Convenzione, da Regioni proposte irricevibili, sospese le trattative

Roma, 23 dicembre – Era nell’aria, viste le premesse: con una decisione congiunta, Federfarma e Assofarm, le sigle al tavolo di contrattazione in rappresentanza delle farmacie private e pubbliche, hanno sospeso le trattative con la Sisac per il rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale, l’accordo che regola i rapporti tra il Servizio sanitario nazionale e le farmacie, scaduta nel 2001 (ormai vent’anni fa!) e da allora in regime di prorogatio.

La decisione, spiega una nota diramata dalle due sigle,  scaturisce dall’assoluta irricevibilità delle nuove proposte provenienti dalle amministrazioni regionali, che sono state  illustrate ieri nel corso dell’incontro con i rappresentanti della Sisac, guidati nell’occasione da Marco Luca Caroli, che dopo le dimissioni di Antonio Maritati un mese e mezzo fa, esercita le funzioni di coordinatore della struttura, come riferito dal nostro giornale in un articolo di due settimane fa. Proposte che Federfarma e Assofarm hanno ritenuto  “integralmente non accoglibili sia per quanto riguarda il metodo che i contenuti”.

“La presentazione di un nuovo testo della Convenzione – che modifica accordi già raggiunti in oltre due anni di lavoro – vanifica le laboriose negoziazioni condotte dalle rappresentanze delle farmacie” spiegano Federfarma e Assofarm. “Le nuove proposte avanzate penalizzano in modo particolare il ruolo delle farmacie rurali e negano dignità al nuovo modello della Farmacia dei Servizi, evidenziando una sostanziale e assoluta mancanza di considerazione per il ruolo svolto dalle farmacie e dai farmacisti italiani nell’attuale emergenza sanitaria, ruolo unanimemente riconosciuto dalle massime istituzioni nazionali e dai cittadini”.

Le due sigle ribadiscono di voler restare ferme nelle loro posizioni sui temi più sensibili della convenzione, quali il sistema della distribuzione di farmaci per conto delle Asl (Dpc), il computo degli interessi passivi per i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, le sanzioni disciplinari, il diritto di sciopero e, soprattutto, la destinazione del Fondo dello 0,15%, da riservare ad attività di formazione dei farmacisti che, in ragione delle più recenti iniziative legislative,  saranno chiamati a nuovi e importanti impegni per la somministrazione di test Covid-19 e di vaccini.

Ma la decisione è presa: pur manifestando, per l’ennesima volta, la propria disponibilità a un confronto franco e produttivo, Federfarma e Assofarm sospendono le trattative con Sisac per il rinnovo della convenzione farmaceutica, “in attesa di ristabilire le condizioni essenziali per una loro ripresa”.