Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite: “Bene ampliamento Dpc”

Roma, 1 luglio – Sono tutte improntate alla “massima soddisfazione” le reazioni delle sigle delle farmacie private e pubbliche per l’approvazione,  da parte della V Commissione Bilancio della Camera,  della misura finalizzata a favorire la dispensazione da parte delle farmacie di medicinali solitamente distribuiti direttamente dalle strutture pubbliche. La disposizione, frutto delle proposte correttive al testo del cosiddetto “decreto Rilancio” in discussione a Montecitorio, presentate disgiuntamente dai deputati Marcello Gemmato (FdI), Andrea Mandelli (Fi) e Giorgio Trizzino (M5s) e poi riformulate in un unico emendamento, prosegue nel solco tracciato da una norma fresca di approvazione nel Decreto Liquidità, frutto di un emendamento presentato sempre da Gemmato, che ha aperto la porta alla possibilità di distribuire in dpc i farmaci che richiedono un controllo ricorrente del paziente e che costituiscono la maggior parte dei medicinali distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche.

“La misura è in linea con le richieste avanzate da Federfarma per andare incontro ai bisogni dei pazienti, in particolare di quelli più fragili come gli anziani e i malati cronici e agevola le famiglie” afferma in una nota  Marco Cossolo, presidente Federfarma.

L’emendamento  prevede infatti che, dal 1° ottobre prossimo, le Regioni possano affidare alle farmacie, in regime di distribuzione per conto la dispensazione dei medicinali attualmente erogati direttamente dalle strutture pubbliche, destinati al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale o consegnati al momento della dimissione ospedaliera per garantire la copertura del primo ciclo di terapia.

Federfarma auspica che, una volta approvata definitivamente la legge, si arrivi tempestivamente all’emanazione del decreto ministeriale volto a garantire l’effettiva attuazione di quanto previsto dall’emendamento e conferma fin d’ora la propria massima disponibilità a collaborare con il Ministero della salute alla definizione delle modalità  attuative della norma, come previsto dal testo approvato.

“Il nuovo emendamento – commenta Cossolo – apre la strada a un processo volto a riportare entro limiti fisiologici la distribuzione diretta attraverso un graduale e costante trasferimento alla dispensazione in farmacia di medicinali, oggi erogati da ospedali e Asl, che non richiedono particolari cautele in fase di somministrazione. Questo, oltre a facilitare l’accesso ai farmaci da parte dei pazienti, consentirà di garantire al Ssn un miglior controllo del corretto utilizzo dei farmaci e del livello di aderenza alla terapia da parte del paziente, grazie al monitoraggio professionale effettuato dalle farmacie”.

“Un contesto così propizio mancava da decenni. I mesi più bui della vicenda Covid hanno fatto drammaticamente emergere una necessità assoluta di sanità territoriale. Parlamento e Governo lo hanno compreso e stanno agendo di conseguenza” afferma il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, esprimendo a sua volta il massimo apprezzamento per l’approvazione della misura.

“La sensazione è che si sia davvero di fronte a un mutamento paradigmatico” aggiunge  Gizzi in una nota.  “Una visione in cui al centro del sistema non c’è più la struttura ospedaliera ma il cittadino. Evitare la farmacia ospedaliera e potersi servire della farmacia territoriale più vicina a casa, permette infatti al cittadino di risparmiare tempo e ridurre i rischi sanitari legati alla frequentazione degli ambienti ospedalieri. La soddisfazione per quanto realizzato in queste settimane non deve però illuderci: la legge offre la possibilità alle Regioni, ne consegue dunque che queste ultime dovranno cogliere l’opportunità offerta loro da Roma. Questo, non ci sono dubbi, sarà il fronte di impegno delle farmacie comunali per i prossimi mesi”.

Anche FarmacieUnite esprime il suo incondizionato favore per l’approvazione dell’emendamento che apre la possibilità di distribuire in dpc nelle farmacie del territorio i farmaci distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semi-residenziale e agli assistiti affetti da Covid-19 in trattamento domiciliare: “Non può che trovarci d’accordo e pronti a passare all’azione” afferma il presidente del sindacato Franco Gariboldi Muschietti,  evidenziando come l’emergenza Covid,  pur dolorosissima, abbia aiutato a comprendere a tutti i livelli il valore sociale e di servizio della farmacia territoriale.

“Non dobbiamo però fermarci a questo risultato” ammonisce Muschietti. “L’emendamento approvato lascia infatti alle Regioni la libertà di usufruire delle farmacie per la distribuzione di         dei farmaci oggi distribuiti direttamente. Pertanto” conclude il presidente di FarmacieUnite “è tempo di intraprendere colloqui e trattative a livello regionale, affinché il Ssn offra un servizio adeguato ai pazienti e ai loto familiari, evitando loro di recarsi in ospedale per il trito dei medicinali”.