Mandelli a Porta a Porta: “Vaccinazioni, farmacie indispensabili”

Roma, 15 gennaio – Quella contro Covid è una guerra e in guerra, per vincere, bisogna essere rapidi, efficaci e usare tutte le armi a disposizione, anche le meno convenzionali. Per questo, nella campagna di vaccinazione contro il Sars CoV 2, oltre che preoccuparsi di avere la disponibilità delle centinaia di milioni di vaccini che serviranno per immunizzare gli italiani, è fondamentale allargare la “linea del fronte” delle sedi vaccinali, E, in questo senso, sarebbe a dir poco autolesionistico rinunciare a coinvolgere un “esercito” già pronto, quello delle 18 mila farmacie e dei 60 mila farmacisti che vi lavorano: se solo nella metà di questi presidi si eseguissero 50 vaccinazioni al giorno, si coprirebbe un terzo delle 150 mila vaccinazioni quotidiane che – conti alla mano – sono necessarie per  immunizzare la popolazione generale del nostro Paese in tempi accettabili.

Questo, in sintesi, quanto il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto a sinistra) ha affermato l’altra sera intervenendo a Porta a porta, la trasmissione di Bruno Vespa su Rai 1, che ha dedicato ampio spazio al tema  (qui alcuni stralci).

Mandelli – forte anche del favore ormai generalizzato che incontra l’ipotesi di utilizzare le farmacie come punti di erogazione del vaccino, in favore della quale si è pronunciato più volte lo stesso ministro della Salute, molte Regioni e molti esponenti della comunità scientifica – ha affermato che farmacie e farmacisti sono pronti a partecipare allo gigantesca sfida vaccinale che il Paese dovrà affrontare, ricordando peraltro che già la Legge di bilancio 2021 prevede che anche il farmacista, sotto la supervisione del medico, possa inoculare il vaccino.

Il presidente della Fofi ha anche voluto sottolineare che, come insegnano le esperienze di altri Paesi (Regno Unito su tutti), la chiave del successo della campagna vaccinale è la prossimità: non è un caso che oltre Manica uno dei primi obiettivi è stato quello di assicurare che i cittadini potessero contare su un un sito vaccinale nel raggio di pochi chilometri, obiettivo che ha necessariamente comportato la scelta di ricorrere a farmacie e farmacisti, capillarmente presenti sul territorio.

Mandelli ha ovviamente riconosciuto che il coinvolgimento e la collaborazione delle farmacie sarà più agevole con i vaccini che stanno per arrivare, che non presentano le criticità  – soprattutto dal punto di vista della conservazione – del vaccino Pfizer-BioNTech. Per i prodotti in arrivo, sarà sufficiente la conservazione in frigo e le farmacie, obbligate per legge a detenerloo, sono perfettamente in grado di assicurarla. Al riguardo, il presidente Fofi ha ricordato che da sempre sempre le farmacie “maneggiano” i vaccini antinfluenzali e altri prodotti immunizzanti, non solo per la vendita al pubblico ma anche per la distribuzione ai medici di medicina generale.

“Credo che l’obiettivo reale sia che il governo si assicuri le dosi necessarie, ma a quel punto non possiamo sprecarle, ci vuole un esercito di professionisti pronto a trasformare lo sforzo del governo in realtà” ha concluso Mandelli. “Per farlo è necessario che tutti collaborino, non è una gara a stabilire se il vaccino lo farà il medico o il farmacista. Abbiamo di fronte una guerra e in guerra bisogna ricorrere anche alle armi non convenzionali”.

Nel corso della stessa trasmissione, un autorevole endorsement alla possibilità che siano gli stessi farmacisti a somministrare i vaccini è arrivata dal presindete dell’Aifa Giorgio Palù (nella foto a destra): “In altri Paesi come Inghilterra e Stati Uniti sono gli stessi farmacisti a somministrare vaccini, è una tradizione. In Francia, ad esempio, in farmacia si effettuano anche esami di laboratorio ed esami microbiologici. Io sarei favorevole al fatto di vaccinare nel più breve tempo possibile, anche facendolo fare ai farmacisti. Al momento il limite riguarda la disponibilità delle dosi”. 

Visualizza immagine di origineUna testimonianza di prima mano al riguardo è quindi arrivata da Ornella Barra (foto a sinistra) , co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance, che ha parlato di quanto accade appunto negli Stati Uniti e in UK.  “Negli USA i farmacisti si recano presso le case di cura selezionate dai diversi Stati per le vaccinazioni contro il Covid, circa 35.000 in 49 Stati. I farmacisti hanno avuto una formazione specifica per la vaccinazione Covid, anche per effettuarli all’interno delle stesse farmacie” ha detto Barra. “Attualmente nelle farmacie statunitensi possiamo somministrare 12 milioni di vaccinazioni, ma siamo già pronti a somministrarne anche 25 milioni. Quanto all’Inghilterra, qui sono stati creati tre siti. La vaccinazione avviene in questo momento all’interno di questi siti. Contemporaneamente sono già stati preparati i farmacisti a somministrare vaccini anche all’interno delle farmacie. Sia negli Usa che in Inghilterra” ha quindi concluso la manager Wba “sono direttamente i farmacisti, senza l’assistenza dei medici, ad effettuare le vaccinazioni”.