FISIOTERAPISTA IN FARMACIA: LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 111 del 4 gennaio 2021, ha definitivamente accolto le istanze del Ministero della Salute, di Federfarma e di AIFI – Associazione italiana fisioterapisti – in un contenzioso, aperto nel 2011, da SIMFER – Società italiana di medicina fisica e riabilitativa e SIMMFIR – Sindacato Italiano medici di medicina fisica e riabilitazione, che contestavano la disciplina sulle prestazioni fisioterapiche in farmacia previste dal decreto ministeriale 16 dicembre 2010.

Il TAR Lazio, con sentenza n. 1704 del 20 febbraio 2020, aveva respinto il ricorso, ritenendo perfettamente legittimo il Decreto del ministero della Salute impugnato.

Al riguardo, è opportuno evidenziare che il Consiglio di Stato è giunto alla suddetta conclusione prendendo atto dell’evoluzione normativa che ha interessato il ruolo delle farmacie nell’assetto complessivo della tutela del bene-salute ed esaminando a tal fine anche le recenti “Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità”, evidenziando come “nelle Linee anzidette sia descritto il nuovo ruolo che le fonti primarie hanno conferito alla farmacia (ed al farmacista) nel contesto del sistema nazionale di tutela della salute, con riferimento alla “Farmacia di Comunità, intesa come Presidio sociosanitario polivalente, assolvendo appieno alla necessità della popolazione aumentando la fruibilità dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)”.

Secondo i Giudici amministrativi di secondo grado, la nuova normativa – come evidenziato nelle suddette Linee guida – ha implementato “una rimodulazione del ruolo della farmacia, non più astretto nella funzione “commerciale” di erogazione dei farmaci, ma, più vastamente, definibile quale “Centro sociosanitario polifunzionale a servizio delle comunità nonché come punto di raccordo tra Ospedale e territorio e front office del Servizio Sanitario Nazionale”.

Sentenza Consiglio di Stato su fisioterapista in farmacia