Lazio, vaccinazioni anche nei supermercati e nei centri commerciali

Roma, 24 febbraio – Quello contro Covid è un conflitto di proporzioni e difficoltà mai viste prima? E allora à la guerre comme à la guerre, si impugni ogni possibile arma e si stringa ogni possibile alleanza per vincere, senza pensare ad altro che all’obiettivo finale: sconfiggere la pandemia. A leggere le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Messaggero di Roma e pubblicate ieri, questo sVisualizza immagine di origineembrerebbe essere lo spirto guerrier che rugge dentro l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato (nella foto) e che traspare nella terminologia usata per aggiornare l’opinione pubblica sulla situazione della campagna vaccinale. Che non va non per colpa dell’esercito approntato dalla Regione Lazio (“una macchina pronta, rodata e diffusa sul territorio”, nella definizione dell’assessore), ma per il semplice fatto che mancano le munizioni, ovvero i vaccini, e non certo per colpa della Regione.

Parlando della “macchina da guerra” anti-Covid, D’Amato annuncia una novità importante, ovvero l’arruolamento di centri commerciali, supermercati e grandi piattaforme dei giganti dell’e-commerce per lo svolgimento delle operazioni vaccinali. “Ho già chiuso l’accordo” afferma al riguardo l’assessore, che però si rammarica: non ci sono le munizioni per mobilitare tutto questo po’ po’ di organizzazione bellica. Insomma, lui si è preoccupato di scavare le trincee e alzare le barricate per combattere, ma i vaccini non arrivano in quantità adeguate e sono sempre in ritardo.
Per la prossima settimana, ad esempio, è annunciato un taglio di 9mila dosi alla fornitura AstraZeneca, – il vaccino utilizzato per “coprire” la popolazione tra i 18 e i 65 anni, che segue i mancati invii registrati lo scorso mese da parte di Pfizer o Moderna, aziende che producono il vaccino per le persone più anziane e per gli oltre 85mila residenti nel Lazio affetti da malattie croniche o invalidanti.