Ricerca You Trend, 7 italiani su 10 hanno fiducia nell’industria farmaceutica

Roma, 18 febbraio – Più di sette italiani su dieci (71,8%) hanno un’opinione positiva delle aziende farmaceutiche, riconoscendone gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’affidabilità e la sicurezza dei farmaci che producono: è quanto emerge dalla ricerca realizzata da  in collaborazione con la società Quorum/YouTrend.

L’emergenza Covid ha ovviamente amplificato l’attenzione dell’opinione sui farmaci, per la comprensibile attesa di soluzioni terapeutiche (a partire dai vaccini) in grado di contrastare con efficacia l’infezione. Da qui l’incremento di interesse generale per le tempistiche di sviluppo, l’iter approvativo e i costi di questi farmaci, con il corollario di dibattiti e discussioni sulle responsabilità delle autorità regolatorie e delle stesse aziende rispetto al tema cruciale della disponibilità e dell’accesso alle cure.

Alnylam Pharmaceuticals ha appunto voluto realizzare, in collaborazione con la società Quorum/YouTrend, l’indagine “L’industria farmaceutica. Conoscenze, percezioni dopo un anno di pandemia” proprio allo scopo di  indagare cosa pensano, e quanto ne sanno oggi, i cittadini italiani in quest’ambito. La ricerca è stata condotta attraverso oltre 1.500 interviste CATI e ha preso in esame, come punto di partenza, l’opinione generale sulle industrie farmaceutiche, primo parametro essenziale per misurare la fiducia degli italiani verso chi sviluppa, produce e commercializza i farmaci.

A questo proposito, sette italiani su dieci (71,8%) hanno un’opinione positiva delle aziende farmaceutiche, soprattutto perché consapevoli degli investimenti in ricerca e sviluppo (35,2%) e perché producono farmaci affidabili e sicuri (32,1%). Resiste in ogni caso le opinioni negative  (21,6% del campione) legate al pensiero che le aziende farmaceutiche guardino prima di tutto al profitto (81,3%) e che manchino di responsabilità sociale (44,7%).

“Questa ricerca ci ha dato la possibilità di misurare la distanza esistente tra percezioni e realtà su un settore chiave come quello farmaceutico e biotecnologico” commenta Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend (nella foto).Tra i dati di maggior interesse nella nostra ricerca si può segnalare che, nel pieno dell’emergenza sanitaria, oltre sette italiani su 10 hanno espresso un’opinione positiva sulle aziende farmaceutiche. Il credito riservato al mondo del farmaco deriva innanzitutto dalla consapevolezza che le aziende sostengono investimenti decisivi in ricerca e sviluppo per produrre farmaci affidabili e sicuri“.

Emerge però una scarsa conoscenza della dimensione economica legata alla disponibilità dei farmaci: soltanto la metà degli intervistati (50,7%) è a conoscenza che il prezzo delle medicine in Italia è stabilito da una negoziazione tra le aziende farmaceutiche e Agenzia italiana del farmaco), una percentuale leggermente maggiore (+6,6%) rispetto a quanto emerso, invece, nel 2019. Un dato molto significativo è che più della metà degli italiani (54,6%) continuano a sovrastimare l’incidenza del costo dei farmaci sulle spese del Servizio sanitario nazionale, ritenendola molto superiore al reale (circa 20% del Fsn). Una percentuale in crescita del 4,3% rispetto al 2019), che testimonia il permanere di una erronea, generica percezione di spesa fuori controllo, probabilmente frutto  di un’insufficiente conoscenza del contesto, oltre che di preconcetti sedimentati.

Ricerca e sviluppo sono asset strategici di ogni settore tecnologicamente avanzato in quanto generano innovazione. In ambito farmaceutico, l’innovazione è ancora più importante perché permette di fornire risposte concrete a bisogni terapeutici ancora irrisolti, cambiando la storia naturale di alcune patologie. Eppure, in Italia, non è ancora così diffusa la consapevolezza tra le diverse tipologie di farmaci che di conseguenza hanno un valore ed un costo diverso per cittadini e Ssn Meno del 30% del campione sa cos’è effettivamente un farmaco orfano e solo poco più del 50% comprende cosa significa farmaco innovativo.

Per superare il diffuso bias cognitivo e per contrastare la disinformazione è necessaria incrementare la conoscenza del cosiddetto ‘metodo scientifico’, ovvero delle modalità tipiche con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile, anche al fine di contrastare i danni prodotti dalla cosiddetta “infodemia”, capace con il suo sensazionalismo e la diffusione di fake news del tutto svincolate da adeguati supporti scientifici, come ha ben dimostrato l’emergenza Covid, di generare confusione e alienare la fiducia collettiva nelle opzioni terapeutiche a disposizione per contrastare la pandemia.

Da qui l’importanza di consultare solo fonti attendibili, quali i siti di istituzioni, enti di ricerca, società scientifiche, senza cedere alle lusinghe di titoli sensazionalistici o a fake-news sui social, purtroppo oggi sempre più diffusi.