Nao, estesa a Mmg la prescrizione, farmacisti: ‘Ora anche altri farmaci’

Roma, 22 giugno – Valanga di reazioni positive alla decisione dell’Aifa di rilasciare la nota 97 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 giugno scorso) con la quale viene allargata anche ai medici di medicina generale la possibilità di prescrivere  i nuovi farmaci anticoagulanti orali per la fibrillazione atriale non valvolare, sia pure con alcuni obblighi: il primo, per gli Mmg e gli specialisti, è quello di compilare al momento del rilascio della ricetta la scheda di valutazione della prescrizione e del follow-up, gli altri quelli di conservarla e di consegnarne una copia al paziente, in previsione del relativo aggiornamento nell’ambito di successive visite di controllo.

Scontati, ovviamente, i commenti positivi della Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, per la quale la nota 97 è un riconoscimento della “competenza professionale dei Mmg”, che possono inserire “nel percorso decisionale gli aspetti di conoscenza diretta del paziente, per una accurata personalizzazione della terapia, garantendo al cittadino una maggiore tutela della salute ma anche facilitando l’accesso alle cure”.Un plauso arriva anche dal presidente della Fnomceo Filippo Anelli,  per il quale “la determina dell’Aifa manifesta una volontà di coinvolgimento dei medici di medicina generale nella prescrizione e nel follow-up di questi nuovi farmaci, che si sono dimostrati rivoluzionari per efficacia, aderenza terapeutica da parte dei pazienti e sicurezza. Questo con il duplice vantaggio di una prossimità al paziente non solo nel momento della prescrizione della terapia ma in quelli successivi, di monitoraggio dell’aderenza, della tollerabilità e dei possibili effetti secondari. I medici di medicina generale, ha aggiunto il presidente della Fnomceo “costituiscono infatti il terminale del Servizio sanitario nazionale più vicino al paziente, non solo a un livello concreto e logistico ma soprattutto al livello di alleanza terapeutica, quella relazione intima e continuativa che la Scienza e la Legge riconoscono come il fondamento stesso della cura. È questa, per noi, la vera appropriatezza: poter sceglier il farmaco più adatto per quel paziente, in quel momento e poter seguire in maniera proattiva gli effetti terapeutici e quelli indesiderati”.

“Un’appropriatezza che, ne siamo certi, non può che tradursi in un beneficio anche in termini di sostenibilità del Ssn” ha quindi concluso Anelli. “Per questo auspichiamo che la possibilità di prescrivere farmaci che sinora sono stati appannaggio, con l’attivazione del Piano terapeutico, solo degli specialisti, sia presto estesa anche ad altri farmaci che hanno dimostrato la loro efficacia e sicurezza, come i nuovi ipoglicemizzanti orali e le terapie per la broncopneumopatia cronica ostruttiva”.

Ma la misura ha incontrato anche il pieno favore dei farmacisti e delle farmacie, come testimoniano i commenti dei presidenti di Fofi e Federfarma Andrea Mandelli e Marco Cossolo (nella foto).

Per il presidente Fofi, quello deciso dall’Aifa cn la nota 97  “è un passaggio fondamentale per far sì che il paziente cronico venga preso in carico dall’assistenza territoriale, diminuendo il carico di lavoro dell’ospedale”. Ma da solo non basta: per essere completato, spiega Mandelli,  segnando davvero un’inversione di tendenza “si deve  prevedere la distribuzione di questi farmaci attraverso le farmacie di comunità”. “Da tempo – conclude Mandelli – la spesa farmaceutica territoriale e’ sotto controllo e ben inferiore al tetto programmato, ed e’ venuto il momento di investire questo risparmio nel trasferimento dell’innovazione farmacologica sul territorio a tutto vantaggio del paziente, come sottolineato recentemente anche da Cittadinanzattiva”.

Sulla stessa falsariga Cossolo: “La nostra idea di farmacia, rafforza sempre di più la convinzione che il paziente anzi, la persona, deve essere sempre di più al centro, il che vuol dire agevolarlo nella sua gestione della malattia cronica facendo sì che si senta supportato dal farmacista e dalla sua professionalità”  spiega il presidente di Federfarma al notiziario del sindacato Filodiretto.

“Il rientro in farmacia di tutti i farmaci è un obiettivo prioritario di Federfarma, perché la farmacia non può vivere, nè professionalmente, nè economicamente, senza farmaci così come il paziente non può sostenere i costi economici e sociali della diretta” conclude Cossolo. “Federfarma continuerà a battersi affinché la Dpc si consolidi e diventi una prassi in tutte le Regioni, forte anche della soddisfazione manifestata dai cittadini e dalla parte pubblica in questi mesi”.