Cronache agostane: selezione di notizie che potreste non aver letto durante il mese

Roma, 31 agosto – Un doveroso saluto ai lettori, dopo la pausa agostana: ben ritrovati. RIFday riprende oggi le sue pubblicazioni con una breve sintesi dei principali avvenimenti che hanno avuto luogo nel mese più caldo dell’estate, giunto al capolinea lasciando purtroppo l’eredità (della quale il Paese avrebbe volentieri fatto a meno) di una ripresa dei contagi da Sars Cov 2, che si spera possa essere rapidamente ed efficacemente contrastata e contenuta.

RIFday torna al suo appuntamento quotidiano con i farmacisti italiani con un numero un po’ inusuale, non centrato sull’attualità stringente ma finalizzato (senza alcuna pretesa di esaustività) a registrare alcuni fatti e/o decisioni che si ritiene utile segnalare, in particolare per chi – durante il periodo di vacanza – li avesse perduti. Buona lettura.

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CdS, no a seconda assegnazione anche per chi si sia già “liberato” della farmacia conseguita nel primo concorso straordinario

3 agosto – Con l’ordinanza n. 4903 del 3 agosto 2020  il Consiglio di Stato è tornato su una questione (invero controversa) che riguarda chi aspiri a conseguire una sede in un concorso straordinario dopo averne vinta un’altra in un altro concorso.
Risultato immagine per consiglio di stato targaIn sintesi, secondo il Supremo Consesso, fermo che – “alla luce dei principi dettati dal recente arresto dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 17 gennaio 2020” – l’art. 112 del Testo unico delle leggi sanitarie deve ritenersi applicabile allo stesso modo ai titolari in forma individuale come ai vincitori in forma associata nei concorsi straordinari, coloro che abbiano conseguito o in prosieguo conseguano una seconda sede non possono ambire all’assegnazione definitiva di quest’ultima laddove non siano più nelle condizioni di rimettere la prima sede da loro vinta sul “tavolo” del primo concorso, quindi a disposizione di altri interpellandi. E sembra esattamente questa – scrive l’avvocato Gustavo Bacigalupo commentando su Piazza Pitagora  l’ordinanza – “la fine sostanza della tesi di contrasto alla legittimità di una doppia assegnazione”.
Non può giovare pertanto, continua l’esperto,  “liberarsi” della prima sede cedendo a un qualsiasi terzo e con qualunque forma negoziale – ovviamente dopo il decorso del triennio – le quote della società tra loro costituita (con annessa titolarità dell’esercizio, s’intende), perchè il meccanismo dell’art. 112 comporta di diritto, all’accettazione di una sede all’esito di un concorso, la decadenza dalla titolarità della prima, quel che invece, se i co-vincitori anche della seconda sede ne hanno perduto la disponibilità, non è più evidentemente configurabile.
Quando perciò la prima sede conseguita non possa “più essere messa a interpello” proprio perchè ormai non più nella disponibilità dei bi-co-vincitori ma solo dei cessionari delle loro quote, diventa per i primi giuridicamente impossibile “raggiungere il bene della vita, cui aspiravano”, cioè quello di conseguire la seconda sede, diventando anche di conseguenza improcedibile il ricorso da loro eventualmente proposto contro il diniego di assegnazione della seconda o l’annullamento del provvedimento di titolarità se nelle more rilasciato (ed è quest’ultimo il caso, precisa Bacigalupo,  su cui interviene l’ordinanza del CdS in commento).
Concludendo, per conseguire la seconda sede – questa la posizione del CdS – i bi-vincitori devono essere in grado di poter effettivamente rinunciare alla prima, o comunque di poter scegliere la seconda decadendo di diritto dalla titolarità della prima, che pertanto – e questo per Bacigalupo è il punto – “costoro devono mantenere fino al perfezionamento della seconda assegnazione”.

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Aifa, presentato il Rapporto 2019 sull’uso dei farmaci in Italia

4 agosto -Presentato, in diretta streaming sul canale YouTube di Aifa, il Rapporto 2019 sull’uso dei Farmaci in Italia, realizzato dall’OsMed, l’osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali operante all’interno dell’agenzia regolatoria nazionale, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione. Il corposo documento (disponibile a questo link)  mostra il quadro complessivo nazionale dell’assistenza farmaceutica erogata in Italia, in ambito sia territoriale sia ospedaliero, tanto a carico del Servizio sanitario nazionale quanto sostenuta dagli acquisti privati dei cittadini.
Questo è il Rapporto che segna i venti anni di attività dell’OsMed e lo presento con grandissimo piacere” ha dichiarato il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini (nella foto). “Quando tutto cominciò l’idea era di fotografare la spesa pubblica e privata; successivamente si è fatto lo sforzo di valutare se l’uso dei farmaci disponibili fosse in linea con le migliori evidenze e nel corso degli anni si è arrivati a parlare di usi razionali, appropriati, ottimali dei farmaci”.

Risultato immagine per Nicola Magrini Aifa

 “Oggi i flussi OsMed – ha proseguito Magrini – sono in grado di fornire dati utili per il budget impact, per l’andamento delle previsioni, per il rispetto dei tetti di spesa, per il buon uso delle risorse disponibili, per la capacità di copertura del sistema sanitario dei bisogni dei cittadini rispetto ai farmaci”.
 “Il Rapporto OsMed in questi due decenni è cresciuto molto e bene, passando da 130 a 567 pagine e fornendo dati sempre più accurati e aggiornati; ora è anche interattivo, secondo le migliori scuole di paper short, e rappresenta uno straordinario strumento a disposizione di tutti” ha concluso il DG dell’Agenzia. “L’incontro di oggi è importante”  è intervenuto il presidente del Consiglio di amministrazione Aifa Domenico Mantoanperché ribadisce l’importanza del ruolo dell’Agenzia. Un ruolo, anche culturale, di analisi e monitoraggio sull’uso e appropriatezza dei farmaci, di supporto alle decisioni politiche e alle Regioni”.

“Nel 2019 la spesa farmaceutica totale è stata di 30,8 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente” ha spiegato Francesco Trotta, dirigente dell’Ufficio monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni dell’Aifa. “Quest’incremento è dovuto ai farmaci acquistati dalle strutture pubbliche (+18,3%) e all’acquisto privato dei farmaci di (classe A: +13,5%; classe C: +6,6%). La quota rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale è stata il 76,4%”.
“Dal punto di vista dei consumi – ha concluso Trotta – i dati mostrano che ogni italiano ha assunto in media 1,6 dosi di farmaco al giorno, per una spesa media pro capite di 510 euro (390 euro a carico del Ssn)”.

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Marche, le parafarmacie chiedono ufficialmente di entrare nel programma di prenotazione Cup della Regione

Risultato immagine per luca ceriscioli marche 10 agosto – Il Movimento nazionale liberi farmacisti, la Confederazione unitaria delle libere parafarmacie, la Federazione nazionale parafarmacie italiane e la FederFarDis, Federazione farmacisti e disabilità Onlus hanno inviato al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli (nella foto) domanda ufficiale di entrare a far parte del programma regionale di prenotazioni Cup.
La domanda è sostenuta da un documento che partendo dal riconoscimento per le parafarmacie quale servizio essenziale ottenuto durante la pandemia del coronavirus dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, articola la propria richiesta sulle numerose pronunce avvenute negli ultimi anni da parte dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato a favore dell’inserimento degli esercizi di vicinato nel sistema di prenotazione decentrato di visite e d analisi.
Infatti, la stessa Autorità, come del resto lo stesso presidente Ceriscioli, ha sempre sostenuto che l’allargamento di tale servizio alle parafarmacie è funzionale ad aumentare le possibilità offerte per il cittadino di effettuare le prenotazioni aumentandone il numero di canali a disposizione-
Inoltre, le sigle firmatarie della richiesta, sottolineano che la presenza in queste strutture di un professionista laureato e abilitato come il farmacista è un valore aggiunto per l’utente che può ottenere una qualificata assistenza.
Le sigle nell’occasione indirizzano un ringraziamento  ai presidenti degli Ordini dei Farmacisti delle Marche, che dopo l’accordo fatto con i tabaccai da parte della Regione per la fornitura del servizio e la contemporanea esclusione delle parafarmacie, si sono espressi in maniera unitaria contro tale scelta. Una posizione non in difesa delle parafarmacie, ma dei farmacisti che vi operano.
La richiesta, oltreche  al presidente Ceriscioli, è stata inviata anche all’assessore Manuela Bora in qualità di responsabile per la regione della tutela dei consumatori e al responsabile del servizio farmaceutico della Regione.
L’obbiettivo della richiesta è ottenere la possibilità di fornire questo servizio da parte delle parafarmacie al fine di aumentare i punti a disposizione dei cittadini e migliorarne la qualità.

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Rinnovo dei direttivi degli Ordini provinciali, Roma e Milano al voto a settembre

11 agosto– Gli Ordini provinciali cominciamo ad attivarsi in vista della scadenza elettorale che, nel corso dell’autunno, porterà al rinnovo dei consigli direttivi degli organismi professionali per il quadriennio 2021 – 2024. E c’è chi, come Milano e Roma, non pone tempo in mezzo. L’Ordine del capoluogo lombardo, presieduto da Andrea Mandelli, ha diramato la convocazione dell’assemblea elettorale già l’11 di agosto, fissando le date del voto (in terza convocazione) nei giorni 18, 19 e 20 settembre prossimi. Le operazioni di voto si terranno nella sede dell’Ordine (viale Piceno, 18) dalle ore 8 alle ore 18 nei primi due giorni e dalle ore 8 alle ore 17 nell’ultimo giorno. Quindici i consiglieri da eleggere, che poi procederanno all’attribuzione della cariche. Insieme ad essi, andranno eletti anche i tre revisori dei conti effettivi e quello supplente.

Anche Roma ha optato per il voto a settembre, prevedendo (come prescritto dalla legge Lorenzin che ha riveduto le norme sugli ordini delle professioni sanitarie) cinque giorni per esprimere il voto, nella sede di Via Alessandro Torlonia 15. Gli oltre seimila iscritti di Roma potranno pertanto votare i loro rappresentanti professionali (anche in questo caso 15 membri del consiglio direttivo più tre componenti effettivi e uno supplente del collegio dei revisori) il 20, 21, 22, 23 e 24 settembre, dalle ore 9 alle ore 21.

Risultato immagine per emilio croce farmacisti enpafSul sito dell’Ordine romano è stata anche pubblicata l’unica lista delle candidature pervenuta, denominata “Professione viva”, composta da  Emilio Croce (nella foto), presidente uscente, e da Valeria Annecchiaric, Gaetano De Ritis, Roberta Di Turi. Beatrice Faina, Rossella Fioravanti, Paolo Gaoni. Giuseppe Guaglianone, Eugenio Leopardi, Leopoldo Mannucci,  Domenico Monteleone Nunzio G. Nicotra, Gelsomina Perri, Valenina Petitto e Guido Torelli.  I candidati revisori effettivi sono Filippo Maria d’Alfonso e Sandro Giuliani, supplente Lella Angelini. Rispetto al direttivo precedente, si registra dunque un considerevole turn over, con l’avvicendamento di sei componenti sui 18 totali (revisori compresi).

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Pseudoefedrina, in GU il decreto con il divieto di prescrizione e di preparazione

Risultato immagine per pseudoefedrina divieto11 agosto – Nella Gazzetta Ufficiale del 11 agosto 2020 è stato pubblicato il decreto del ministero della Salute del 28 luglio 2020 “Divieto di prescrizione e di esecuzione di preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti il principio attivo della pseudoefedrina”.

Il decreto vieta ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali, nell’obesità o a scopo dimagrante, contenenti il principio attivo della pseudoefedrina. Il testo del decreto è disponibile a questo link

Pubblicato in GU il decreto “Agosto”. Misure per liste d’attesa e 400 mln per i vaccini anti-Covid

14 agosto – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il giorno prima di Ferragosto, il decreto legge con le nuove misure per il sostegno e il rilancio dell’economia,  ultimo provvedimento varato dal  Governo per fare fronte alòla crisi provocata dalla pandemia Covid. Il decreto (qui il testo in pdf del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale) è composto da 115 articoli che spaziano dal lavoro alla scuola, senza trascurare fisco e tasse,  sanità, ristorazione e  turismo, settori per i quali l’esecutivo mette a disposizione ulteriori 25 miliardi, per  “non lasciare indietro nessuno”, come hanno ripetuto in queste settimane il capo del governo Giuseppe Conte  e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (nella foto).
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Ben 12 miliardi servono per il sostegno al reddito, dalla Cig Covid alle nuove indennità, mentre cinque  miliardi vengono destinati agli enti locali – Comuni, Province, Regioni – per far fronte ai servizi, anche se altri fondi dovrebbero arrivare per scuole e strade. Nel provvedimento vengono confermate diverse misure a favore del lavoro: proroga della cassa integrazione di 18 settimane, proroga del blocco dei licenziamenti, che vieta alle imprese di licenziare fino al termine della Cig stessa, quattro mesi di sgravi contributivi alternativi, che si aggiungono ai sei al 100% per neoassunti e trasformazioni a tempo indeterminato, e 20 milioni di fondi in più per il servizio civile. Alle famiglie in difficoltà viene riconosciuta una nuova tranche del reddito d’emergenza con una quota una tantum, da 400 a 800 euro, e la possibilità di domanda all’Inps fino al 15 ottobre. Per le donne casalinghe, invece, arriva un fondo per la formazione da 3 milioni l’anno a partire dal 2020.

Per la riapertura delle scuole, il 14 settembre, viene stanziato circa un miliardo, che serve per l’assunzione di nuovi insegnanti, per ridurre il numero degli alunni per classe e per nuove dotazioni, compresi i famosi banchi monoposto a rotelle voluti dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Attenzione anche agli studenti universitari fuori sede che a causa della pandemia rischiano di perdere le borse di studio: per loro misure di sostegno ad hoc.

Importanti conferme anche sul fronte delle tasse: le imposte, i contributi, le ritenute e l’Iva sospesi per i mesi di marzo, aprile, maggio potranno essere pagati per il 50%, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% potrà essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo.

Rinviato ad aprile l’acconto di novembre per gli autonomi, soggetti Isa e forfettari, e blocco delle cartelle esattoriali fino al 15 ottobre, mentre da dicembre, pagando con carte e bancomat, si cominceranno ad accumulare punti che daranno diritto al cashback, prima dell’estate e prima di Natale in due tranche, un bonus sugli acquisti fino a duemila euro. Per tutto il 2020 stop anche a Tosap e Cosap per l’occupazione degli spazi pubblici. Niente seconda rata dell’Imu per le attività legate a cultura e turismo: per i cinema e i teatri saltano anche i pagamenti del 2021 e del 2022.Alla sanità va circa mezzo miliardo per ridurre le liste di attesa duramente penalizzate a causa dello stop alle prestazioni ordinarie durante il lockdown, mentre 400 milioni vengono stanziati per finanziare vaccini anti-Covid made in Italy. Più che triplicati i fondi per il bonus babysitter dedicato ai professionisti sanitari.

Altre misure ( che valgono 400 milioni) sono previste per sostenere la ristorazione italiana, con un contributo a fondo perduto da 2500 euro per gli acquisti 100% made in Italy. I ristoratori dei centri storici di 29 città d’arte (in maggioranza del centro-nord) ad alta vocazione turistica potranno optare per l’altro contributo, dal 15% al 5% in base al fatturato, che parte da un minimo di 1000 euro e può arrivare a un massimo di 150mila. Il contributo vale anche per taxi e Ncc, che potranno ricevere fino a 600 euro ulteriori grazie al bonus viaggio pensato per decongestionare i mezzi pubblici e favorire la mobilità di disabili, malati e famiglie in particolare difficoltà. Ok anche alla sanatoria per le concessioni balneari: spiagge, bar, chioschi, ristoranti, e tutti quegli immobili con destinazione commerciale che, in quanto ritenuti di difficile rimozione, al termine del primo periodo di concessione sono stati acquisiti al pubblico demanio dello Stato, potranno chiudere i contenziosi saldando solo il 30% del dovuto in un’unica soluzione o pagando il 60% rateizzato fino a un massimo di sei anni.

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Enpaf, una nota chiarisce le norme sull’indennità Covid confermate nel decreto “Agosto”

17 agosto – Nel decreto “Agosto” di cui si è già riferito, con il quale il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle misure per 25 miliardi per far fronte alla crisi da coronavirus, è prevista anche l’erogazione di mille euro (in luogo  dei 600 precedenti) in automatico ai professionisti iscritti alle casse di previdenza private per il mese maggio, se hanno già percepito l’indennità per marzo e aprile, mentre per coloro che non abbiano già beneficiato dell’indennità viene disposta l’apertura di un nuovo termine (entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta).

A dettagliare i contenuti del provvedimento è una nota prontamente diramata dall’Enpaf a tutti gli Ordini provinciali, dove si ricorda che la misura va anche a favore dei farmacisti e che, per la liquidazione dell’indennità, la cassa di previdenza di categoria ha conservato la modalità telematica di presentazione dell’istanza, che dovrà avvenire attraverso il portale ad accesso riservato Enpaf online attivo sul sito internet dell’ente.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 14.00 del giorno 17 agosto e non oltre le ore 24.00 del giorno 14 settembre 2020. I farmacisti che ancora non fossero registrati ad Enpaf online, se dotati di indirizzo di posta elettronica certificata, potranno farlo rapidamente acquisendo la password di accesso; chi, invece, fosse sfornito di Pec (obbligo imposto dalla legge a tutti i professionisti iscritti) , dovrà necessariamente dotarsene per presentare la domanda di indennità.  Non verranno prese in considerazione domande di indennità presentate con modalità diverse rispetto a quella prevista attraverso il portale Enpaf online.

Risultato immagine per indennità covid liberi professionistiL’indennità per il mese di maggio verrà erogata automaticamente agli stessi soggetti che l’hanno già percepita per iI mese di aprile i quali, dunque, non devono presentare alcuna domanda. Il pagamento verrà effettuato sulle coordinate bancarie indicate in occasione della domanda presentata per mese di marzo o per il mese di aprile. L’iscritto il quale dovesse comunicare il cambiamento delle coordinate bancarie già trasmesse potrà farlo inviando una comunicazione tramite posta elettronica certificata (all’indirizzo posta@pec.enpaf.it) indicando nell’oggetto “Rrichiesta indennità Covid 19 mese di maggio – variazione IBAN” e allegando fotocopia di un valido documento di identità.

Coloro che non intendono beneficiare del bonus per il mese di maggio sono tenuti a darne tempestiva comunicazione tramite posta elettronica certificata (indirizzo posta@pec.enpaf.it) indicando nell’oggetto “Rinuncia indennità Covid mese di maggio” e allegando fotocopia di un valido documento di identità.

Tutti gli altri iscritti, in possesso dei requisiti necessari, dovranno invece inoltrare domanda che, ove regolare e completa, verrà acquisita dal sistema informatico secondo l’ordine cronologico di presentazione; infatti, anche per il mese di maggio, la liquidazione dell’indennità avverrà nell’ambito del fondo statale previsto e nei limiti dello stanziamento riconosciuto a favore degli iscritti all’Enpaf.

L’art. 13 del decreto legge n. 104/2020 ha richiamato le disposizioni di attuazione contenute nel decreto interministeriale del 29 maggio 2020.La collettività beneficiaria del reddito di ultima istanza è quella degli iscritti professionisti lavoratori autonomi. Possono presentare la domanda di indennità anche i farmacisti lavoratori autonomi, che si sono iscritti per la prima volta nell’anno 2019 e, per l’anno 2020, entro il 23 febbraio u.s..

È invece escluso dalla indennità il farmacista, lavoratore autonomo: a) titolare di una pensione diretta, anche in regime di cumulo o totalizzazione (pensione di vecchiaia, di anzianità, anticipata o di invalidità); ). titolare di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; ). che ha percepito o percepisce una delle misure a sostegno del reddito connesse all’emergenza Covid 19 o il reddito di cittadinanza; d) che ha presentato domanda per l’indennità Covid 19 ad altro ente di previdenza ad appartenenza obbligatoria). che si trovi in condizione di disoccupazione temporanea e involontaria;

Possono presentare domanda i farmacisti lavoratori autonomi che siano anche titolari di pensione indiretta o di reversibilità Enpaf, nonché i titolari di un rapporto di lavoro a tempo determinato.

L’Enpaf  rammenta che la domanda per il reddito di ultima istanza presuppone particolari limiti reddituali e che l’attività professionale abbia subito limitazioni nel periodo di emergenza epidemiologica; tali circostanze dovranno essere autocertificate dal richiedente, ai sensi del Dpr n. 445/2000. Le predette autocertificazioni saranno soggette a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’lnps. Informazioni dettagliate potranno essere acquisite attraverso un documento riepilogativo pubblicato sulla home page del sito internet dell’Enpaf. Come di consueto, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico è a disposizione degli iscritti e potrà essere contattato attraverso la casella di posta elettronica info@enpaf.it.

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In GU nuovo aggiornamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope

Risultato immagine per papaver somniferum21 agosto – Sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 208 del 21 agosto 2020 è stato pubblicato il decreto del ministero della Salute 11 agosto 2020Aggiornamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e successive modificazioni e integrazioni. Inserimento nella tabella I e nella tabella IV di nuove sostanze psicoattive e nella tabella dei medicinali, sezione A, della sostanza phenibut.“
Il provvedimento  ha aggiornato la tabella I e la tabella dei medicinali, sezione A, contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope previste dal Dpr n.309/1990 e dalle modifiche intervenute successivamente, con  l’inserimento del medicinale Papaver somniferum L. pianta (denominazione comune) nella tabella I e l’inserimento del medicinale Papaver somniferum L. tintura (denominazione comune) nella tabella dei medicinali, sezione A. La modifica si è resa necessaria in seguito alla registrazione del nuovo medicinale Dropizole 10 mg/ml gocce orali, indicato per il “trattamento sintomatico della diarrea grave nell’adulto, quando l’uso di altri trattamenti antidiarroici non ha ottenuto un effetto sufficiente” e dispensabile con ricetta ministeriale a ricalco

 Il decreto entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il prossimo 9 settembre. l

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Bolzano, test Covid-19 su insegnanti e personale scolastico non docente, farmacie in prima linea

24 agosto – A partire dal 24 agosto tutto il personale docente e non docente delle scuole di ogni ordine e grado della provincia autonoma di Bolzano dell’Alto Adige sarà tenuto a sottoporsi al test per il coronavirus. Si tratta, informa una nota diramata dall’Azienda sanitaria della provincia, di test rapidi in grado di rilevare “la presenza di anticorpi nel sangue della persona sottoposta all’esame“.

Tra le strutture abilitate ad eseguire il test (inizialmente eseguibile fino a ieri, 30 agosto 2020, ma poi prorogato per un’altra settimana)  sono state inserite – ed è una novita importante, commentata molto positivamente da molti farmacisti di tutto il Paese sulle piattaforme social – sono comprese anche 119 farmacie di comunità (sulle 145 totali). Anch’esse sono state “arruolate” su base volontaria per  somministrare i test nell’orario di chiusura al pubblico o in spazi privati per garantire la privacy del paziente. L’accordo raggiunto, informa una nota dell’amministrazione provinciale,  prevede che in caso di test positivo per la presenza di anticorpi (IgG e IgM), sarà la stessa Azienda sanitaria a predisporre l’esecuzione di un ulteriore tampone per verificare una possibile infezione in corso.

Un’elevata partecipazione ai test, spiega la provincia esortando docenti e personale scolastico a partecipare,  “aiuterà a contenere il coronavirus e a organizzare al meglio la vita scolastica quotidiana in questo particolare periodo (…) Per coordinare al meglio gli accessi, si raccomanda di chiamare in anticipo la propria farmacia di fiducia”. L’elenco delle farmacie che hanno aderito al servizio è reso disponibile sul sito dell’amministrazione provinciale.

La collaborazione delle farmacie sarà remunerata, anche se il test è gratuito per insegnanti e personale scolastico: alle farmacie territoriali verrà infatti riconosciuto un importo di 15 euro per ogni esame effettuato.

Visualizza immagine di origineProprio ai farmacisti ha voluto indirizzare un particolare ringraziamento il direttore generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige Florian Zerzer (nella foto): “Abbiamo avuto diversi colloqui con l’Associazione dei farmacisti, che ci ha assicurato la propria collaborazione. Il supporto di questo gruppo professionale è molto prezioso per noi”. Anche una parte dei medici di medicina generale ha dato la propria disponibilità ad effettuare i test di screening, non obbligatori ma fortemente raccomandati e rivolti a tutto il personale docente e non docente operante nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie e superiori pubbliche, paritarie e private nonché negli istituti di istruzione e formazione professionali.

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Vaccinazione antiflu: al via il 1° settembre il tavolo ministero della Salute-farmacie

28 agosto – Federfarma esprime in un comunicato stampa il suo apprezzamento per il fatto che, a seguito della disponibilità espressa dalle farmacie a collaborare alla prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale, il ministero della Salute abbia tempestivamente convocato una riunione sull’argomento martedì 1° settembre prossimo.

In quella sede, spiega la nota diffusa dal sindacato,  “saranno affrontati tutti i temi correlati alla necessità di garantire un’ampia disponibilità dei vaccini a favore della popolazione, sfruttando la presenza capillare delle farmacie su tutto il territorio nazionale e la professionalità dei farmacisti che in esse operano”.

Nella stessa occasione, conclude il comunicato, “potrà essere approfondito anche il tema della possibile collaborazione delle farmacie italiane con le istituzioni alla realizzazione della campagna di test sierologici a favore del personale scolastico”

Il problema del coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale antiflu del prossimo autunno era stato sollevato dalla Fofi e dalla stessa Federfarma nei giorni precedenti, partendo dall’osservazione che la protezione contro l’influenza sarà fondamentale per agevolare la diagnosi di Covid-19 e gestire i casi sospetti, soprattutto considerando l’attuale ripresa dell’epidemia. Sarà importante vaccinare, oltre i soggetti a rischio, la maggior parte della popolazione attiva per evitare il congestionamento della sanità territoriale e proprio per questo le sigle professionali e sindacali hanno offerto alle autorità sanitarie la massima disponibilità dei farmacisti operanti nella rete capillare delle farmacie territoriali per incrementare significativamente i livelli di copertura vaccinale.

“Le farmacie sono pronte a distribuire i vaccini messi a disposizione dal Ssn secondo termini e modalità da stabilire, anche per conto delle Amministrazioni regionali che vorranno renderli disponibili” ha affermato al riguardo il presidente Risultato immagine per Marco Cossolodel sindacato Marco Cossolo (nella foto).

Federfarma e Fofi, insieme alla Fondazione Cannavò, hanno inoltre  patrocinato e promosso i corsi offerti da Utifar volti a fornire ai farmacisti le competenze per somministrare direttamente i vaccini ai cittadini. “In tale prospettiva” ha spiegato Cossolo “Federfarma chiede l’adozione di un provvedimento legislativo che abiliti espressamente il farmacista a inoculare i vaccini, come del resto già avviene in molti Paesi dell’Unione Europea, anche nell’ottica di future campagne vaccinali anti-Covid. Peraltro, molte farmacie sono anche strutturate per consentire, presso i propri locali, la somministrazione del vaccino da parte di un infermiere.”

A conferma dell’opportunità di coinvolgere attivamente le farmacie nella prossima campagna antinfluenzale, Federfarma ha anche  evidenziato che nel corso della campagna vaccinale 2019-2020 sono state dispensate dalle farmacie territoriali circa 800 mila dosi vaccinali. Per la campagna 2020-2021 si stima un incremento pari almeno al 50%, per un totale di oltre 1,2 milioni di vaccini.

C’è il rischio, però, che queste dosi di vaccino non siano disponibili: Federfarma ha riscontrato la sostanziale impossibilità, da parte delle case farmaceutiche, di cedere alle farmacie dosi vaccinali, perché la produzione è stata assorbita dalle richieste avanzate dalle amministrazioni regionali, i cui acquisti hanno fatto registrare un incremento medio del 43% circa, con picchi anche superiori al 100%, rispetto alle acquisizioni della pregressa stagione 2019-2020.

“Questo significa” ha concluso Cossolo “che, in assenza di un canale capillarmente diffuso e facilmente raggiungibile da tutti, qual è la farmacia, molti cittadini, appartenenti soprattutto alla fascia attiva della popolazione e quindi sottoposti a un maggior rischio di contagio, si troverebbero nell’impossibilità di vaccinarsi”.

La riunione al ministero di domani servirà appunto a individuare le modalità per avvalersi al meglio di farmacisti e farmacie nella realizzazione della ormai prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale.

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Test rapidi Covid: farmacisti divisi ma non troppo, prevale l’orientamento a non venderli

28 agosto – Sulla spinta della preoccupante ripresa dei casi di positività al Covid 19 registrata ad agosto in diverse Regioni d’Italia, è aumentata la richiesta in farmacia di kit per test sierologici rapidi, sui quali si registrano posizioni contrastanti all’interno della professione farmaceutica. Le cui organizzazioni professionali e sindacali, in verità, esprimono molte perplessità su questi prodotti di efficacia non comprovata e dunque non affidabili.

Sull’argomento è intervenuto da ultimo Marco Meconi (nella foto),  vice presidente dell’Ordine dei Farmacisti Ascoli Fermo e vicepresidente di Federfarma Marche,  ricordando che proprio la mancata certificazione e validazione dei test sierologici rapidi ha indotto  il sindacato dei titolari a sconsigliarne la vendita e l’uso, mentre (ha spiegato a Il Resto del Carlino) “l’Ordine dei Farmacisti ne definisce facoltativa la vendita, ma vieta assolutamente che vengano effettuati in farmacia per mancanza di sicurezza nelle procedure operative. Senza negare la richiesta che ne viene fatta dai clienti va specificato che i test sierologici rapidi in questione, sono regolari ma non certificati, vale a dire non garantiti nell’efficienza né dall’Istituto superiore della sanità né dal ministero della Salute e quindi mancanti di certificazione scientifica di veridicità”.

I cittadini, però, continuano a richiedere questi prodotti che – a una verifica effettuata dal quotidiano – la maggior parte delle farmacie ha scelto di non distribuire la vendita, anche se non manca qualche esercizio che, proprio alla luce dell’alta richiesta che ne viene fatta, vende i test rapidi, anche per tranquillizzare in qualche modo i tanti cittadini che – presi dall’ansia Covid ma fortunatamente in buono stato di salute – cercano una risposta che non ottengono dal medico di famiglia, che in mancanza di una valida motivazione non prescrive il tampone.

“Chi ha questo tipo di ansia” ha spiegato ancora Meconi al quotidiano locale “può rivolgersi ai laboratori di analisi. Il costo del test è pressoché simile, intorno alle 25 euro e c’è professionalità pratica, ben diverso dall’esecuzione autonoma del test”. Un modo, ricorda il farmacista, per non creare confusione e disordine “tra i possibili contagiati e non”. E anche per evitare al farmacista “un consistente margine di rischio professionale. Siamo senza ombra di dubbio in una fase di confusione che a maggior ragione ci chiede ancora più rigorosa sicurezza”.

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Sanità, Speranza: “Dal 1° settembre abolito il superticket”Visualizza immagine di origine

 29 agosto – “Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione.Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal 1° settembre. Il superticket è abolito e nessuno lo pagherà più”.

A comunicarlo, con un breve post su Facebook, è stato  il ministro della Salute, Roberto Speranza (nella foto).