Oms boccia remdesivir: ‘È inutile’. Protesta la Gilead: ‘Dati incoerenti’

Roma, 20 ottobre  – Dopo la “bocciatura” di Oms, remdesivir, uno dei due farmaci approvati in Europa contro il coronavirus diventa una caso nella comunità scientifica internazionale, in seno alla quale erano emersi risultati incoraggianti dagli studi condotti finora. Insufficienti, però (almeno per l’Oms) a promuovere il farmaco della Gilead:  citando i risultati ad interim del Solidarity Therapeutics Trial, l’agenzia sanitaria dell’Onu ha tratto la conclusione che remdesivir, idrossiclorochina, la combinazione lopinavir/ritonavir e i regimi a base di interferone sembrano avere un piccolo o addirittura inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati. In altre parole: si tratta di farmaci che non servono, almeno nella cura di Covid. E questo anche se proprio remdesivir  è stato l’unico farmaco considerato in grado di avere effetti specifici per il coronavirus, tanto da essere l’unico medicinale ad aver ottenuto  un’autorizzazione d’emergenza per il trattamento del Covid-19 da parte della Fda statunitense.

Ma la “sentenza” dell’Oms non è ovviamente  andata giù al gigante farmaceutico che produce remdesivir, pronta a ribattere che iI risultati sull’efficacia dell’antivirale remdesivir nel trattamento di Covid-19, emersi dallo studio Solidarity dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), “sono stati resi noti prima della loro pubblicazione su riviste peer-reviewed” e di essere quindi stati sottoposti  “al normale e rigoroso iter di peer-reviewing che consente la loro validazione dal punto di vista scientifico”.

I risultati del Solidarity Therapeutics Trial, uno studio aperto, “non sono coerenti con le solide evidenze emerse invece dagli studi randomizzati e controllati che hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza di remdesivir” spiega Gilead e che – al contrario del Solidarity – sono stati pubblicati su riviste peer-reviewed come New England Journal of Medicine.

Lo studio Solidarity, puntualizza Gilead, è “uno studio globale multicentrico in aperto che ha consentito a pazienti di tutto il mondo di ricevere remdesivir (e altri farmaci sperimentali per Covid-19), in particolare nei Paesi in cui non erano in corso studi su questo tipo di farmaci. Lo studio è stato disegnato prima di tutto per garantire ampio accesso ai farmaci: ogni Paese partecipante ha quindi adottato e realizzato il trial secondo le sue specifiche esigenze, arruolando popolazioni di pazienti in alcuni casi anche molto differenti. Ecco perché è molto difficile stabilire se dai risultati ottenuti è possibile trarre conclusioni definitive”.

I “benefici clinici” di remdesivir, riporta ancora la società Usa, “sono stati dimostrati in tre studi clinici randomizzati e controllati, incluso uno studio clinico randomizzato in doppio cieco controllato con placebo, in assoluto la migliore tipologia di sperimentazione per quanto riguarda la valutazione dell’efficacia e della sicurezza di farmaci sperimentali come remdesivir. I risultati di questo studio (Actt-1), realizzato dal National Institute for Allergy and Infectious Diseases americano (Niaid) e condotto principalmente negli Stati Uniti e in Europa, hanno mostrato miglioramenti clinicamente significativi nei pazienti colpiti da Covid-19 valutati attraverso differenti parametri. I risultati dello studio sono stati inoltre sottoposti alla procedura di peer-reviewing e pubblicati sulla rivista ‘Nejm’. In base a questi risultati, remdesivir è stato incluso in diverse linee guida per il trattamento di Covid-19 ed è stato inoltre approvato in via definitiva o temporanea in circa 50 Paesi del mondo”.

Su remdesivir, come agente singolo o in combinazione, attualmente “sono in corso 43 studi (www.clinicaltrials.gov) e lo stesso studio Oms continuerà per il braccio remdesivir” fa notare ancora Gilead, che conclude la sua nota ricordando infine che oggi l’Oms, attraverso il Programma di prequalificazione dei farmaci, “ha valutato positivamente remdesivir per quanto riguarda gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia, rassicurando così le agenzie internazionali che si occuperanno della sua distribuzione, tra cui le Nazioni Unite”.