Def 2020, ci sono anche capitali in farmacia e nuovo prontuario

Roma, 7 luglio – La crisi senza precedenti seguita all’emergenza epidemica (arrivata peraltro nel pieno di una congiuntura economica già fortemente negativa) potrebbe essere, obtorto collo, il tanto atteso volano in grado di avviare quelle riforme che, nel Paese del Gattopardo, sono sempre rimaste allo stato di anuncio.  Le buone intenzioni, al riguardo, sembrano non mancare, come attestano alcuni tentativi condotti già nei provvedimenti emergenziali assunti durante e subito dopo la fase acuta dell’epidemia, e trovano ora conferma nella  bozza di Programma nazionale di  Riforma inserito dal  Governo nel Documento di economia e finanza 2020 (qui il testo).

Dove, tra gli altri capitoli, uno molto corposo (et pour cause) riguarda la sanità: qualcosa  ha anticipato due giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso di un’intervista rilasciata ad Annalisa Cuzzocrea de la Repubblica (subito rilanciata anche da Articolo Uno), affermando di lavorare da settimane a un piano straordinario di investimenti sul Servizio sanitario nazionale per  “rafforzare i presidi territoriali, modernizzare le attrezzature ospedaliere e la strumentazione diagnostica per gli screening oncologici. Poi c’è l’edilizia sanitaria, la ricerca, la necessità di attrarre gli investimenti della farmaceutica, dobbiamo rafforzare la relazione tra salute e ambiente. Abbiamo bisogno di recuperare il ritardo che l’Italia ha sulla sanità digitale, usare meglio le nuove tecnologie, i big data, la rete”.

Progetti ambiziosi e certamente convisibili, alla luce della loro necessità, per i quali serviranno ovviamente molte risorse, che non è ancora chiaro dove verranno reperite, visto che il Governo sta ancora litigando sull’opportunità o meno di avvalersi dei finanziamenti del Mes (36 miliardi) e non si sa ancora quanto (e quando) arriverà al nostro Paese dal piano straordinario del Recovery Fund. Ma progetti ai quali si guarda con determinazione e  che, nero su bianco,  sono già finiti nella bozza di Def già messa a punto dal Mef.

Alla sanità è ovviamente dedicata un’attenzione speciale, con proposte che – se realizzate – cambierebbero (e non poco) il nostro Ssn: il documento prevede infatti interventi in ogni settore del Ssn, a partire dal personale, il “capitale umano” del sistema di salute, passando per l’edilizia sanitaria, i livelli essenziali di assistenza (con un nuovo sistema per monitorarli e garantirli), il potenziamento dell’assistenza sul territorio e delle cure domiciliari (anche attraverso l’impiego delle  ni nuove soluzioni teconologiche, come “telemedicina e teleassistenza, App e mobile volte a garantire modalità innovative di contatto tra medico e paziente, ancor più necessarie per garantire la sicurezza e il distanziamento sociale”), la digitalizzazione, la prevenzione e la ricerca.
L’obiettivo al quale si guarda è quello di una sanità sempre più in grado di assicurare servizi e prestazioni “personalizzate e accessibili”, avviando “un percorso di diffusione dell’utilizzo della tecnologia nell’ambito dei servizi sanitari”. Si guarda, in particolare, ai servizi di telemedicina e teleassistenza, da implementare in modo uniforme e omogeneo sul territorio nazionale, per garantire l’accesso rapido e tempestivo alle cure del paziente al domicilio, alle cartelle cliniche elettroniche a supporto dei medici di medicina generale e dei medici ospedalieri e ambulatoriali, per garantire la raccolta strutturata dei dati sulla continuità di cura del paziente, alle piattaforme tecnologiche di intelligenza artificiale, strumenti essenziali per raccogliere, analizzare e scambiare dati con operatori sanitari e pazienti, alla diagnostica point-of-care con sistemi di diagnosi rapida e
a piattaforme per l’empowerment dei pazienti per l’educazione sanitaria dei cittadini. E soprattutto, si porrà in essere  “ogni azione necessaria a rendere più efficace e completo il Fascicolo sanitario elettronico in coerenza con le finalità per cui è stato istituito, garantendo la protezione dei dati degli assistiti”.

Ma il capitolo di maggiore interesse della Bozza di Def, per i nostri lettori, è ovviamente quello (ampio) dedicato alla politica farmaceutica, settore da anni in attesa di una nuova governance. Il Def 2020 traccia la rotta: revisione del prontuario farmaceutico nazionale, avvio di una riflessione sui tetti di spesa farmaceutica per una possibile rimodulazione, avvio di un dialogo con Parlamento e associazioni di categoria “per verificare l’attuazione della norma relativa all’ingresso delle società di capitali nella gestione delle farmacie”.

Ma si parla anche di ‘farmacia dei servizi’, ideata nel 2009 come presidio sanitario sul territorio più vicino e accessibile ai cittadini e come unione tra la rete ospedaliera e quella territoriale, con l’orientamento a proseguire nello sviluppo del progetto, in linea con quanto già fatto con La Legge di Bilancio 2020. “La crisi ha anche evidenziato la necessità di ripensare il sistema di approvvigionamento del materiale sanitario in termini di autonomia nazionale e la relativa classificazione dei beni stessi in ambito industriale” si legge ancora nella bozza di Def. “Tali linee programmatiche si collocano sulla scia degli interventi già adottati con la Legge di Bilancio per il 2020″.

È possibile scaricare il Documento di Economia e Finanza 2020 dai siti internet www.mef.gov.it, www.dt.tesoro.it, www.rgs.mef.gov.it