Covid, test fai da te in farmacia, parte il Veneto con cinquemila kit

Roma, 16 novembre -A dare fuoco alle polveri, intervenendo qualche sera fa alla trasmissione Otto e mezzo di Lilli Gruber su La7, era stato il direttore aggiunto dell’OrganizzazionRisultato immagine per ranieri guerra e mondiale della sanità Ranieri Guerra   annunciando che Stanno per arrivare in farmacia i primi kit in auto-somministrazione che  con un test monouso simile a quello per la gravidanza, saranno in grado di dirci se si è positivi o meno al Sars CoV.

“La scienza sta mettendo a disposizione, anche in farmacia, i test per auto-diagnosi che ognuno potrà fare a casa sua” ha affermato Guerra. “I prototipi ci sono, li ho visti una ventina di giorni fa. Occorre completare l’iter regolatorio. Credo a settimane saranno disponibili”.

Un’immediata conferma è arrivata dal presidente del Veneto Luca Zaia (nella foto), che ha annunciato che la sua Regione avvierà già oggi la sperimentazione di  cinquemila test “fai da te“, approfittando dell’intervento televisivo del direttore aggiunto dell’Oms per levarsi un sassolino dalla scarpa:  “Quando del test anti-Covid ne parlavamo noi, ci davano degli sprovveduti. Adesso che lo dice l’Oms spero che qualcuno ci prenda sul serio“.

Il Veneto, in prima linea sulle sperimentazioni sin dall’inizio dell’epidemia, non si fa sfuggire l’occasione per incrementare ancora di più la capacità di effettuare tamponi sul territorio. Proprio sabato scorso la Regione ha raggiunto il suo record di 53.289 test in 24 ore.

Anche questa volta sarà il direttore dell’unità di Microbiologia e virologia di Treviso, Roberto Rigoli (nella foto a sinistra)  a seguire gli sviluppi sul campo di questa innovazione: “Si tratta di un tampone delle fosse nasali da mettere poi nel contenitore del reagente” ha spiegato Rigoli. “La sperimentazione avverrà in doppio: ogni test fai da te sarà validato da un tampone molecolare”.

Per ampliare la sperimentazione stiamo valutando di lavorare con molte delle microbiologie venete, quattro o cinque, per avere un numero elevato di test e più centri coinvolti” ha aggiunto il virologo. “Parametri, questi, che aumentano notevolmente l’affidabilità della sperimentazione che, poi, sarà presentata all’Iss per la validazione”.

Una volta ottenuto il risultato, il paziente non viene lasciato a se stesso: la procedura prevede infatti la comunicazione dell’esito tramite l’app di biosorveglianza Zero Covid Veneto, appena varata dal Consiglio regionale, così da essere registrati dal sistema sanitario.