Gimbe, in una settimana contagi raddoppiati e boom di ricoveri

Roma, 15 ottobre 2020 – Ha certamente ragione, il ministro della Salute Roberto Speranza, ad affermare a proposito della pandemia di Covid  che l’Italia ha “numeri molto diversi dagli altri Paesi”. Ma ha ancora più ragione quando sostiene che il nostro Paese “non può pensare di essere fuori da questa dinamica di crescita dei contagi”. Perché anche da noi la pandemia ha ricominciato a correre e solo nell’ultima settimana i casi di Covid sono raddoppiati, rispetto a quella precedente (35.204 contro 17.252), a fronte di un moderato aumento dei casi testati (505.940 vs 429.984) e di un netto incremento del rapporto positivi/casi testati (7% vs 4%).

Dal punto di vista epidemiologico, crescono i casi attualmente positivi (87.193 vs 60.134) e, sul fronte degli ospedali, impennata dei pazienti ricoverati con sintomi (5.076 vs 3.625) e in terapia intensiva (514 vs 319). Crescita costante anche sul fronte dei decessi (216 vs 155). Questa la preoccupante  fotografia che emerge dall’ultimo monitoraggio indipendente  della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana dal 7 al 13 ottobre.

“Con l’aumentare vertiginoso dei numeri” commenta il presidente della fondazione Nino Cartabellotta (nella foto) “il dato nazionale non rende conto delle marcate differenze regionali e provinciali, che richiedono provvedimenti più restrittivi al fine di circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”.

Ad esempio, nella settimana dal 7 al 13 ottobre, l’incidenza di nuovi casi per 100mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 58,3, è superiore a 100 in due Regioni – Valle d’Aosta (141,6) e Liguria (113,1) – e in 6 province – Belluno (181,3), Genova (144,7), Arezzo (129), Pisa (125,3), Prato (125,3), Napoli (110,3).

“Gli effetti delle misure del nuovo Dpcm”  conclude Cartabellotta “oltre a non poter essere valutati prima di tre settimane, saranno in parte neutralizzati dall’incremento esponenziale dei contagi e dall’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari dovuto alla stagione influenzale. Ecco perché la Fondazione Gimbe si appella al senso di responsabilità e alla massima collaborazione tra presidenti di Regioni e amministratori locali, sindaci in primis: intervenire tempestivamente con misure restrittive locali, compresi lockdown mirati, per spegnere i focolai, arginare il contagio diffuso e prevenire il sovraccarico degli ospedali. Altrimenti, persistendo i trend delle ultime settimane – secondo gli scenari previsti dalla nuova circolare del Ministero della Salute – il rischio di restrizioni più ampie (lockdown incluso) è dietro l’angolo”.

Queste le principali variazioni rispetto alla settimana precedente: decessi: +61 (+39,4%); terapia intensiva: +195 (+61,1%); ricoverati con sintomi: +1.451 (+40%); nuovi casi: +35.204 (+104,1%);
casi attualmente positivi: +27.059 (+45%); casi testati +75.956 (+17,7%); tamponi totali: +102.881 (+14,4%).