Roma, l’Ordine alle Asl: “Vaccinazione Covid, subito i farmacisti”

Roma, 4 febbraio – L’Ordine dei Farmacisti di Roma, alla luce di numerose segnalazioni pervenute dagli iscritti, ancora non raggiunti da alcuna convocazione per la somministrazione del vaccino anti-Covid, ha indirizzato una lettera a tutti i direttori generali delle Asl della provincia, con la richiesta di informazioni aggiornate sul programma vaccinale e, in particolare, per “conoscere le modalità ed i tempi di somministrazione del vaccino ai farmacisti, in particolare a quelli che operano nelle farmacie di comunità e nelle parafarmacie”-

Questi professionisti, ricorda l’Ordine, sono indicati anche dalle disposizioni regionali sulla campagna vaccinale “tra gli operatori sanitari ai quali somministrare in via prioritaria i vaccini anti-Covid”. Alcune Asl hanno subito dato segno di ottemperare alle disposizioni appena richiamate, inserendo fin da subito i farmacisti nelle liste dei soggetti da vaccinare  prioritariamente, altre invece tardano a convocare i farmacisti del territorio per la vaccinazione. Il sollecito dell’Ordine, inoltrato anche al fine di fornire una corretta informativa agli iscritti, ha subito avuto riscontro, con la richiesta da parte delle Asl di una collaborazione dell’ente professionale per la raccolta delle adesioni dei farmacisti alla campagna vaccinale e la trasmissione dei dati realtivi agli Uffici vaccinali.

Tutti gli iscritti all’Ordine non ancora vaccinati, pertanto, sono pregati di accedere alla propria Area riservata sul sito dell’ordine, cliccare nella sezione “Adesione campagna vaccinale Covid-19”, e compilare il form con i dati richiesti. Il servizio sarà attivo a partire dalle ore 9,00 di lunedì 8 febbraio.

Una volta acquisiti i dati dal gestionale, l’Ordine trasmetterà alle Asl competenti, ogni venerdì, le adesioni raccolte. Dopo di che saranno le stesse Asl, senza alcun coinvolgimento dell’Ordine, a curare le successive fasi di prenotazione e vaccinazione.

Si raccomanda a tutti coloro che accederanno al servizio di controllare i dati presenti nella propria Area riservata (telefono e indirizzo di posta elettronica non PEC), che, ove risultassero non corretti, dovranno essere modificati direttamente dall’iscritto, poiché costituiscono il mezzo con cui le Asl procederanno alla chiamata per la prenotazione.

Sempre a proposito dell’Ordine di Roma, va anche segnalato lo svolgimento dell’assemblea degli iscritti, tenutasi ieri in modalità a distanza. I lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente Emilio Croce (nella foto), che ha ricordato le recenti iniziative avviate dall’Ordine nell’ambito dell’aggiornamento professionale a distanza su temi collegati all’emergenza pandemica  e passato in rassegna alcuni  dei temi di maggiore attualità della professione, da ultimo la grave crisi politica di questi giorni, culminata con la decisione del Capo dello Stato di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare un governo che possa consentire di superare la delicatissima fase che il Paese sta attraversando, scongiurando il rischio della paralisi di quattro-cinque mesi che si verificherebbe in caso di scioglimento anticipato delle Camere.

Croce, al riguardo, ha evidenziato come proprio nelle prossime settimane si giocherà la partita dei fondi del Recovery Plan europeo, decisive per le sorti future del Paese. Si tratta di più di 200 miliardi di euro, una ventina dei quali destinati a interventi sulla sanità, e segnatamente al potenziamento dell’assistenza di prossimità e della telemedicina (circa 8 miliardi) e all’innovazione del sistema (12 miliardi). Dalla prima bozza predisposta dal nostro governo prima del suo scioglimento, emerge la volontà di risolvere il problema delle criticità  della sanità territoriale italiana potenziando i servizi assistenziali socio-sanitari per una presa in carico globale della persona, guardando in particolare all’equità di accesso e la qualità delle cure indipendentemente dal loro contesto geografico e sociale dei soggetti cronici, non autosufficienti e disabili sull’intero territorio nazionale e garantire la salute delle famiglie, dei bambini, degli adolescenti, delle coppie e delle donne. Obiettivo che la bozza di Piano si propone di centrare con l’istituzione, entro il 2026, di 4.820 “Case della comunità”, nuove strutture sanitarie territoriali delle quali, ovviamente, dovranno essere definiti il perimetro e le attività, oltre che con il potenziamento qualitativo e quantitativo della rete dei consultori familiari.

Al riguardo, Croce ha voluto evidenziare come la previsione di creare migliaia di nuove strutture, che certamente richiederanno una rilevante impiego di risorse, senza nemmeno fare un cenno al fatto che forse un diverso e più razionale impiego della realtà professionali che già operano nella sanità di prossimità – primi tra tutti i Mmg, i pediatri di libera scelta e soprattutto le farmacie – potrebbe garantire risultati molto importanti senza richiedere troppi investimenti, appare perlomeno bizzarro e rischia di trasformarsi nell’ennesimo spreco. Ecco perché, ha sottolineato Croce. bisognerà tenere gli occhi bene aperti sulle decisioni che il nuovo governo prenderà al riguardo, preoccupandosi magari di sentire (cosa che non ha fatto chi ha elaborato la bozza di recovery plan di cui si diceva) anche chi nella sanità ci lavora.

All’Odg dei lavori assembleari c’erano anche il bilancio consuntivo 2020 e il bilancio preventivo 2021, illustrati dal tesoriere Leopoldo Mannucci, risultati entrambi approvati all’unanimità.