Pfizer: “Prossima settimana 100% delle dosi previste”. Arcuri: “Aspettiamo i fatti”

Roma, 22 gennaio – “Questa settimana ci sono stati ritardi sulla consegna delle dosi di vaccini Pfizer per tutti gli Stati membri, ma saranno assorbiti entro metà febbraio. Dalla prossima settimana le consegne torneranno al 100% delle dosi previste settimanalmente”.

QVisualizza immagine di origineuesta la rassicurazione arrivata ieri da un portavoce della Commissione europea, sulla base di quanto reso noto dalla stessa Pfizer, circostanza che è però stata sufficiente a tranquillizzare il commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri (nella foto a sinistra):  “Aspettiamo che alle comunicazioni facciano seguito delle previsioni e alle previsioni facciano seguito delle consegne che poi corrispondano. Con molto dispiacere sono stato costretto a prendere atto che così non è”  ha affermato il commissario in conferenza stampa, interpellato sul nuovo impegno comunicato dalla Pafizer per il tramite della Commissione Ue, evidenziando che “il ritardo nelle consegne dei vaccini  ha ritardato la campagna fino ad arrivare alla somministrazione di 28mila dosi al giorno. Le dosi iniettate si sono ridotte di due terzi al giorno“. 

Il tema dell’accelerazione sulla consegna dei vaccini è stato in ogni caso uno dei temi di discussione alla videoconferenza dei leader dei 27 Paesi membri della Comunità europea tenutasi ieri. Risultato immagine per pierpaolo sileri

Sui ritardi nella fornitura dei vaccini Pfizer, intanto, interviene sul fronte interno il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S, nella foto a destra), che intervenendo a una trasmissione di Radio Campus ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, frenando in particolare sulla ventilata possibilità che il Governo avvii azioni legali contro l’azienda per inadempienza contrattuale.

“Non vorrei entrare in questa polemica che non è utile né ai cittadini, né alla politica, né all’industria” ha detto Sileri al riguardo.  “Alla Pfizer in questo momento è stato chiesto di produrre più dosi, questo significa dover interrompere il ciclo produttivo da qualche parte, ampliarlo e ricominciare a fornire. Se per alcune settimane hai una riduzione del numero di dosi fornite, che poi però recuperi, a fronte di una maggiore produzione in toto che garantirà più dosi nei prossimi mesi, non ci vedo nulla di male. Aspettiamo due settimane, dopodiché ogni azione è necessaria, anche legale, ma aspetterei le due settimane che la Pfizer ha chiesto per ampliare la produzione”.

“In questa fase di estrema confusione, con un virus che fa migliaia di morti, buttare benzina sul fuoco non serve” ha quindi aggiunto il viceministro. “Forse il ritardo è stato comunicato un po’ tardi, potevano dirlo prima, ma in questo momento serve forza e coesione, non attaccare ma ragionare sul fatto che deve essere aumentata la produzione. Tranquillizziamo la popolazione, poi magari farò mea culpa fra due settimane, ma al momento non vedo problemi”.

Sileri ricorda peraltro che la Pfizer “con un lavoro straordinario, ha prodotto un vaccino. Non si sapeva la data, sono state fatte le varie fasi di ricerca e il vaccino è stato prodotto anche in anticipo rispetto alle attese”. Riguardo alla seconda dose, che il ritardo delle forniture mette a rischio in alcune Regioni, il viceministro (che è medico) è chiaro: “Deve essere fatta, non farla significa avere un rischio molto alto di non avere l’immunità”.