Il tavolo Sisac sulla convenzione riparte con un nuovo coordinatore

Roma, 11 dicembre – Un cantiere spesso chiuso e, quando aperto, avarissimo (almeno fin qui) di risultati, quello aperto ormai da anni all’interno della Sisac per discutere il rinnovo della convenzione tra Ssn e farmacie di comunità. Risuonano ormai lontanissime le ottimistiche dichiarazioni con le quali l’attuale dirigenza Federfarma, all’epoca fresca di esordio alla guida del sindacato, rassicurava fiduciosa sull’ormai prossima conclusione delle trattative e il sigillo di un nuovo, moderno e più adeguato accordo tra farmacie e sanità pubblica.

La conclusione delle trattative è invece rimasta ancora di là da venire e il rinnovo dell’accordo nazionale triennale tra Ssn e farmacie è di fatto ancora fermo al palo, con le parti arroccate su posizioni che non riescono a convergere su una sintesi condivisa: un problema del quale – almeno al momento – non si vede la soluzione in tempi brevi, per una serie di ragioni e responsabilità che chiamano in causa in parte qua tutte le parti sedute al tavolo  e sulle quali non è di alcuna utilità soffermarsi.

Meglio invece  cercare di capire, agli sgoccioli di questo 2020 che è stato completamente stravolto dall’emergenza Covid, quali ragionevoli possibilità si aprono, nel 2021, per far muovere in avanti il dossier convenzione, rallentato anche dalle tormentate vicissitudini della stessa Sisac, che nel breve volgere di due anni ha cambiato per due volte il suo coordinatore. Le sigle delle farmacie pubbliche e private, infatti, avevano cominciato a giocare la partita con la  Struttura interregionale che negozia i rinnovi delle convenzioni di farmacie e medici quando il coordinatore era Vincenzo Pomo, della Regione Puglia (nella foto a sinistra). Il quale, però,  tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, essendo in quiescenza e non potendo svolgere il ruolo di coordinatore per inconferibilità ai sensi delle vigenti norme di legge, aveva dovuto sfilarsi e cedere  il passo. A prenderne il posto, da febbraio 2019, fu chiamato Antonio Maritati, della Regione Veneto (foto a destra), che – in attesa della nomina di un coordinatore stabile – avrebbe dovuto ricoprire l’incarico temporaneamente, per i tre mesi che, in un evidente eccesso di fiducia, si pensava potessero bastare per riprendere e concludere i tavoli delle trattative con medici e farmacie per il rinnovo delle rispettive convenzioni.

Quei tre mesi, è storia nota, hanno finito per diventare quasi due anni. Nei quali, inutile dirlo, le trattative delle convenzioni non solo non sono andate in porto, ma – almeno per quel che riguarda le farmacie – non hanno nemmeno registrato significativi passi in avanti. Finché anche per Maritati, giusto un mese fa, non è arrivato il momento di fare ciao ciao con la manina e lasciare l’incarico, probabilmente per  l’effetto-domino provocato  dalla  nomina a direttore generale dell’Agenas di Domenico Mantoan, che per accettare il nuovo incarico ha dovuto dimettersi da presidente dell’Aifa e da direttore generale della Sanità della Regione Veneto,  dando il via a un ricambio di poltrone che – secondo alcuni rumors – coinvolgerebbe appunto anche Maritati.

Le funzioni di coordinatore della Sisac saranno da qui in poi esercitate da Marco Luca Caroli (Regione Lombardia), che sarà affiancato nella cabina di coordinamento dai suoi due predecessori Pomo e Maritati e da Angela Alfonsi, Pietro Buono, Ernesto Esposito e Mauro Maccari.   

Sarà proprio Caroli a guidare la delegazione trattante Sisac alla ripresa del confronto tra le parti, che ripartirà in concreto il 22  dicembre prossimo, con un incontro negoziale in video conferenza che (stante a la difficoltà della gestione da remoto), prevede la presenza dell’intervento diretto esclusivamente dei capo-delegazione di Federfarma e Assofarm.

Alla nota di convocazione all’incontro, inviata lo scorso 4 dicembre, per quanto è dato sapere, è allegata la copia dell’ipotesi di accordo convenzionale, con le integrazioni e modifiche apportate rispetto all’ultima versione trasmessa. Le più importanti sono quelle  concernenti le modalità di partecipazione al servizio di distribuzione per conto (Dpc), e la regolamentazione del diritto di sciopero delle farmacie pubbliche e private. Se ne saprà di più dopo l’incontro del 22 dicembre.