Trasferimento farmacia Hippocrates, no del Tar Milano a sospensiva

Roma, 10 luglio – Il  Tar di Milano non ha accolto l’istanza di sospensiva richiesta da due farmacie milanesi nei confronti del provvedimento con il quale l’Ats di Milano aveva concesso l’autorizzazione del  trasferimento della Farmacia Centro Milano, una delle più di 120 acquistate in Italia da Hippocrates Holding SpA, dalla vecchia sede di via Bassano Porrone 4 ai nuovi locali e ben più prestigiosi locali con ingresso all’interno dell’immobile all’angolo di via SanProspero e via Broletto, dove la società ha allestito il suo flagship store di 450 metri quadrati, sotto l’insegna Lafarmacia, inaugurato in sordina all’inizio di giugno scorso.

Le farmacie ricorrenti, come già riferito dal nostro giornale,  avevano lamentato la presunta mancanza del requisito della distanza minima di duecento metri dai loro esercizi e un conseguente grave e irreparabile danno per le loro attività. Il Tribunale amministrativo, in sede cautelare, non ha però accolto la richiesta di sospensiva, rilevando l’infondatezza deldanno grave e irreparabile lamentato dalle ricorrenti.

Si tratta ovviamente solo del primo round del contenzioso amministrativo, che ora dovrà essere affrontato nel merito: i giudici del Tar milanese  hanno fissato la trattazione del ricorso nel prossimo febbraio 2021.

Hippocrates Holding ha ovviamente incassato “con piena soddisfazione e fiducia” la decisione dei giudici amministrativi, affermando in una nota di essere  “certa della legittimità del trasferimento alla luce dell’affidabilità delle attente valutazioni istruttorie svolte dall’Ats. nell’ambito di un procedimento durato molti mesi. Sono stati infatti forniti – sin dall’inizio – tutti i documentie le perizie del caso, avendo altresì realizzato ogni investimento necessario a non incorrere in alcuna irregolarità”.

Nella nota, la società guidata da Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino ribadisce quindi la sua vision, che è quella che “le farmacie possano fare sistema nel ricoprire il loro ruolo di primo presidio sanitario per la comunità, offrendo servizi di alta qualità”, per concludere che (alla luce della prima decisione dei giudici amminisrtativi) può “continuare a operare e a servire con impegno e responsabilità sociale i cittadini e i pazienti del centro di Milano”.