Mandelli: “Farmacista, ruolo professionale finalmente riconosciuto. Ma molto resta da fare”

Roma, 26 novembre – È stato il bilancio di un percorso lungo 15 anni, quello tirato dal presidente  Andrea Mandelli  nella sua relazione al Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, tenutasi ieri a Roma al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali.  Un percorso costruito sulla necessità vitale di un cambiamento che portasse in primo luogo la politica a riconsiderare senso, valore e funzione della farmacia e della figura professionale del farmacista, ai fini di una sua rivalutazione e  – soprattutto – di una sua più adeguata ricollocazione nell’ambito dell’assistenza di prossimità,  vero scenario strategico per la sanità di domani.

Per Mandelli, quel percorso ha prodotto risultati importanti, centrando molti degli obiettivi fissati, su tutti l’esplicito riconoscimento  che – in questi ultimi due anni – è arrivato per il ruolo professionale dei farmacisti da parte delle istituzioni, insieme al crescente apprezzamento e sostegno da parte dei cittadini.  In particolare, ha ricordato il presidente della Fofi, è stato apprezzato l’impegno dei professionisti del farmaco, la loro preparazione, la capacità di resistere alla pressione adattandosi alle nuove necessità che – anche sulla spinta dell’emergenza pandemica – si andavano presentando, fino ad arrivare in diverse occasioni a vicariare il sistema e le sue carenze.

Per il presidente della Fofi, è evidente che all’interno dei “palazzi” si è oggi imposta una nuova e diversa percezione non solo dei farmacisti territoriali e della rete capillare delle farmacie, ma anche delle importanti, decisive funzioni svolte negli ospedali e nei servizi delle Asl, nell’industria e nella ricerca. Ed è proprio da qui che sono via via scaturiti gli importanti risultati  “portati a casa”, dallo spazio conquistato nella partecipazione (ancorché per il momento sperimentale) a servizi come la vaccinazione e l’effettuazione dei tamponi alla conquista della remunerazione aggiuntiva al rimborso dei farmaci erogati in regime Ssn.

Il percorso, tuttavia, ha ricordato Mandelli, non è concluso, va consolidato e farlo sarà ancora estremamente impegnativo, in particolare per giocare in modo adeguato la partita cruciale del riassetto dell’assistenza territoriale e delle cure primarie, che – ha detto il presidente della Fofi, “non è ancora completamente tracciata e non è nemmeno chiarito fino in fondo quale ruolo è previsto per i farmacisti e le farmacie”. Sarà decisiva, al riguardo, la partita del Pnrr, dove non mancano le contraddizioni: se da una parte (Missione 5) viene affrontato il tema  il tema delle farmacie dei piccoli centri, con popolazione fino a 3000 abitanti, precisandone le funzioni e prefigurando risorse finanziarie pubbliche per incentivare i privati a investire nell’adeguamento di questi vitali presidi di salute, al fine di rafforzarne il ruolo di erogatori di servizi sanitari, anche integrandosi nel servizio di assistenza domiciliare, dall’altra (Missione 6) “non si menziona il ruolo del farmacista e delle farmacie. Si parla diffusamente di equipe multidisciplinari, di strutture per l’assistenza di prossimità. È evidente che in queste definizioni generali dobbiamo far sì che venga inserito il nostro ruolo e quello dei nostri presìdi. L’alternativa di cui si è parlato, le case di comunità, ci vede perplessi”.
Altra contraddizione evidenziata da Mandelli, la previsione di concentrare il miliardo che si prevede di destinare alla telemedicina a livello nazionale nelle case di comunità, soluzione che continuerebbe i cittadini all’ingrata necessità di doversi spostare per raggiungere le strutture, anziché valorizzare una rete che già esiste da decenni e ha dato ampie dimostrazioni di funzionare, e di funzionare bene.

Insomma, il cammino è ancora lungo e la strada non è in discesa, ha affermato Mandelli, che nella sua lunga relazione ha toccato i molti altri temi critici che ancora debbono essere affrontati (dal fascicolo sanitario elettronico e il dossier farmaceutico al rafforzamento degli organici dei farmacisti ospedalieri e delle Asl, fino al dossier cruciale della revisione del corso di laurea in Farmacia e Farmacia industriale).

Il fatto nuovo, importante e positivo è che oggi non si parte da zero, ma da una nuova e ben più adeguata considerazione della professione farmaceutica e della farmacia da parte dei decisori pubblici, che hanno visto e sanno quanto la professione “può fare per i cittadini e per il Servizio sanitario”, se viene completata la prospettiva – prefigurata 15 anni fa – della “farmacia dei servizi”.  Ed è da qui, secondo l presidente della Fofi, che bisogna partire per   ottenere “quanto chiediamo per poter operare al meglio: una nuova Convenzione, una nuova remunerazione, una nuova governance dell’assistenza farmaceutica, la stabilizzazione dei servizi che ci sono stati attribuiti nella fase emergenziale”.

 

Qui il testo integrale della relazione di Mandelli al Consiglio nazionale.