Piani terapeutici, malati cronici a Regioni: “Serve proroga per rinnovi”

Roma, 24 luglio – Passata l’emergenza, si torna all’antico: sono già diverse le Regioni (come ad esempio Sicilia, Piemonte, Lazio e Lombardia) che a inizio giugno, dopo aver decretato la fine dello stato di emergenza, hanno richiesto ai pazienti il rinnovo dei piani terapeutici, ottenibili solo dopo le opportune visite specialistiche. Con le inevitabili lungaggini che ciò comporta e l’inevitabile rischio di dover sospendere per un certo periodo le cure di cui si ha bisogno.

A denunciare la situazione, in una lettera pubblicata da quotidianosanita.it, è  Cittadinanzattiva insieme a una lunga serie di sigle del Coordinamento nazionale delle associazioni di malati cronici, tra le quali la Lila, Lega italiana per la lotta contro l’Aids, la Fand, la federazione delle associazioni dei diabetici, l’Associazione italiana pazienti Bpco e molte altre ancora.

Il problema è chiaro e ha le fattispecie del serpente che si morde la coda: a chiedere di rinnovare i piani terapeutici sono le stesse Regioni che, “nella maggior parte dei casi, garantendo ancora oggi solamente le visite urgenti e brevi, non permettono (…) di ottenere queste prestazioni, se non con lunghissime attese e quindi determinando di fatto uno stop nella cura”.
“L’effetto di questa situazione infatti è l’interruzione delle terapie proprio per l’impossibilità di ottenere una visita specialistica legata al proprio piano terapeutico” scrivono Cittadinanzattiva e le associazioni dei cronici “tenendo conto poi che, soprattutto quando si parla di malattie rare, la visita per il rinnovo del piano terapeutico viene effettuata in una Regione molto distante e spesso del Nord. Ritardi, inoltre, sono avvertiti anche per i primi accessi per la predisposizione dei nuovi piani terapeutici”.

Cittadinanzattiva e associazioni dei malati cronici chiedono alle Regioni una proroga della validità dei piani terapeutici “sino a quando la situazione si sarà realmente normalizzata e sarà possibile recarsi dagli specialisti in sicurezza e senza lunghe attese, permettendo quindi ai cittadini di poter proseguire nelle proprie terapie senza interruzioni e all’Aifa per procedere a una reale semplificazione degli stessi perché non siano solamente un aggravio burocratico togliendo tempo e risorse ai pazienti ed ai professionisti sanitari”.