che ha individuato almeno sei violazioni al protocollo che avrebbe dovuto essere seguito, prendendo giustamente e chiaramente  le distanze da comportamenti che non rispettano gli accordi fissati con la Regione e che Federfarma aveva peraltro illustrato con le su informative a tutti gli associati.

A peggiorare la situazione, il titolare della farmacia teatro della molto discutibile erogazione di un servizio che pure era stato richiesto a gran voce dalle stesse farmacie, ha pensato bene, anziché prosternarsi in doverose scuse, di reagire aggressivamente contro lo stesso Ghione, che gli faceva rilevare i comportamenti sbagliati posti in essere nel gazebo della sua farmacia. Una pessima figura, che sul web ha dato adito alle reazioni durissime di chi continua a considerare un azzardo l’avventurarsi nella richiesta e nello svolgimento di servizi che prima di essere posti in essere avrebbero bisogno di percorsi più lunghi e meditati, soprattutto dal punto di vista dell’acquisizione di un solido bagaglio di competenze e conoscenze specifiche.

Una polemica che, con ogni probabilità, è destinata a continuare. L’Ordine dei Farmacisti di Roma, intanto – del quale su piattaforme social e gruppi di discussione molti farmacisti hanno Visualizza immagine di originegià reclamato un intervento –  ha deciso di scrivere a Striscia la notizia per acquisire il video non pixellato del servizio, in primo luogo per verificare l’identità del farmacista oggetto del servizio della trasmissione, e ogni informazione di dettaglio utile per cercare di comprendere le indicazioni procedurali che sarebbero state violate e per valutare se e quanto esse consentano di aprire un’istruttoria per accertare eventuali infrazioni alle norme di legge  e della deontologia.

“Comprendo perfettamente la rabbia dei colleghi per comportamenti che rischiano di produrre un grande danno d’immagine all’intera categoria” spiega il presidente Emilio Croce (foto a destra)ma la generalizzata e condivisibile riprovazione per il comportamento erroneo della farmacia documentato da Striscia la notizia non può né deve spingere un ente di pubblico diritto qual è l’Ordine a decisioni azzardate, in particolare senza il possesso di  elementi di conoscenza certi, che è fondamentale acquisire, come ci accingiamo a fare già oggi. Faremo tutto quel che c’è da fare per capire cosa è successo esattamente, e poi decideremo come procedere. So che a qualcuno tutto questo potrà sembrare un atteggiamento dilatorio, ma si tratta invece di avere la piena consapevolezza della dignità dell’Ordine,  che non può certo trasformarsi da magistratura professionale in Inquisizione che emette sentenze sommarie. E si tratta anche di piena osservanza delle regole che disciplinano le funzioni dell’Ordine sul versante disciplinare, oltre che del sacrosanto rispetto degli inviolabili diritti civili di cui ogni cittadino, anche quello accusato del più efferato dei delitti, è titolare”.

“Detto questo” continua Croce “mi sembra utile osservare che esistono anche altri modi, non meno efficaci soprattutto sotto il profilo dell’impatto mediatico, per tutelare il buon nome della categoria. Se, come ho letto in molti commenti sul web, si ritiene che il comportamento documentato da Striscia la notizia abbia prodotto nocumento all’immagine delle farmacie di comunità, le loro sigle di rappresentanza potrebbero citare in giudizio il collega responsabile del danno e chiamarlo a risponderne nell’aula di un tribunale. L’Ordine, come ho detto, farà il suo e andrà in fondo a questa spiacevole questione” conclude il presidente dell’Ordine “ma non sarebbe male se intanto anche altri avviassero anche loro azioni concrete di tutela”.