Mnlf: “Puglia esempio che sono possibili nuovi spazi professionali”

Roma, 27 luglio – L’approvazione di un emendamento presentato nel Consiglio regionale della Puglia dal vice presidente della III Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, che stabilisce che nei Sert, nelle case di cura private e nelle case di riposo, ove vengono usati farmaci, l’approvvigionamento, l’allestimento e la distribuzione degli stessi deve avvenire sotto la responsabilità di un farmacista laureato e abilitato, “induce più di una osservazione allargata a livello nazionale”.
Lo scrive il vicepresidente del Movimento nazionale liberi farmacisti Fabio Romiti (nella foto) in una nota diffusa questa mattina alla stampa di settore, ricordando che lo stesso Mnlf ha fornito a suo tempo  (era il 2018) il supporto tecnico e legislativo alla redazione di una analoga proposta di legge regionale presentata da Mino Borraccino, dalla quale da cui trarrebbe spunto l’emendamento presentato da Pellegrino. Un tema, quello dell’ampliamento degli sbocchi occupazionali, che i liberi farmacisti cavalcano dunque da tempo e che oggi ha indotto il loro vicepresidente a stimolare alcune riflessioni.
“L’approvazione dell’emendamento dovrebbe essere salutato con entusiasmo da tutta la categoria, perché ci dice in maniera chiara e inequivocabile che senza creare enclave, nuovi spazi professionali sono possibili, per allargare e non restringere le opportunità lavorative dei farmacisti italiani” scrive Romiti, per il quale “questa è la strada giusta per recuperare e riaffermare le proprie competenze, coniugando, al contempo, attraverso queste, le esigenze di risparmio e appropriatezza dell’attività professionale”.
“Ora ci aspettiamo che tale provvedimento venga portato da chi è presente in Parlamento, in un contesto nazionale più esteso con la stessa decisione e alacrità con cui ci si è spesi per provvedimenti riguardanti la farmacia” continua Romiti, secondo il quale la misura adottata in Puglia va
portata all’attenzione delle istituzioni non come tema “riempitivo”, ma come obiettivo primario.
“La farmacia dei servizi è certamente un’evoluzione necessaria per la farmacia italiana, ma potrebbe non risultare così significativa per la creazione di nuovi posti di lavoro, da qui l’obbligo morale per i rappresentanti della categoria di cercare con convinzione altri ambiti ove svolgere la professione, come ad esempio quelli indicati dall’emendamento della Regione Puglia” argomenta ancora Romiti,  che indica anche gli spazi  “persi e mai recuperati in tema d’insegnamento”.
La categoria, conclude Romiti, “ha necessità di portare le proprie conoscenze al servizio della società civile, non ha bisogno di lotte intestine finalizzate a togliere, ma al contrario, aggiungere nuove opportunità. Per il ruolo che ognuno di noi, a vario titolo ricopre, è un dovere verso le nuove generazioni e chi si trova in difficoltà lavorativa”.