Piani terapeutici, appello Fnomceo: “Serve un’altra proroga”

Roma, 2 settembre – Estendere la proroga dei piani terapeutici, in scadenza il 31  sino al termine dello Stato di emergenza.  A chiederlo  al ministro della Salute, Roberto Speranza e ai vertici dell’Aifa è il  presidente della Fnomceo Filippo Anelli (nella foto).

L’Agenzia del farmaco, con un comunicato del 29 maggio, aveva infatti previsto che, “stanti le esigenze derivanti dal mantenimento delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, limitatamente ai casi in cui non fosse ancora possibile seguire i percorsi di ordinario monitoraggio delle terapie soggette a piano terapeutico Aifa (web-based o cartaceo), la validità di tali piani” potesse essere ulteriormente prorogata fino al 31 agosto. Da qui l’appello di Anelli.

“L’emergenza è tutt’altro che conclusa” spiega il presidente della Fnomceo.  “I contagi appaiono in risalita, e tutti gli sforzi vanno ora concentrati su un contenimento dei focolai in vista della riapertura delle scuole. D’altra parte, le proroghe dei piani terapeutici concesse durante l’epidemia di Covid-19 hanno dimostrato come i medici di medicina generale possano in maniera efficace assumersi la responsabilità delle prescrizioni dei farmaci e della gestione dei pazienti e come i rinnovi periodici così ravvicinati non siano che un aggravio burocratico, volto più al controllo della spesa che a quello della terapia. Anzi, in molti casi, questa difficoltà nell’accesso ai farmaci innovativi costituisce un vero e proprio sbarramento proprio per i pazienti più fragili, che, impossibilitati a recarsi nelle strutture abilitate o dagli specialisti, ripiegano su farmaci meno appropriati o interrompono le terapie”.

“Se vogliamo trarre una lezione dalla pandemia di Covid-19, è proprio l’aver dimostrato che una burocrazia più snella non solo è possibile, ma giova ai pazienti, ai professionisti, ai sistemi sanitari” spiega ancora Anelli. “In questi mesi, siamo riusciti a portare a compimento percorsi avviati da anni, come quello della dematerializzazione delle ricette. Le stesse proroghe dei piani, sia quelli relativi ai farmaci sia quelli per gli ausili, i dispositivi monouso e gli altri dispositivi protesici, hanno portato benefici a migliaia di pazienti cronici e con patologie rare, che hanno bisogno a vita di questi presidi e che sarebbero stati costretti ad acquistarli o, altrimenti, a interromperne l’utilizzo, con gravissime conseguenze”.

“Ci appelliamo dunque al ministro della Salute, Roberto Speranza, che sappiamo sensibile a queste tematiche, perché intervenga sull’Aifa, ottenendo un’estensione della proroga sino al termine dello Stato di emergenza” conclude il presidente dei medici italiani,  auspicando anche “una deburocratizzazione e una semplificazione di queste procedure prescrittive, che faccia tesoro della lezione impartita dalla Covid-19 e sfrutti la presenza capillare e prossima ai pazienti dei medici di medicina generale per la prescrizione dei nuovi farmaci che abbiano dato prova di efficacia e sicurezza”.

A sostenere l’appello della Fnomceo è subito intervenuta Cittadinanzattiva, che con il suo segretario generale Antonio Gaudioso ha anche chiesto di ripensare i piani terapeutici e di trovare nuove modalità di gestione, semplificando la parte burocratica e concentrandosi sulla raccolta dei dati necessari per la parte terapeutica, “che è il motivo per cui vennero concepiti come strumento ormai molti anni fa”.
“Crediamo sia arrivato il momento di realizzare un tavolo tra Ministero della Salute, Aifa, medici e organizzazioni civiche e di pazienti per ripensare insieme dei modelli che funzionino dal punto di vista dei cittadini, di chi gestisce il percorso di cura e delle istituzioni” ha detto Gaudioso. “Bisogna fare un passo in avanti, le cose si possono fare meglio, ci sono tutte le condizioni per farlo”.