Coronavirus, focus Oms su varianti: “Oltre a quelle già diffuse, altre 25 sotto osservazione”

Roma, 22 aprile – Oltre alle tre varianti di Sars CoV 2 che destano preoccupazione (le cosiddette inglese, sudafricana e brasiliana) finora sono state “sei le varianti designate come di interesse e altre 19 sono attualmente in corso di indagine”. A fare il punto è l’Organizzazione mondiale della sanità, in un focus del suo aggiornamento settimanale sul Covid.

Soprattutto “finché l’incidenza globale rimane elevata” con il contagio che continua a correre, avverte l’Oms, “per i prossimi mesi continua a esserci il rischio di comparsa di più varianti con implicazioni fenotipiche“.

Alcune di quelle già presenti, riepiloga l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, “sono state associate a una maggiore gravità della malattia (quella inglese e quella sudafricana), aumento del rischio di fuga immunitaria (sudafricana e brasiliana) e di riduzioni della neutralizzazione (sudafricana e brasiliana) da parte dei sieri di convalescenti o vaccinati rispetto al virus originario, suggerendo un rischio aumentato di reinfezione o di fallimento del vaccino”.

Le tre varianti, intanto,  continuano a diffondersi: dall’ultimo aggiornamento, quella inglese è stata rilevata in altri cinque Paesi per un totale di oltre 137 Paesi che l’hanno osservata sui loro territori al 20 aprile, anche quella sudafricana in altri cinque per un totale di 85 Paesi, mentre la variante brasiliana è comparsa in altri due Paesi per un totale di 52 che l’hanno segnalata finora.

Il virus muta ed è normale che ci sia un certo numero di varianti che finiscono sotto osservazione ma il possibile emergere di mutanti più pericolosi, fa notare l’Oms, “introduce ulteriori incognite come il potenziale di fuga immunitaria e il modo in cui questi cambiamenti nel virus possono influenzare l’epidemiologia globale”