Palù (Aifa): “Covid, immunità di gregge in Italia per fine anno”

Roma, 28 gennaio – “L’immunità di gregge dipende dall’efficacia dei vaccini e dall’R con 0, cioè l’indice di contagiosità. Si stima che ci voglia circa il 65% di soggetti vaccinati per proteggere anche quelli che non possono vaccinarsi. Si puntava ad arrivare a circa 40 milioni di vaccinati entro l’autunno. Ce la possiamo fare, siamo ben attrezzati. Mi pare che le Regioni siano state molto efficaci sia nel provvedere ai siti di vaccinazione sia nel reclutamento del personale. Saremmo in grado di vaccinare 2-300mila persone al giorno e questo ci porterebbe in linea con le previsione per la fine d’anno”.

Questo il quadro, tutto sommato rassicurante, tracciato dal presidente dell’Aifa Giorgio Palù (nella foto) rispondendo alle domande di Sky Tg24. Palù ha ricordato che fin qui  “l’Italia è stata in grado di somministrare il 95% delle dosi arrivate” e che “ci sono anche altri vaccini che si stanno affacciando sullo scenario internazionale e al vaglio dell’Ema, come lo Sputnik russo, c’è quello cinese di Sinovac, quello di Johnson&Johnson che potrebbe essere pronto per marzo. È giusto preoccuparsi, ma possiamo essere ottimisti. Questo tempo è servito ad attrezzarci ma siamo pronti a rispondere”.

Altro elemento positivo è la prospettiva dell’arrivo del vaccino italiano di ReiThera, ma “non sarà prima di settembre” -ha spiegato Palù. “È un’ottima iniziativa non solo per l’Italia ma anche per molti nostri giovani che possono dedicarsi alla ricerca e trovare anche uno sbocco occupazionale. Nasce su una piattaforma tecnologica ideata in Italia. C’è l’utilizzo di un virus come vettore da un primate non umano, uno scimpanzé o gorilla.È la stessa piattaforma che utilizza AstraZeneca” ha detto ancora il presidente Aifa. ” Ci vorrà ancora qualche mese perché è stata appena conclusa la fase 1. E le fasi 2 e  3 significano decine di migliaia di soggetti vaccinati e trattati con placebo per verificarne l’efficacia e la sicurezza. Non sarà utile in questa fase critica, ma sicuramente più avanti, inoltre avremo un’impresa italiana in grado di darci altri contributi“.

Palù è anche tornato sul vaccino AstraZeneca, senza entrare nel merito della dura polemica con la Ue in ordine agli annunciati ritardi nella fornitura delle dosi, ma limitandosi agli aspetti relativi al percorso di validazione e alle perplessità sollevate circa il suo impiego nella popolazione in età più avanzata. “Lasciando il responso all’Ema, è certo che la fascia sopra i 65 anni non era molto rappresentata negli studi validativi. Quando è uscito Lancet nel novembre 2020 c’erano pochi casi che poi sono stati incrementati, ma è oggetto di valutazione. Se così non fosse, coprirebbe comunque soggetti in attività lavorativa fra i più esposti come anche gli insegnanti”   ha detto al riguardo Palù.  “L’Ema sul vaccino AstraZeneca si è presa del tempo fino a fine gennaio e sembra che venerdì prossimo possa essere una data utile. Poi – ha detto ancora il presidente dell’Aifa  – ci sarà l’approvazione della Commissione europea e poi passa in Aifa il cui giudizio non sarà sull’immissione in commercio, come altri farmaci, ma solo di equivalenza e sovrapponibilità con gli altri vaccini. E potrà entrare nel merito delle categorie per età a cui somministrare questo vaccino”.