Locatelli (Cts) e Sileri: “La campagna vaccinale continua”

Rome, Italy 27/12/2020: Covid 19 vaccines campaign. Spallanzani Institute. © Andrea Sabbadini

Roma, 1 febbraio – Le notizie relative ai ritardi nelle forniture dei vaccini da parte delle aziende Pfizer e AstraZeneca e le accese polemiche rimbalzate sul sistema mediale anche a seguito delle dure prese di posizione delle autorità europee e dei Paesi membri, hanno inevitabilmente prodotto sconcerto e preoccupazione nell’opinione pubblica, che temono ripercussioni negative sull’andamento della campagna vaccinale.

QRisultato immagine per franco locatelli cssualche rassicurazione al riguardo è arrivata da Franco Locatelli (nella foto), presidente del Consiglio superiore di sanità: “Il programma vaccinale non è affatto saltato, anche se le riduzioni nella fornitura non erano previste, andiamo avanti” assicura Locatelli, che è anche componente del Comitato tecnico scientifico (Cts). “Per i due vaccini già approvati, Pfizer-BioNTech e Moderna, avremo a disposizione più di 60 milioni di dosi per immunizzare 30 milioni di persone”.

“Il piano vaccinale che è stato sviluppato”  spiega ancora Locatelli “è fondato in maniera prioritaria sulla tutela dei più fragili e tra questi gli anziani, visto che l’età media dei deceduti e’ rimasta per tutti questi mesi costantemente sopra agli 80 anni. Inoltre per una rifinitura del piano vaccinale aspettiamo il pronunciamento di Ema rispetto all’approvazione e all’eventuale raccomandazione per differenti fasce di età”  ha quindi concluso Locatelli, precisando che “altri vaccini in fase avanzata di sviluppo, Risultato immagine per sileriquelli di Johnson & Johnson e di CureVac,  possono avere presto approvazione e l’Italia riceverà un numero assai elevato di dosi”.
Anche Pierpaolo Sileri, viceministro alla Salute (nella foto a destra) cerca di frenare l’eccesso di allarmismo, spiegando che si è “già iniziato a vaccinare alcuni over-80 e ospiti delle Rsa. Verso metà o fine febbraio il numero salirà in maniera importante, perché sarà completata la vaccinazione degli operatori sanitari e quindi si procederà con l’immunizzazione dei circa 4,5 milioni di over 80 e poi ancora gli altri soggetti fragili”.
Intanto, a proposito del contenzioso con le aziende ritardatarie, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha voluto ricordare che,  in particolare per il contratto che l’Unione Europea ha stipulato con AstraZeneca per la fornitura dei vaccini contro il Covid-19, sono previste condizioni vincolanti. La clausola relativa ai “migliori sforzi” (alla quale nei giorni scorsi si era appellato l’Ad di AstraZeneca Pascal Soriot  per sostenere che di fatto non esistevano vincoli contrattuali stringenti per l’azienda sotto l’aspetto dei tempi di consegna), ha spiegato von der Lyen, era infatti applicabile solo in relazione al periodo in cui non era certo che AstraZeneca potesse sviluppare un vaccino. Il contratto contiene invece disposizioni molto chiari a proposito dell consegne dei quantitativi: “Ci sono ordini vincolanti e il contratto è chiarissimo” ha affermato la presidente della Commissione europea.

Dal’Ema, nel frattempo, è arrivata la rassicurazione che il vaccino Pfizer è sicuro e che non c’entra con i decessi che si sono verificati dopo le somministrazioni e si ribadisce che la copertura al 95% dal Covid si ha solo dopo la seconda dose. E l’azienda, da parte sua, ha subito confermato che i risultati dello studio di fase 3 sul suo vaccino “hanno dimostrato che, sebbene una protezione parziale del vaccino appaia già dopo 12 giorni dalla prima dose, due dosi del vaccino sono necessarie per fornire la massima protezione contro la malattia, ovvero un’efficacia del vaccino del 95%. Non ci sono dati per dimostrare che la protezione dopo la prima dose sia mantenuta dopo 21 giorni”.