Pensione con quota 100: “È un istituto Inps, l’Enpaf non c’entra”

Roma, 18 gennaio – Le numerose richieste relative all’utilizzo del meccanismo “quota 100” per anticipare la pensione hanno suggerito all’Enpaf di pubblicare una nota sul suo sito per chiarire che la misura del decreto legge n. 4/2019, convertito in legge dalla L. 26/2019, che ha introdotto  la possibilità, non riguarda in alcun modo i contributi versati all’Enpaf.

La normativa che consente di anticipare la decorrenza della pensione, in presenza di almeno 62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva, è infatti riferita unicamente agli iscritti e alla contribuzione versata all’Inps, alle gestioni sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla Gestione separata, e non coinvolge in alcun modo le casse di previdenza professionali.
I contributi versati all’Enpaf, pertanto, “non possono concorrere al raggiungimento dei requisiti prescritti per l’erogazione della pensione quota 100, né presso l’Enpaf stesso, né utilizzandoli parzialmente per unirli ad una posizione contributiva Inps”.

La nota precisa che gli iscritti che presentano contribuzione presso l’Enpaf e altro ente di previdenza, principalmente l’Inps, possono utilizzare tutta la loro contribuzione per accedere alla totalizzazione e al cumulo gratuito. Attraverso l’istituto della ricongiunzione onerosa, invece, si potranno trasferire i contributi versati in più casse presso un unico ente accentratore, l’accesso alla ricongiunzione presuppone la cancellazione presso ogni altro Ente di previdenza obbligatoria e un eventuale onere di riscatto.

Per approfondimenti ed informazioni più dettagliate sui requisiti richiesti per accedere agli istituti appena richiamati, l’Enpaf ha reso disponibili sul suo sito due specifici link:  cumulo gratuito e
totalizzazione.