Giornata vittime Covid, sì unanime della Camera: sarà il 18 marzo

Roma, 24 luglio – Il 18 marzo 2020 è il giorno in cui in Italia si registrò il maggior numero di decessi provocati dalla pandemia di coronavirus cominciata nel Paese tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Un giorno destinato a rimanere scolpito nella memoria collettiva del Paese, che dagli schermi televisivi assisteva attonito alla lunga colonna di camion militari che attraversavano    Bergamo per trasportare verso altre città le bare delle vittime di Covid, che il cimitero della città lombarda non era più in grado di contenere.

È proprio quella la data scelta per la Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia di coronavirus, della quale la Camera ieri ha approvato la proposta di legge istitutiva con un voto unanime, se si escludono tre deputati che (per motivi francamente difficili da comprendere) si sono astenuti.  Subito dopo l’approvazione del provvedimento, i deputati su invito della presidente di turno Mara Carfagna hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime di Covid-19,  sfociato poi in un lungo applauso.

Il 18 marzo sarà la Giornata nazionale in memoria delle vittime di Covid-19. È bello che la legge che la istituisce sia stata approvata all’unanimità. Sarà un giorno importante per non dimenticare questa stagione così drammatica e per ricordare tutte le persone che non sono più con noi” ha commentato del ministro della Salute, Roberto Speranza.  Sulla stessa falsariga le dichiarazioni della sottosegretaria Sandra Zampa: “Il voto unanime del Parlamento alla Legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus è una pagina di buona politica ed è il modo migliore per ricordare e rendere omaggio a quanti, nei mesi che sono infine alle nostre spalle, sono caduti vittima dell’epidemia magari lottando per arginarne la diffusione e per prendersi cura dei pazienti” ha detto Zampa “Con questa iniziativa il Parlamento ha interpretato il sentimento popolare: ricordare sempre ciò che è accaduto serve a noi e servirà a quanti verranno dopo di noi a comprendere fino in fondo il valore della salute e di un sistema sanitario pubblico”,

Tutti i rappresentanti dei vari schieramenti hanno espresso analoghe considerazioni, a partire dal bergamasco Maurizio Martina, ex segretario del Pd, che ha anche voluto sottolineare che “il 18 marzo sarà una giornata nella quale un’intera comunità condividerà un grande dramma. Sarà una giornata di nuova speranza. Sarà una giornata con incontri, momenti di ricordo, trasmissioni radio e televisive, attività e iniziative rivolte soprattutto alle giovani generazioni, anche negli istituti scolastici di ogni ordine e grado”.

“La legge che stiamo per votare ci dice due parole: non dimentichiamo” ha detto il deputato e portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè, dopo aver ricordato il tragico corteo dei carri militari che scortavano 65 feretri fuori da Bergamo.  “Un dolore troppo grande per non essere onorato in quest’Aula, tra queste mura che ci dicono chi siamo, rappresentano la nostra storia e la nostra memoria. Facciamolo anche dopo il voto finale, se la presidenza e i gruppi sono d’accordo, con un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del Covid. Sarà un modo per stringere idealmente quelle mani che ci sono sfuggite, riprendere sulle spalle chi abbiamo dovuto abbandonare e accarezzare l’anima di chi non c’è più”

“Tutti abbiamo il dovere di non dimenticare il dolore che ha attraversato l’intero Paese. Ma non dobbiamo soprattutto perdere quel senso di unità e solidarietà che ci ha unito nei giorni terribili del lockdown. Un patrimonio che va preservato” hanno dichiarato in una nota  i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Affari sociali di Montecitorio. “Il nostro Paese ha affrontato con prontezza e rigore un’emergenza incredibilmente difficile e tutti i cittadini si sono stretti attorno a chi soffriva, a chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari, al personale sanitario che con sacrificio e dedizione non ha mai smesso di operare per il bene della salute pubblica. Ora anche se non siamo definitivamente fuori dall’emergenza causata dal Covid-19, abbiamo il dovere di mettere a frutto tutto quello che abbiamo appreso: la solidarietà, la compassione e l’unità. È finalmente emerso quanto il nostro Servizio sanitario nazionale sia eccellente e fondamentale per il Paese, ma anche quanto sia stato messo a dura prova dai tagli della vecchia politica. E questa pandemia è la conferma che dobbiamo proseguire nella strada degli investimenti e dell’efficienza all’interno del Ssn”.

Dopo il via libera della Camera, il provvedimento passa al Senato per la definitiva approvazione.