Covid, Veneto approva il protocollo per i tamponi rapidi in farmacia

Roma, 30 dicembre – La giunta della Regione Veneto, nella seduta di ieri mattina, 29 dicembre, ha approvato il Protocollo d’intesa per l’esecuzione di test antigenico rapido in farmacia per la sorveglianza Covid-19”, che permetterà alle farmacie che, su base volontaria, vorranno aderire all’intesa,  di effettuare tamponi rapidi antigenici per l’individuazione del virus Sars CoV 2, laddove dispongano di spazi adeguati a fornire questo servizio (che dovrà essere assicurato da personale sanitario qualificato, come un infermiere) ai propri clienti. Il Veneto, dunque, si aggiunge al novero di Regioni (come l’Emilia Romagna, il Lazio e Trento e Bolzano) che si erano già mosse in questa direzione.

Per effettuare un tampone rapido antigenico, le persone potranno dunque recarsi anche in farmacia,  senza necessità di ricetta medica ma previa prenotazione, con il solo obbligo di essere munite di una fotocopia di un  documento valido d’ identità e di indossare la mascherina chirurgica di prenotazione. Non potranno in ogni caso effettuare il test se presentano sintomi potenzialmente riconducibili a Covid-19 (es: tosse, perdita dell’olfatto e/o del gusto, mal di gola, diarrea, dolori osteo-articolari di recente insorgenza, eccetera) o in presenza di febbre superiore a 37.5°.

Le farmacie partecipanti all’iniziativa, da parte loro, devono comunicare la propria adesione alla Azienda sanitaria locale di riferimento territoriale tramite Pec, utilizzando un apposito modello, accompagnato da copia di un documento in corso di validità, nel quale dichiarano di possedere i requisiti previsti dal Protocollo sottoscritto con la Regione e di rispettarlo in tutto il suo contenuto, a partire dall’impiego di personale sanitario debitamente formato per l’effettuazione e il successivo processo del tampone rapido. I test devono essere fatti impiegando prodotti rispondenti alle norme e alle caratteristiche previste dal protocollo e, in ogni caso, vanno effettuati nel rigoroso rispetto delle indicazioni riportate nella scheda tecnica del prodotto acquistato, in spazi dedicati all’interno della farmacia, oppure all’interno della farmacia in orario di chiusura o ancora in uno spazio esterno adiacente alla farmacia, nel rispetto più rigoroso di tutte le prescrizioni di sicurezza e igienizzazione previste dal protocollo.  Alla farmacia compete anche l’obbligo di inserire nell’apposita area dedicata del portale regionale gli esiti dei test effettuati e processati, quale che sia il loro risultato.

Il costo a tampone, omnicomprensivo, non può essere superiore a 26 euro, che remunera la prestazione, i materiali, il personale infermieristico, e lo smaltimento del materiale sanitario.https://th.bing.com/th/id/OIP.ooD90KWfcbqQtU3nxSe11AAAAA?w=115&h=180&c=7&o=5&pid=1.7

L’assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin (nella foto a destra)  nella consueta conferenza stampa dedicata all’aggiornamento della situazione Covid nella sede della Protezione civile della Regione Veneto, ha spiegato che “il ruolo delle farmacie sarà importante ma non potrà sostituire l’attività clinica”.

Rispetto ai dati dei contagi da Covid-19, che vedono il Veneto protagonista negativo della seconda ondata pandemica, c’è un andamento stabile che denota ancora una pressione importante nelle strutture ospedaliere, oltre a un alto numero di positivi. Un aspetto, questo, legato secondo Lanzarin all’alto numero di tamponi che vengono ancora effettuati inella Regione.

“Il ministero ci ha detto che chiarirà con una circolare i casi confermati rispetto ai tamponi rapidi antigenici”  ha spiegato l’assessora. “Intanto continua l’attività con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta per l’effettuazione dei tamponi”.

Lanzarin nell’occasione ha anche aggiunto che stanno andando avanti le vaccinazioni per il Covid ma, causa del maltempo, slitterà di un giorno la seconda tranche di vaccini per sanitari ospedalieri, operatori e ospiti delle Rsa in Veneto.