Smic: “Pillola dei 5 giorni dopo obbligatoria in tutte le farmacie”

Roma, 14 ottobre – Rendere la pillola dei 5 giorni dopo (ellaOne) obbligatoria in tutte le farmacie. La proposta arriva dalla Smic, la Società medica italiana di contraccezione presieduta da Emilio Arisi (qui a lato) e trova fondamento nel ruolo molto importante  che questo farmaco ha giocato nella forte riduzione degli aborti negli ultimi anni, come ha rilevato la Relazione al Parlamento Visualizza immagine di originesulla legge 194 nel 2015 dall’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Alla luce di questi risultati sul piano della prevenzione dell’evento abortivo, la Smic ritiene sia utile un urgente aggiornamento dell’elenco dei medicinali in commercio che le farmacie sono tenute a detenere obbligatoriamente in farmacia. “L’ultimo aggiornamento delle tabelle risale infatti al 2014″ spiega Aris “e prevede che il farmacista sia tenuto a conservare un contraccettivo qualsiasi, senza operare distinzione tra quelli ‘ordinari’, che si assumono quotidianamente per prevenire gravidanze indesiderate, e quelli ‘d’emergenza’, utili ai fini di prevenire una gravidanza dopo un eventuale fallimento del metodo contraccettivo utilizzato (rottura preservativo, dimenticanze pillola, ecc) o nel caso di un rapporto sessuale non protetto”.

Secondo Arisi, inoltre,  le vecchie tabelle non tengono conto delle recenti modifiche del regime prescrittivo degli anticoncezionali d’emergenza di ultima generazione (la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo) per i quali è stato abolito l’obbligo di ricetta per le donne maggiorenni.

“Questo cambio di regime prescrittivo e la conseguente maggiore fruibilità nell’accesso al nuovo farmaco anticoncezionale d’emergenza, come rilevato proprio dalla relazione del ministro Lorenzin, è tra le cause della diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza” argomenta ancora il presidente della Smic.

“Dare la certezza alle donne italiane di poter trovare in ogni farmacia del territorio nazionale questo presidio farmacologico, senza essere costrette, come spesso avviene, di passare da una farmacia all’altra”  conclude Arisi “è pertanto un fattore importante per ottenere un ulteriore e auspicabile calo delle Ivg anche negli anni a venire”.