Laurea abilitante, dal Miur ddl per estenderla ad altre professioni

Roma, 14 luglio – Il ministero dell’Università e della ricerca sta definendo un disegno di legge volto ad attuare “un ambizioso intervento di semplificazione del sistema delle lauree” (da sottoporre alla piena valutazione del Parlamento in considerazione del suo particolare rilievo, anche costituzionale) che porterà a individuare un elenco di lauree da rendere abilitanti e a introdurre un meccanismo nuovo, potenzialmente aperto a tutte le lauree che danno accesso a professioni regolamentate, “che consentirà di intraprendere per loro il percorso abilitante, qualora ciò sia richiesto dagli ordini professionali di riferimento”.

Lo ha affermato il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro (nella foto), rispondendo nella seduta della Commissione Cultura della Camera di giovedì scorso, 9 luglio, all’interrogazione a risposta immediata  a prima firma della deputata del Pd  Flavia Piccoli Nardelli.

Nella sua risposta (qui il testo integrale) De Cristofaro afferma che il Miur ritiene “sia giunto il momento di rendere abilitanti le lauree che vedono già, nel proprio ordinamento didattico, la presenza di attività di tirocinio di valore – di fatto – professionalizzante: in tali casi l’esame conclusivo del corso di studi potrà certamente costituire la sede nella quale espletare, con modalità semplificate, l’esame di Stato per l’accesso all’esercizio professionale, nel pieno rispetto dell’articolo 33, comma 5, della Carta costituzionale”.

Il principio ispiratore del disegno di legge che il Miur si propone di presentare  vuole rispondere all’esigenza di semplificare quanto più possibile le modalità di espletamento dell’esame di Stato, per consentire un accesso immediato all’esercizio delle professioni, nell’esigenza di semplificare notevolmente le modalità di espletamento dell’esame di Stato, per consentire un accesso immediato all’esercizio delle professioni “neutralizzando, ai fini dell’iscrizione all’albo professionale, il lasso temporale finora intercorrente tra il conseguimento del titolo accademico conclusivo del corso di studi e la partecipazione alla prima sessione utile per l’esame di Stato. In secondo luogo, la riforma intende perseguire lo snellimento delle modalità di espletamento del medesimo esame, pur mantenendone la valenza certificativa della qualità delle competenze professionali acquisite”.

La riforma  si propone anche di “perseguire lo snellimento delle modalità di espletamento del medesimo esame, pur mantenendone la valenza certificativa della qualità delle competenze professionali acquisite. Sarà prevista la partecipazione dei rappresentanti degli ordini e dei collegi professionali, la cui presenza è garantita attraverso l’integrazione dei componenti della commissione di laurea. L’espletamento del tirocinio, oggetto di giudizio di idoneità, sarà parte integrante del per-corso di studi e condicio sine qua non per sostenere l’esame conclusivo di laurea. A conclusione del corso di laurea abilitante, si conseguirà un unico diploma, attestante il titolo accademico e, contestualmente, l’abilitazione all’esercizio della professione, quale presupposto per la immediata iscrizione al relativo albo professionale”.