Ordine e Federfarma Nuoro: “Test Covid atto medico, no in farmacia”

Roma, 21 maggio – “L’esecuzione di test clinici che stabiliscano una diagnosi è di esclusiva competenza del medico”. Lo hanno voluto ricordare ai loro associati, con una nota congiunta riferita in particolare ai test per l’individuazione dei pazienti Covid-19 eseguiti in farmacia, l’Ordine dei farmacisti e l’Associazione provinciale dei titolari di famacia di Nuoro, ricordando che la mancata osservanza della norma comporta “l’esercizio abusivo della professione di medico e l’esercizio abusivo della professione di infermiere”, con relative sanzioni penali e pecuniarie.

Ordine e sindacato delle farmacie nuoresi ricordano che sui test diagnostici di tipo sierologico rapidi eseguiti su sangue capillare non vi sono al momento evidenze “in relazione alla loro qualità e affidabilità” e sottolineano che “è espressamente vietato eseguire tali test in farmacia”.
La nota, entrando nel dettaglio, precisa che “i test basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2, secondo il parere espresso dal Comitato tecnico scientifico istituito presso il Dipartimento di Protezione civile, non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di Rna virale dai tamponi nasofaringei e che il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica”.
Per levare ogni dubbio sul fatto che svolgere quel tipo di test in farmacia significa contravvenire le norme, la nota ricorda la posizione al riguardo del Ministero, per l quale “tali test non possono essere usati da chi non abbia qualificazione/competenza nel merito e, pertanto, l’eventuale fornitura al pubblico generale sarebbe incoerente con la loro destinazione d’uso”.
Chiaro il warning  finale di  Ordine e Federfarma Nuoro: “L’esecuzione di test clinici che stabiliscano una diagnosi è di esclusiva competenza del medico, pertanto la mancata osservanza di tale norma comporta l’esercizio abusivo della professione di medico e l’esercizio abusivo della professione di infermiere che, ai sensi dell’art.348 del codice penale, sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000″.