Mappa rischio Covid Ue, tre Regioni italiane sono in rosso scuro

Roma, 26 gennaio – Dopo i colori italiani, arrivano quelli della Ue, che ha usato anch’essa il criterio cromatico per la sua mappa del rischio Covid nell’area dell’Unione. A presentarla, ieri, è stato il  commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders (nella foto a destra), illustrando la proposta di una modifica all’attuale mappatura delle zone epidemiologiche della pandemia di Covid-19, con l’introduzione di un nuovo colore, il rosso scuro, che contrassegnerà le aree in cui il tasso d’infezione è maggiore a 500 nuovi casi per 100mila persone negli ultimi 14 giorni.

La proposta, che modifica una raccomandazione del Consiglio Ue già adottata a fine ottobre, riguarda le “misure mirate” da prendere alle frontiere interne dell’Unione per evitare di danneggiare il mercato unico bloccando i movimenti necessari di merci, di “lavoratori essenziali” e dei transfrontalieri, ma scoraggiando fortemente tutti i movimenti “non essenziali”. I nuovi criteri classificatori saranno presentati ora agli Stati membri nell’ambito dell’Ipcr (Integrated political crisis response mechanism), il comitato di coordinamento del Consiglio dell’Unione sulle misure per contenere l’epidemia di Covid-19.

L’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) aggiornerà con scadenza settimanale la mappa dell’Ue con le diverse zone colorate, includendo le nuove aree rosso scuro. Secondo la modifica della raccomandazione, gli Stati membri dovranno richiedere alle persone che viaggiano all’interno dell’Ue, in provenienza da un’area rosso scuro, di sottoporsi a un test prima dell’arrivo e a una quarantena dopo l’arrivo, come raccomanda il Comitato per la sicurezza sanitaria e come avviene già attualmente in diversi paesi.

Spiegato il meccanismo, la notizia è che anche l’Italia vedrà tre sue Regioni, più la Provincia autonoma di Bolzano, colorarsi di rosso scuro: si tratta di Emiila Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto, che vanno ad aggiungersi alle ampie zone ad alto rischio di Portogallo e Spagna e  ad altri territori di Francia, Germania e Paesi scandinavi.

Immediata e molto dura la reazione dei presidenti di Emilia, Friuli e Veneto, a giudizio dei quali il nuovo criterio classificatorio Ue  penalizza paradossalmente proprio chi fa i tamponi per contenere al massimo la pandemia. “Imporre ai nostri cittadini test e quarantena per viaggiare nell’Ue significherebbe penalizzare” chi fa tanti tamponi e non “operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi”, è il senso della protesta dei  presidenti delle tre Regioni collocate tra le aree a maggior rischio.

Secondo la Commissione Ue, gli Stati membri dovrebbero anche cercare di evitare interruzioni dei “viaggi essenziali”, in particolare per mantenere i flussi di trasporti che si muovono in linea con il sistema delle “corsie verdi”, e per evitare interruzioni della catena di approvvigionamento. In considerazione dell’aumento dei rischi dovuti all’andamento dei contagi e alle nuove varianti, anche i “viaggiatori essenziali” (per esempio gli operatori sanitari e le persone che viaggiano per ragioni familiari o di lavoro imperative) in provenienza da aree rosso scuro dovrebbero essere sottoposti a test e quarantena, ma a condizione che questo non abbia un impatto sproporzionato sull’esercizio della loro funzione o esigenza essenziale.