Covid, così l’Aifa ha evitato gravi crisi da carenze di farmaci

L'intervento della dottoressa Lorella Lombardozzi e del dott. Francesco Mennini durante il meeting aziendale dal titolo " Governo della spesa e crescita industriale" organizzato al Palacongressi D'Abruzzo a Montesilvano (PE), 18 Ottobre 2014. ANSA/ MASSIMILIANO SCHIAZZA

Roma, 23 giugno – Avrebbe potuto essere (come è accaduto in qualche altro Paese) un moltiplicatore di criticità, aggravando un’emergenza sanitaria già gravissima di suo, ma il rischio – con un lavoro sotterraneo, silenzioso e invisibile – è stato scongiurato, tanto che il problema non si è mai praticamente affacciato all’attenzione del sistema mediale.

Parliamo dell’approvvigionamento degli ospedali durante la crisi Covid, messo a durissima prova – in particolare da metà marzo in poi – dall’improvvisa esplosione delle richieste di farmaci normalmente a bassa diffusione, come alcuni antivirali (peraltro all’epoca ancora non valutati rispetto alla terapia contro il coronavirus), con violenti contraccolpi sulla rete distributiva che hanno toccato anche il territorio, dove la reperibilità di alcuni dei prodotti ha incontrato difficoltà improvvise. A complicare ulteriormente le cose, con l’occupazione crescente dei reparti di cura intensiva, è anche intervenuto l’aumento non fisiologico della domanda per farmaci necessari alle rianimazioni, come gli anestetici, la cui produzione presenta aspetti critici che rendono complesso incrementarne la disponibilità. Un problema, questo, inevitabilmente complicato dalla richiesta scoordinata proveniente dal territorio, dove le singole strutture ospedaliere si sono ritrovate a competere per approvvigionarsi, generando rigidità per cui le scorte delle aree ancora non toccate dal virus difficilmente potevano essere messe a disposizione della rete, in previsione dell’arrivo dell’emergenza.

Le immediate contromisure poste in essere dall’Aifa, con la necessaria collaborazione delle Regioni e delle aziende, hanno però impedito che la situazione degenerasse e si creasse il caos anche sul fronte della disponibilità dei farmaci: l’agenzia regolatoria è stata infatti molto rapida nell’autorizzare l’importazione di grandi quantitativi dei prodotti richiesti dai protocolli, nonostante questi cambiassero praticamente di giorno in giorno, modificando i fabbisogni attesi in modo repentino.

La risposta organizzativa approntata dall’Aifa, lontana dalla luce dei riflettori, si è rivelata efficace: l’Agenzia ha infatti subito costituito  di fatto una “comunità di esperti”, una rete operativa coordinata da Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al Crimine farmaceutico, che ha visto il coinvolgimento dei referenti delle Regioni (ci piace ricordare, per la Regione Lazio, la presenza di Lorella Lombardozzi (nella foto) e di Marcello Giuliani). Compito della task force, quello di vigilare per monitorare e raccogliere tempestivamente le esigenze del territorio, facendo da trasduttori tra le stesse e le istituzioni, e permettendo di realizzare interventi tempestivi (garantendo per esempio l’approvvigionamento degli ospedali da parte delle aziende attraverso le Regioni), e fornendo supporto in tempo reale da parte delle
aziende farmaceutiche, interfacciate con Aifa attraverso la rete gestita dalle associazioni di settore, Assogenerici e Farmindustria.
Questa modalità operativa ha permesso di razionalizzare la comunicazione ed il flusso informativo, evitando duplicazioni di attività e assicurando la disponibilità di una ricognizione alimentata da dati ed informazioni puntuali e dettagliati forniti in tempo reale.
La raccolta di informazioni, intesa come ricognizione delle esigenze e criticità nonché delle buone pratiche si è anche tradotta di fatto nella costituzione di un osservatorio nazionale di dati di “real world”: la formula vincente è stata quella di fare sistema, condividendo le problematiche per permettere di anticipare le soluzioni.
Il modello realizzato della “rete operativa” ha permesso inoltre di mettere a fattore comune le conoscenze e competenze e quindi individuare e condividere pragmaticamente soluzioni operative calate nel mondo reale, applicabili e sostenibili ed efficacemente declinate in risposta agli effettivi bisogni in maniera dinamica, come richiesto dal contesto emergenziale.

Un’esperienza virtuosa in termini di efficacia, efficienza e orientamento al risultato, che merita la giusta attenzione  e che l’Aifa ha ora opportunamente deciso di condividere, diffondendo un documento che – in buona sostanza – illustra quanto è stato fatto. Una testimonianza di buona pratica, in buona sostanza, che potrà certamente tornare utile anche in futuro, soprattutto sotto il profilo metodologico. Qui di seguito, il documento diffuso dall’Aifa.

 

Approvvigionamento ospedali e Covid. Il documento Aifa