Tamponi rapidi, il Lazio “sguinzaglia” i Nas per vedere chi alza i prezzi

Roma, 30 ottobre – Nel Lazio oltre 130 laboratori privati sono autorizzati a effettuare i tamponi rapidi (i test antigenici), a una tariffa che la stessa Regione ha fissato in 22 euro. Un prezzo che, però,  alcuni centri non rispettano: c’è infatti chi lo raddoppia o addirittura triplica senza spiegazioni e chi invece inserisce il test in un “pacchetto”, obbligando così a fare altre analisi.

La Regione Lazio ha deciso di segnalare la situazione ai carabinieri dei Nas: “Giungono alcune segnalazioni di cittadini in merito a comportamenti opportunistici sulle tariffe dei test antigenici applicate al pubblico dai laboratori privati. È stato inviato formalmente all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e a tutti i Comandi dei Carabinieri dei Nas del Lazio l’elenco delle strutture autorizzate all’esecuzione dei test antigenici e gli accordi sottoscritti con le associazioni di categoria Aiop, Anisap, Unindustria e Federlazio al fine di ogni determinazione di competenza e di sorveglianza su eventuali fenomeni distorsivi. Tutte le segnalazioni dei cittadini verranno puntualmente riscontrate e avviate le revoche delle autorizzazioni lì dove permanga una modalità difforme dall’accordo sottoscritto”.

Quasi a dimostrare che la Regione sarà inflessibile sul piano dei comportamenti, un paio di giorni fa l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato (nella foto) ha informato che è stata revocata l’autorizzazione per l’ambulatorio Analisi cliniche Luisa di via Padova a Roma “e la conseguente esclusione dall’elenco dei laboratori che si sono impegnati ad applicare il prezzo massimo per l’esecuzione dei test rapidi antigenici secondo un accordo sottoscritto con le associazioni di categoria. Chi non rispetta la tariffa calmierata verrà escluso dall’elenco delle strutture autorizzate”.

Nei prossimi giorni i centri privati potranno effettuare non solo i tamponi rapidi, ma anche quelli molecolari (i tamponi classici). Anche questi verranno eseguiti a prezzo calmierato e stabilito dalla Regione Lazio. Nei giorni scorsi il Tar Lazio, tuttavia, ha accolto un ricorso presentato dal centro privato Artemisia, che chiedeva di poter eseguire i tamponi molecolari e di fatto ha anticipato la pubblicazione delle regole da parte della Regione.