Lazio, sul BUR l’accordo tra Regione e farmacie sui tamponi rapidi

Roma, 11 novembre – Come già riferito due giorni fa dal nostro giornale, dalla prossima settimana nelle farmacie di Roma e del Lazio sarà possibile effettuare il test sierologico e il tampone rapido antigenico per rilevare l’eventuale presenza del coronavirus Sars CoV-2.  L’accordo siglato tra la Regione Lazio e le associazioni di categoria dei farmacisti che lo rende possibile è stato pubblicato ieri sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Positivi i commenti delle parti, in un comunicato congiunto firmato dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato (nella foto grande) e dal presidente di Federfarma Lazio Eugenio LRisultato immagine per eugenio leopardi eopardi (nella foto qui a sinistra). “Bene l’accordo tra la Regione e Federfarma Lazio che prevede di eseguire nelle farmacie i test sierologici e i test antigenici rapidi in piena sicurezza” si legge nella nota. “Viene riconosciuto il ruolo delle farmacie e dei suoi operatori in prima linea nella lotta e il contrasto al COVID. Una sinergia importante con le farmacie laziali, che ancora una volta si sono dimostrate un punto di riferimento per i cittadini sul territorio. Si sta lavorando per dare maggior sicurezza ai cittadini e agli operatori sanitari che lavorano nelle farmacie”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti (nella foto a destra), soddisfatto  perché “i cittadini potranno usufruire di questo servizio su cui abbiamo lavorato per giorni in modo eccezionale con la Regione Lazio”.Risultato immagine per andrea cicconetti federfarma roma

Il test sierologico avrà un costo non superiore ai 20 euro e la sua esecuzione avverrà su appuntamento. Il tampone rapido antigenico non potrà superare i 22 euro e per l’esecuzione le farmacie potranno avvalersi del supporto di personale sanitario. Le farmacie potranno aderire su base volontaria. I test saranno svolti all’interno degli esercizi in spazi separati, ma qualora la farmacia ne fosse sprovvista, sarà possibile effettuarli durante l’orario di chiusura o in un ambiente esterno.

“Si potranno utilizzare gazebi o strutture semi-fisse e addirittura dei camper” aggiunge Cicconetti. “Stiamo lavorando con il Comune di Roma proprio sull’occupazione di suolo pubblico”, un problema – spiega il titolare dei farmacisti romani – che riguarda soprattutto le farmacie del centro storico.

Una volta completato il test, il farmacista inserirà i dati dell’utente e il risultato del test sulla piattaforma della Regione Lazio. In caso di esito positivo al test sierologico o all’antigenico, il cittadino dovrà effettuare il tampone molecolare di conferma in un drive-in con ricetta del medico. Il farmacista dovrà invece comunicare tempestivamente la positività al Servizio igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Asl competente.

“Finalmente la farmacia diventa parte attiva nella sorveglianza Covid” è la conclusione di Cicconetti. “L’accordo con la Regione Lazio ha un grande valore sociale perché in questo modo decongestioniamo i drive-in e diamo una risposta più veloce ai cittadini”.