Ecdc su variante Omicron: “Diventerà dominante in Europa entro febbraio 2022”

Roma, 16 dicembre – La trasmissione comunitaria della variante Omicron del covid “è già in corso nei Paesi dell’Ue/Spazio economico europeo. Nei prossimi due mesi è previsto un ulteriore rapido aumento dei casi da questo nuovo mutante“. E, sebbene la Delta sia attualmente ancora la variante più diffusa, “in base ai modelli previsionali e in base al vantaggio di crescita e al livello di fuga immunitaria, è probabile che Omicron diventi la variante dominante nell’Ue/See entro i primi due mesi del 2022”.

Questa l’analisi contenuta in uno dei punti chiave dell’ultimo aggiornamento alla valutazione rapida del rischio, diffuso dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc, così come sintetizzata in un lancio dell’agenzia AdnKronos Salute. Il documento, focalizzato in particolare sul rischio legato a Omicron in Europa, aggiorna le previsioni e guarda anche al periodo delle festività natalizie.

“La probabilità di un’ulteriore diffusione della variante Omicron è molto elevata e la sola vaccinazione non ci permette di prevenirne l’impatto; è urgente una forte azione per ridurre la trasmissione e contenere l’impatto sui sistemi sanitari. Una rapida introduzione di misure non farmaceutiche è necessaria per ridurre la trasmissione della variante Delta e rallentare Omicron” afferma a chiare lettere la direttrice dell’Ecdc, Andrea Ammon .

In una nota diffusa ieri l’Ecdc scrive che “la situazione epidemiologica generale in Europa è ancora caratterizzata da un alto tasso di notifica dei casi e da un tasso di mortalità basso, ma in lento aumento, guidato dalla trasmissione in corso della variante Delta che rimane attualmente la variante più prevalente. Tuttavia, in base alle previsioni dei modelli è probabile che la variante Omicron diventi la variante dominante in Europa entro i primi due mesi del 2022. I dati sono attualmente troppo limitati per valutare la gravità della malattia causata da Omicron nella popolazione europea. Tuttavia, anche se la gravità della malattia causata da Omicron è uguale o inferiore alla gravità di Delta, la maggiore trasmissibilità e la conseguente crescita esponenziale dei casi supereranno rapidamente qualsiasi beneficio di una gravità potenzialmente ridotta. Si ritiene quindi molto probabile che Omicron causerà ulteriori ricoveri e decessi, oltre a quelli già previsti nelle precedenti previsioni che prendono in considerazione solo la Delta».

Il rischio per la salute pubblica è rappresentato dalla diffusione della variante Omicron nel contesto della trasmissione già in corso della variante Delta. Perciò il Centro europeo alza il livello di guardia classificando come molto alto il rischio sanitario a causa della diffusione della variante Omicron. Nell’ultimo rapporto di valutazione del rischio sono due gli aspetti che più preoccupano il centro europeo: il primo sono i dati che suggeriscono una riduzione dell’efficacia del vaccino nel contrastare l’infezione; il secondo è la velocità di diffusione della variante, che si prevede diventerà dominante già a inizio 2022.

“L’efficacia dei vaccini contro gli esiti gravi causati dalla variante Delta rimane alta” si legge nella nota. “Al 9 dicembre 2021, la copertura vaccinale degli europei è pari al 66,8%”. L’aumento nella somministrazione delle terze dosi di richiamo c’è, ma è lento. «Nel complesso, il progresso nell’adozione rimane disomogeneo tra i Paesi, con quattro Paesi dell’Unione Europea che riportano ancora meno del 50% di adozione completa del vaccino nelle loro popolazioni totali”.

Le prime evidenze degli studi di neutralizzazione in vitro, non ancora sottoposti a peer-review, mostrano una ridotta capacità di neutralizzazione del virus Omicron da parte dei soggetti vaccinati e anche dei guariti, sottolinea l’Ecdc,  aggiungendo che persistono tuttavia  “grandi incertezze”.

“Inoltre, non ci sono ancora sufficienti dati reali sull’efficacia dei vaccini autorizzati nella Ue contro Omicron” scrive ancora il centro europeo. “Secondo le prove attualmente disponibili, per gli esiti gravi causati da Delta e potenzialmente da Omicron, le dosi di richiamo aumenteranno la protezione, e l’impatto sulla popolazione dovrebbe essere maggiore se la dose di richiamo viene somministrata alla maggior parte della popolazione adulta entro un breve intervallo. I dati attualmente disponibili supportano la somministrazione sicura ed efficace di una dose di richiamo già a tre mesi dal completamento della vaccinazione primaria. Accorciare l’intervallo di somministrazione a tre mesi può richiedere un adattamento dei piani nazionali di distribuzione del vaccino».

Dopo queste premesse, il comunicato diffuso dall’Ecdc spiega perché sono necessarie anche misure restrittive: “I risultati della modellazione matematica dimostrano che sono necessarie anche forti e immediate riduzioni dei tassi di contatto per evitare un alto picco di casi causati dal Covid 19 Omicron e per mantenere il carico di salute e mortalità legato al Covid-19 gestibile a breve termine, anche con un’immediata accelerazione della diffusione del vaccino”.

Ridurre i tassi di contatto vuol dire soprattutto attenzione, prudenza e anche restrizioni. L’Ecdc raccomanda fortemente di implementare gli “interventi non farmacologici” in vista di una prevalenza di Omicron. Per interventi non farmacologici ai intendono le azioni, i comportamenti e le scelte, come quella di vaccinarsi,  l’uso della mascherine, l’igiene delle mani, il distanziamento fisico, i divieti dei grandi raduni pubblici o privati (come i concerti in piazza di fine anno), la riduzione dei contatti, la promozione del telelavoro, un esteso sistema di tracciamento, tutte tessere di una strategia di mitigazione che una comunità può adottare.

Un warning particolare  l’Ecdc lo riserva alle ormai imminenti festività di fine anno, invitando le autorità a «prendere in considerazione la possibilità di consigliare una riduzione degli incontri inter-familiari e di esercitare ulteriore cautela durante i viaggi e/o laddove sia previsto gli incontri intergenerazionali durante le festività natalizie”. 

“Il rafforzamento immediato di queste misure rallenterà la diffusione di Omicron e permetterà ai paesi di guadagnare tempo per un’ulteriore diffusione della vaccinazione, comprese le dosi di richiamo, e per prevenire un impatto elevato improvviso dalla diffusione di questa variante” conclude la nota. “Senza la riduzione dei tassi di contatto e l’aumento della vaccinazione di richiamo, i livelli di trasmissione potrebbero rapidamente sopraffare i sistemi sanitari”.