Lazio, test e tamponi rapidi nelle farmacie, trovati 6.153 positivi

Roma, 24 dicembre – Numeri importanti, quelli emersi dal primo bilancio della  partecipazione delle farmacie di comunità del Lazio alle attività di screening di massa, nell’ambito del contrasto all’emergenza Covid, condotto attraverso tamponi rapidi e test sierologici. Gli esercizi dalla croce verde che hanno aderito all’iniziativa sono al momento 388 su 1.836 (il 21,13% del totale), numero in aumento giorno dopo giorno. A partire dall’inizio dell’iniziativa (il 18 novembre scorso, quando la Regione Lazio ha attivato l’infrastruttura informatica che permette alle farmacie di inserire i dati per laRisultato immagine per andrea cicconetti federfarma roma sorveglianza sanitaria), le suddette 388 farmacie hanno effettuato  122.565 test, che hanno consentito di individuare 6.153 positivi al Sars CoV 2 (il 5,29% dei pazienti testati). L’Asl più attiva è la Roma 1, con 38.345 tamponi totali. La stessa detiene anche la più bassa percentuale di positivi (3,75%) mentre la Asl con il più alto numero di positivi è Rieti (7,55%).

A fornire le cifre, nel corso di una conferenza stampa tenutasi due giorni fa nella sede di Federfarma Roma, sono stati il presidente di Federfarma Lazio, Eugenio Leopardi (nella foto a sinistra),  il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti (nella foto a sinistra), il vice presidente nazionale, Alfredo Procaccini e l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

Le farmacie effettuano i test direttamente nei loro locali o in gazebo esterni a prezzi “calmierati” per i cittadini (22 euro per i tamponi e 20 per i test sierologici).Risultato immagine per Eugenio Leopardi

“A un mese dall’avvio del servizio posso confermare, con grande soddisfazione, che le farmacie sono diventate un punto di riferimento imprescindibile sia per la Regione che per i cittadini nel contrasto alla diffusione del virus” ha affermato Cicconetti . “Parliamo di un programma di screening e di monitoraggio fortemente voluto non solo da Federfarma Roma e Federfarma Lazio, ma dalle stesse farmacie e dalla Regione, che ci permette di avere un ulteriore strumento per limitare il contagio e per cercare di tornare il prima possibile alla normalità. I dati che abbiamo presentato oggi stanno lì a dimostrarlo”.

Secondo il presidente regionale dei titolari Leopardi (nella foto a destra)  “i risultati testimoniano la facilità con cui i cittadini sono riusciti ad effettuare lo screening. Spero vivamente che anche le altre Regioni seguano l’esempio del Lazio e guardino alla farmacia come un punto di riferimento su cui appoggiarsi per essere sempre più vicine alle persone”.

Visualizza immagine di originePer l’assessore D’Amato ( (foto a sinistra) “i numeri parlano chiaro: questa è una scommessa che stiamo vincendo. Oggi la rete delle farmacie è quella che fa i maggiori successi con sicurezza e senza eventi avversi”.

L’iniziativa sancisce in effetti la possibilità di una collaborazione sempre più intensa  tra Regione e farmacie, presidi del territorio che possono notevolmente potenziare l’assistenza di prossimità  della sanità pubblica, come dimostra, nel caso di specie, la possibilità per le farmacie di effettuare il servizio e inserire i dati dell’attività di screening interagendo direttamente con l’infrastruttura informatica attivata dalla Regione: un passaggio imprescindibile al fine di certificare l’esito dei test e aprire, in caso di positività, tutto l’iter che segue il soggetto fino al tampone.  Una volta effettuato il test, infatti, le farmacie comunicano il risultato direttamente alla Regione e, in caso di positività, avviano il protocollo di sicurezza con allerta al medico, il quale può in questo modo effettuare la prescrizione per il tampone molecolare presso i drive-in. Un servizio all in, insomma, tutto giocato sul territorio (con grande vantaggio per i cittadini, non più costretti a faticose ricerche di strutture più o meno lontane da raggiungere per ottenere la prestazione), assicurato con modalità e protocolli che di fatto amplificano la possibilità per la Regione di monitorare l’andamento dell’emergenza pandemica. potenziando in questo modo le sue capacità di risposta sul territorio.