Covid, Federfarma lancia l’allarme: “Carenza di ossigeno nelle farmacie”

Roma, 11 novembre –  Acquista un rilievo nazionale la carenza di disponibilità di bombole d’ossigeno sul territorio, problema contro il quale – come riferito lunedì scorso dal nostro giornale – in qualche Regione si sta già cercando di correre al ripari.

Risultato immagine per marco cossolo “Abbiamo avuto notizie dal territorio che si stanno verificando carenze nella disponibilità di bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti Covid” spiega il presidente di Federfarma Marco Cossolo (qui a lato) “Stiamo approfondendo la situazione e valutando il da farsi”.

Il problema si registra in diverse parti del Paese: a Palermo, ad esempio,  come riferito ad Adn Kronos dal presidente del sindacato dei titolari di quella città, Roberto Tobia,   “ci sono gravissime difficoltà nel reperire l’ossigeno liquido medicinale, quello che viene rifornito attraverso le bombole dalle farmacie per l’ossigenoterapia. La normativa è cambiata e non è più possibile usare altri contenitori, anche se a Bergamo durante l’emergenza le aziende sono state autorizzate” ha detto ancora il segretario nazionale di Federfarma. ” In più sempre la normativa non ci permette di rintracciare le persone che magari tengono le bombole a casa o in campagna per una erogazione saltuaria che però oggi, con l’emergenza Covid, deve passare in secondo piano”.

Il fenomeno è segnalato anche dal presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti (nella foto a destra): “A mancare non è il contenuto bensì il contenitore, le bombole appunto” spiegaRisultato immagine per andrea cicconetti federfarma roma il presidente del sindacato romano dei titolari. “Questo accade perché i cittadini troppo spesso, dopo l’uso, non le riportano in farmacia, per i motivi più svariati, magari per dimenticanza, magari perché hanno preso una bombola 6 mesi fa, il parente nel frattempo è morto o non ne ha più bisogno e l’hanno lasciata in garage”. Cicconetti rassicura in ordine alla gravità del problema nella Capitale: “Sicuramente c’è un incremento nell’uso, ma al momento su Roma non abbiamo particolare carenza” spiega, affermando di avere sentito un paio di fornitori di ossigeno, che fabbricano e caricano le bombole. “Mi hanno appunto raccomandato di fare un richiamo dei contenitori alle farmacie, che a loro volta lo faranno ai proprio clienti, a riportare le bombole che hanno in casa nelle farmacie dove sono state prese”.

Problemi anche in Campania, dove con l’aumento dei casi di Covid da settimane si susseguono gli allarmi di medici e farmacisti sulla difficoltà di reperire ossigeno gassoso. Secondo Visualizza immagine di origineVincenzo Santagada (nella foto qui a sinistra), presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli, la situazione è peggiorata anche perché moltissime persone non restituiscono le bombole vuote, trattenendo i contenitori a casa anche se non ne hanno immediato bisogno e sottraendoli così alla disponibilità collettiva.

Per far fronte alla domanda, da lunedì scorso è in vigore una direttiva della Regione Campania in base alla quale anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono prescrivere ossigeno liquido per ovviare alla carenza delle bombole. Fino a questo momento questo tipo di ossigeno era prescrivibile solo dagli specialisti ospedalieri. “La direttiva dovrebbe ridurre il disagio legato all’assenza di bombole” osserva Santagada, che fa riferimento anche a un’altra possibilità, quella di ricorrere  ai concentratori di ossigeno. “Si tratta di apparecchi che funzionano come se fossero un elettrodomestico, attaccato alla presa della corrente elettrica” spiega il presidente dei farmacisti napoletani. “Prende l’area dalla stanza in cui si trova una persona e separa l’ossigeno da anidride carbonica e azoto che vengono eliminati”.

Sempre in Campania, viene segnalato il rischio che le criticità nella disponibilità dell’ossigeno possano diventare un’occasione per tentativi di sciacallaggio ai danni dei cittadini, in particolar modo attraverso le piattaforme social, dove – secondo quanto riferito dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli –  sono stati segnalati alcuni annunci sospetti, con l’invito ai  cittadini  che necessitano di bombole d’ossigeno a essere contattati. “Abbiamo già provveduto a segnarle questi account alla Polizia Postale” spiega Borrelli, che insieme a una radio locale (Radio Marte) e con la collaborazione di diverse aziende della città, ha anche lanciato un’iniziativa che prevede dei buoni sconto a tutti i cittadini che consegneranno le bombole d’ossigeno eventualmente detenute a casa alle farmacie.