Covid: Marche, mozione per riconoscimento economico ai farmacisti

Roma, 9 luglio – Mentre tutti gli uffici pubblici, ma anche gli ambulatori medici, chiudevano e ricevevano per appuntamento, i farmacisti sono rimasti dietro al bancone, esponendosi a tutti i rischi del caso, unici punti di riferimento per cittadini spaventati, frastornati e sostanzialmente abbandonati a se stessi, almeno nelle prime fasi dell’emergenza epidemia.

Da questa incontestabile realtà dei fatti (perché è così che è andata, con buona pace dei mestatori da tastiera e di chi, a livello istituzionale, per coprire le proprie inadeguatezze ancora prova a raccontarla in un altro modo) è partito il vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche Piero Celani (nella foto), per presentare una mozione ad hoc approvata nella seduta consiliare tenutasi martedì 7 luglio.

Nella sua mozione, Celani (che già a fine aprile si era distinto per aver sollecitato al presidente regionale Luca Ceriscioli a disporre provvedimenti per allargare subito anche ai farmacisti impegnati nelle farmacie aperte al pubblico la possibilità di effettuare controlli periodici per eventuali contagi da Sars CoV-2, così da proteggere non solo se stessi ma anche i clienti/pazienti) ha chiaramente rappresentato la realtà di un Ccnl, quello che regola i rapporti di lavoro dei dipendenti delle farmacie, che non risulta adeguato, negli istituti che regolano il trattamento accessorio, “a disciplinare, peraltro in forma transitoria e provvisoria,  le esigenze eccezionali del momento, derivanti dall’emergenza sanitaria mondiale in atto a seguito della pandemia”.

Evidenziata la necessità di ovviare almeno in parte alla penalizzante situazione contrattuale, Celani ha presentato  la sua mozione, approvata dall’Assemblea legislativa,  sulla cui base il presidente e la Giunta regionale dovranno ora “stabilire un riconoscimento economico di carattere straordinario e temporaneo, quale remunerazione del disagio e del rischio a cui sono sottoposti in queste settimane gli operatori farmacisti a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Tale compenso dovrà decorrere dall’inizio dell’emergenza sanitaria, fino al cessare della stessa”.

La speranza è che l’iniziativa di Celani, segnalata dalla stampa locale, trovi una concreta realizzazione, ma è già significativo (perché non sempre accade) che gli amministratori abbiano consapevolezza delle criticità nelle quali sono costretti a muoversi i farmacisti che operano nelle farmacie di comunità. In questo senso, la mozione del vicepresidente del Consiglio regionale marchigiano suona come un convinto riconoscimento al ruolo essenziale che questi professionisti svolgono nel vivo del territorio, ma allo stesso tempo è anche una sollecitazione ad adeguare gli strumenti contrattuali: il Ccnl delle farmacie private è scaduto nel 2013, quello delle farmacie pubbliche nel 2015, e ancora attendono di essere rinnovati. La mozione diCelani, alla fine, è un ulteriore sottolineatura della necessità di dare fin da subito una decisa accelerata alle trattative.