Mise-Farmindustria: “Vaccini prodotti in Italia entro 6 mesi”

Roma, 4 marzo – “Un incontro ottimo e abbondante”. Questo il commento (positivo e benaugurante ) del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli alla riunione  del tavolo di riunione sui vaccini al Mise, tenutasi ieri, al quale anch’egli ha preso parte.

A una settimana dal primo incontro sulla possibilità di produrre i vaccini anti-Covid in Italia, al quale partecipò l’ormai ex commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (nella foto a destra) https://th.bing.com/th/id/R4bc0ccd41c9d9b2ae47b602598c118d0?rik=h7DuHKWre8%2fhRA&riu=http%3a%2f%2fupload.wikimedia.org%2fwikipedia%2fcommons%2f1%2f15%2fGiancarlo_Giorgetti_Quirinale_2018.png&ehk=NmzL%2fezVrIn6e5JTW085XAO36rYtYceAJTUflqsJIiE%3d&risl=&pid=ImgRawha convocato e tenuto ieri il secondo tavolo di confronto, nel corso del quale l’interlocuzione tra governo e industrie si è fatta più concreta.

All’incontro erano presenti, come la volta precedente il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, accompagnato dalla direttrice generale e dal direttore del centro studi della associazione industriale, Enrica Giorgetti e Carlo Riccini, e il presidente dell’Aifa Giorgio Palù. Oltre al già citato Gabrielli, la cui partecipazione – oltre a rappresentare un segnale di maggiore operatività  rispetto all’incontro precedente – ha voluto anche sottolineare la svolta che il governo ha inteso imprimere alla campagna vaccinale, mobilitando le competenze di Esercito e Protezione Civile, peraltro testimoniata dalla essenziale  partecipazione all’incontro del nuovo commissario all’emergenza, gen. Francesco Paolo Figliuolo.

Secondo quanto riferisce una nota diramata dallo stesso  Mise, nel vertice del Mise di ieri è emersa la “disponibilità da parte di alcune aziende a produrre i bulk, ossia il principio attivo e gli altri componenti del vaccino anti Covid, perché già dotate, o in grado di farlo a breve, dei necessari bioreattori e fermentatori”. La produzione potrà avvenire a conclusione dell’iter autorizzativo in ambito europeo, con tempo stimato di 4-6 mesi (dunque in autunno) prima di avere vaccini anti-Covid delle principali Big Pharma europee prodotte in Italia (fatta salva, ovviamente, la precondizione del superamento della protezione brevettuale, NdR).

Sempre nel corso della riunione al Ministero, è emersa  la possibilità per avviare immediatamente «la fase dell’infialamento e finitura. Grazie all’eccellenza produttiva dell’Italia, infatti, sono già pronte a partire molte aziende. È stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti presenti competenti di procedere all’individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021».

Giorgetti ha fatto sapere durante la riunione che il Governo Draghi è pronto a realizzare in Italia un polo per la ricerca di farmaci e vaccini con investimenti pubblici e privati. Come “mandato” di questo primVisualizza immagine di origineo vertice vi è la volontà ferma del nostro Paese di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini, tema indicato del colloquio che domani il ministro Giorgetti terrà con il commissario europeo Thierry Breton in video collegamento.

Novità importante anche sul fronte economico, dato che le anticipazioni del decreto Sostegno (ex Ristori V) riportano di 2 miliardi di euro che il Governo si dice pronto a investire sull’accelerazione della campagna vaccinale. Nel frattempo la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini  (nella foto a sinistra) ha fatto sapere che venerdì prossimo «è già in programma un incontro tra governo e Regioni sul tema vaccini, al quale prenderanno parte anche il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo”.