Speranza: ‘Emergenza fino al 30 aprile’. E sul vaccino apre a farmacie

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 14 gennaio – Pur investito dalla bufera della crisi, ufficializzata dal ritiro degli esponenti di governo di Italia viva (le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto), il Consiglio dei ministri, in quello che potrebbe uno dei suoi ultimi atti, ha approvato il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, come anticipato dal ministro Roberto Speranza (nella foto) al Parlamento, al quale – rivolgendosi a maggioranza e opposizione – ha lanciato un accorato appello all’unità, aprendo le sue comunicazioni sulla  risoluzione di maggioranza sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure di contrasto al coronavirus. “Teniamo fuori dalla battaglia politica e da vere o presunte tensioni elettorali la salute degli italiani”. La risoluzione, per la cronaca, è stata poi approvata dall’Aula della Camera con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti.

Il virus, ha detto il ministro,  “ha i mesi contati grazie alle vaccinazioni, ma non è stato ancora vinto e non c’è altra strada diversa dall’unita per affrontare questa emergenza”. Serviranno ancora sacrifici, ha ribadito Speranza, affermando che “quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza”.

Intanto, ha riferito Speranza, la campagna vaccinale anti-Covid si avvicina al primo milione di immunizzati in Italia e si appresta ad essere intensificata in vista dell’arrivo auspicato di nuovi vaccini, con l’obiettivo di arrivare a disporre di 250 milioni di dosi.  “Nel primo trimestre 2021 è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson” ha affermato il ministro “e i risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte:
si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”.

“Siamo ragionevolmente fiduciosi”  ha aggiunto Speranza “che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perché dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.

Non è dunque il momento di abbassare la guardia: mezza Italia potrebbe finire da domenica prossima nelle due liste alte di restrizioni. Sono infatti nove  le Regioni a rischiare l’arancione e tre addirittura il rosso. Quest’ultimo colore, con le misure più stringenti, potrebbe essere assegnato a Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. E resteranno in campo anche per le prossime settimane le limitazioni fissate dall’ultimo Dpcm in scadenza il 15 gennaio.

“Nei prossimi mesi sarà tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare nell’ultimo miglio”  ha detto il titolare del dicastero, spiegando che “le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre sei milioni di persone di cui più di quattro sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto. Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita”.

Serve però che il Paese sia unito, ha ribadito il ministro: “La collaborazione tra Governo, Regioni e Comuni ci ha consentito di resistere anche quando siamo stati investiti dalle onde più alte, senza uno sforzo unitario delle istituzioni non si sarebbe arginato questo nemico” ha detto il titolare della Salute. “Non c’è altra strada diversa dall’unita per affrontare questa emergenza, la più grande dal dopoguerra. Ecco perché mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione”.