Conasfa: “Contratto in stallo, collaboratori ormai esasperati”

Roma, 30 novembre – A una settimana dalla chiusura di FarmacistaPiù, la tre giorni convegnistica organizzata da Fondazione Cannavò in collaborazione con Federfarma e Utifar e con il patrocinio della Fofi, Conasfa, l’associazione professionale dei farmacisti non titolari, torna sulla manifestazione, e in particolare sul convegno intitolato Eroi senza contratto, organizzato dalla stessa sigla presieduta da Silvera Ballerini (nella foto a lato) per aggiungere nuove e più amare considerazioni.

“In questo difficile momento storico i dipendenti di farmacia si sono spesi fisicamente e mentalmente per svolgere al meglio il ruolo sanitario che compete loro” ribadisce Conasfa in un comunicato diramato ieri sera. “Nonostante il mancato rinnovo del contratto e le difficoltà oggettive di essere in certi momenti uno dei pochi punti di riferimento per la popolazione, pensiamo di essere stati all’altezza del ruolo che ci compete. Seppur tardivo, il riconoscimento delle istituzioni è arrivato, ma ci saremmo aspettati quantomeno una svolta sul rinnovo del contratto e la garanzia di tutele per la nostra sicurezza sul posto di lavoro”.

Svolta che, invece, non è arrivata, afferma con delusione l’associazione dei non titolari: “Ancora una volta ci viene chiesto di aspettare il rinnovo della convenzione per poter anche solo cominciare a parlare di rinnovo del contratto e anche di svolgere ruoli sanitari che non sono nostri e per i quali non siamo stati né formati né tutelati (tamponi, test sierologici, vaccini)” crive Conasfa, che allarga il discorso con un riferimento al servizio di qualche giorno fa di Striscia la notizia dedicato alle censurabili modalità operative di un farmacista altoatesino nell’effettuare nella sua farmacia, in maglione e dentro un bugigattolo, tamponi rapidi per individuare il coronavirus.

A preoccupare Conasfa, più ancora che il modus operandi del collega (in ogni caso definito “vergognoso”), è il fatto che “si dà per scontato che certe modalità siano rare. Noi dipendenti sappiamo bene che in molte farmacie si mette in secondo piano la professionalità per il tornaconto economico e noi che crediamo ancora in questa professione non ci vogliamo prestare a questo gioco: ne va della salute nostra e dei cittadini! Siamo molto arrabbiati e delusi”.

“I sindacati confederali hanno scritto in questi giorni al ministro Speranza perché prenda a cuore la nostra situazione” conclude Conasfa. “Il ministro ha avuto per noi parole di stima anche in occasione del Convegnonazionale. Adesso è arrivato il momento di agire perché c’è una categoria di lavoratori del sistema sanitario che conta circa 60000 farmacisti che sono stanchi di rinvii e di richieste assurde. Confidiamo nelle rappresentanze sindacali e nella politica perché si possa trovare presto una soluzione a questa situazione di stallo che ci sta portando all’esasperazione”.