Otc, effetto-Covid sul mercato: debàcle dei consumi, cresce l’online

Roma, 8 febbraio – Tempi grami anche per i farmaci da automedicazione:  secondo i dati resi noti da Assosalute, l’associazione delle aziende di settore aderente a Federchimica, nel 2020, anno della grande pandemia, il mercato dei medicinali per automedicazione (poco più di 2,3 miliardi di euro) ha registrato i peggiori risultati da quindici anni a questa perdendo, perdendo in valore il   6,6% rispetto all’anno precedente e in consumi (245 milioni le confezioni vendute) addirittura l’8,8%.

La terribile débacle è principalmente dovuta,  inutile dirlo, agli effetti dell’emergenza sanitaria causata da Covid-19.

Dopo un rialzo dei consumi nel primo trimestre (+5,5%), con una significativa impennata a marzo (+11,5%) – sulla spinta del timore di possibili carenze di farmaci e conseguenti fenomeni di accaparramento – i volumi hanno subito, nel resto dell’anno, una pesante flessione, soprattutto a dicembre (-25,2%). Un crollo dovuto  quasi esclusivamente al dimezzamento del consumo dei farmaci per la cura delle affezioni dell’apparato respiratorio, che rappresentano la principale classe terapeutica del mercato dei farmaci senza obbligo di ricetta:  le misure anti Covid (uso delle mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani, disposizioni restrittive del movimento e della socialità per contenere il contagio, cambiamento delle abitudini di vita)  hanno funzionato alla grande anche contro i virus influenzali e parainfluenzali, riducendone drasticamente la circolazione, con l’inevitabile risultato di abbattere del 50% anche i medicinali utilizzati per fronteggiarli e curarli”.

“I dati 2020 mostrano come gli italiani facciano un utilizzo corretto e responsabile dei farmaci di automedicazione” commenta Maurizio Chirieleison, presidente di Assosalute (nella foto) “in linea con gli obiettivi di educazione al cittadino che da sempre si pone la nostra associazione”.

Andamento simile per le due grandi categorie dei farmaci senza obbligo di ricetta medica, quelli per automedicazione (gli Otc), che rappresentano oltre il 75% del mercato dei farmaci non soggetti all’obbligo della prescrizione, e i Sop: entrambe chiudono infatti  il 2020 con una flessione sia dei volumi (-9,2 % per gli Otc e -7,5% per i Sop, sia dei fatturati (-6,8% e -5,8% rispettivamente). Quanto ai canali di vendita, la farmacia continua a detenere una quota di mercato superiore al 90% a volumi e di quasi il 92% a valori.

La novità – anch’essa  effetto diretto della pandemia e delle sue limitazioni – è il notevole impulso registrato  dalle vendite on line anche di medicinali senza obbligo di prescrizione: sebbene il mercato dei farmaci senza ricetta registri numeri non paragonabili a quelli di altri mercati della salute (ha una quota ancora esigua del fatturato, circa l’1,8%), nel 2020 l’acquisto via internet di farmaci non prescription ha mostrato una crescita del 136% a volumi e del 145% a valori, per un giro d’affari di circa 41,5 milioni di euro.